Peccati di Gola

Peccati di Gola (4)

Venerdì, 04 Settembre 2020 13:25

UNA FIABA E UNA TORTA

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Considerato che oggi sono in vena di una classica ricetta di montagna, mi son detta : “perché non accompagnarla con una bella fiaba tipica” ?!
Allora, tutti a sedere ad ascoltare la fiaba davanti ad una bella fetta di Torta di grano saraceno!!
I Monti Pallidi
C’era una volta, a Sud delle Alpi, un regno ricco, fortunato e suoi abitanti vivevano tutti felici.
Solamente uno, il figlio del re, era tormentato da un ardente desiderio: voleva andare sulla luna.
Un giorno, durante una caccia, il principe si smarrì nel bosco.
A sera inoltrata si distese su di un prato coperto da rossi rododendri ed ebbe uno strano sogno: su di un prato coperto di fiori a lui sconosciuti, incontrò una bellissima fanciulla - la figlia del re della Luna -; lui le regalò un mazzo di rossi rododendri.
Svegliatosi sentì una immensa gioia per questo sogno.
La luna era alta nel cielo e la sua luce argentea ricopriva le vette delle montagne.
Ad occhi aperti continuò a sognare e a immaginare di incontrare la figlia del re della Luna.
Incominciò a raccogliere rododendri fino a formarne un bel mazzo.
Improvvisamente gli parve di sentire da lontano delle voci. Queste provenivano da una bianca nuvola in cima ad una vetta. Il principe si avvicinò e all’interno della nuvola incontrò due uomini molto vecchi - due abitanti della Luna -.
Il principe raccontò loro che il suo desiderio più grande era quello di potere andare sulla luna.
I due uomini esaudirono il suo desiderio e portarono il principe sulla luna. Qui tutto era bianco – la terra, le montagne, i prati -. Questo candore era accentuato da strani fiori bianchi che ricoprivano tutto il paesaggio. Anche le case, i campanili e le torri della città erano bianche. Il principe teneva ancora in mano il mazzo di fiori rossi e con immenso stupore gli fu chiesta la provenienza di fiori così belli. Quando disse di essere un abitante della Terra, fu subito portato dal re della Luna. Il re era un uomo vecchio con una lunga barba bianca; al suo fianco vi era sua figlia. Il principe riconobbe in lei la bellissima fanciulla del suo sogno; come nel sogno regalò a lei il mazzo di rossi rododendri.
Il principe abitava ormai da molto tempo sulla Luna, però si accorse che di giorno in giorno l’intensa luce argentea della luna danneggiava la sua vista. Temendo di diventare completamente cieco, si sentì costretto a ritornare sulla Terra. Portò con se, come sua sposa, la bella figlia del re della Luna. Questa si distingueva dalle donne della Terra per il fatto che il suo corpo emanava un leggero splendore e una tenue luce.
Molto stupore destarono anche i bianchi fiori portati dalla sposa sulla Terra.
Questo fiore si diffuse con il tempo su tutte le Alpi: ancora oggi le sue lucenti stelle si possono ammirare sulle alte vette; il fiore fu chiamato STELLA ALPINA.
La principessa provava immenso piacere nella ricchezza variopinta dei prati, nell’intenso blu dei laghi di montagna e nel fresco colore verde dei prati. Però il colore scuro e tetro delle alte vette, che si ergevano come bui mostri verso il cielo, incombevano sull’animo della principessa come pesanti pensieri. Così accadde che lei si ammalò gravemente per la forte nostalgia verso il bianco paesaggio lunare e dovette tornare sulla Luna. Nella sua patria subito guarì, ma la nostalgia per il suo amato sposo sulla Terra la portò in fin di vita. Anche il principe, rimasto da solo sulla Terra non trovava pace per la dolorosa lontananza della sua sposa: da solo vagava come un selvaggio per i boschi e nelle notti di luna piena restava sveglio, assorto in una instancabile contemplazione della Luna.
Una notte incontrò nel bosco uno gnomo – il re dei Salvans – che gli raccontò del suo crudele destino: il suo popolo era stato combattuto a lungo e sconfitto da genti straniere. Adesso vagava con il suo popolo, senza trovare dimora, di vallata in vallata. Anche il principe aprì al re degli gnomi il suo cuore e gli riferì del suo crudele destino. Appena ebbe finito di parlare, il re degli gnomi gridò ad alta voce:“Principe rallegrati, perché entrambi abbiamo trovato fine al nostro crudele destino!” Spiegò al principe che i gnomi sarebbero stati in grado di dipingere le montagne, che tanto avevano rattristato la principessa, con il colore della luna, così che lei non avrebbe mai più provato nostalgia della sua patria. In compenso il principe avrebbe dovuto dare il permesso al popolo degli gnomi di prendere dimora nel suo regno.
Così accadde che gli gnomi si stabilirono nel regno del principe e nella prima notte di luna piena questi si misero al lavoro: sette gnomi, disposti a cerchio, iniziarono una strana danza: le loro piccole mani si agitavano nell’aria come mosse da forti onde; iniziarono così a filare la luce della luna. Dopo un pò di tempo si poté intravedere nel mezzo del cerchio un gomitolo che emanava una tenue luce. Altri gnomi iniziarono a tirare i fili lucenti di questo gomitolo dalle cime verso il basso, da poi attorno alle montagne così da avvolgerle in una rete di luce.
Scomparve il colore scuro e le vette brillavano di una bianca-argentea luce lunare.
Il principe riportò la sua sposa sulla Terra; lei non ebbe mai più nostalgia della sua patria, poiché ormai il paesaggio dei Monti Pallidi era molto più bello di quello bianco-lunare della sua patria.
I Monti Pallidi si possono ammirare ancora oggi e sono denominati DOLOMITI.
Il regno del principe ormai non esiste più, ma i Salvans dimorano tutt’ora nelle rocce e nei boschi di questa incantevole terra.
( tratto da: K.F. Wolf, Dolomitensagen )
Ingredienti:

- 250 gr mandorle spellate e frullate
- 250 gr zucchero
- 250 gr farina di grano saraceno
- 4 uova
- 250 gr di burro
- un pizzico di sale
- 1 bustina di lievito
- marmellata di mirtilli rossi o di more
- zucchero a velo

Per prima cosa frullate le mandorle con 100 gr di zucchero riducendole in farina.
In un recipiente lavorate il burro ( a temperatura ambiente) con 150 gr di zucchero e, uno alla volta, unite i tuorli d’uovo mescolando fino ad ottenere un composto liscio e spumoso.
Aggiungete la farina di grano saraceno, la farina di mandorle ed un pizzico di sale. Montate a neve, ben ferma, gli albumi ed incorporateli delicatamente all’impasto precedentemente ottenuto.
Imburrate e infarinate una tortiera a cerniera del diametro di 24/26 cm, versateci il composto e infornate (forno già caldo) per 35/40 minuti a 170° C.

SCRITTO DA SARA 

Venerdì, 04 Settembre 2020 13:19

TARTE FLAMBÉE

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Avete mai assaggiato la famosa flammekueche (in alsaziano) o tarteflambée (in francese) ?

Il mio primo incontro è stato alcuni anni fa a Strasburgo e poi mi son detta: "e se provassi anche io a farne una?!" Loro la cuociono nel forno a lega noi, non potendo farlo, in quello di casa...cmq, il risultato è di sicuro successo, chiedetelo ai miei commensali!
Ah, se vi capita di passare da Strasburgo vi consiglio di farne una bella scorpacciata al Restaurant "A La Tête De Lard"…e non dimenticate di provare anche “les pommes au four au Munster (fromage blanc aux herbes)”!!
Ingredienti :
- 300 g di farina 00
- 10 cl d’acqua (io vado ad occhio...ti accorgi della cosistenza, elastica ma non troppo appiccicosa!)
- 1 pizzico di sale
- 1 sacchetto di lievito secco per pasta da pane
(gli ingredienti descritti qui sopra possono essere sostituiti con 300 grammi di pasta da pane già pronta)
- mezza cipolla se grande, 2 se piccole
- 200 g di creme fraîche (panna acida)
[io uso solo la creme fraîche Vrai che trovo alla Esselunga (vedi foto allegata, è l'originale della normandia e rispetto alle altre è un altra cosa... si trova nel reparto freschi del supermercato, vicino al latte fresco)]
- 200 grammi di pancetta dolce tagliata a dadini
- olio q.b.
Mescolate la farina, l’acqua tiepida, il lievito con 2 cucchiaini rasi di zucchero e il sale. Lavorate l’impasto per dieci minuti fino ad ottenere una pasta omogenea e morbida, ma non collosa.
Lasciatela riposare un’ora e mezza circa, coprendo la ciotola con pellicola trasparente, al riparo dalle correnti d’aria, in un luogo temperato.
Se avete tempo, vi consiglio, passata l'ora e 30, di rimpastare e riporre tutto come in precedenza per una seconda lievitazione.
Nel frattempo pelate e tagliate finemente a rondelle le cipolle. Cuocetele a fuoco basso con un po’ d’olio e sale, fino a quando non saranno "trasparenti".
Fate dorare i pezzettini di pancetta, senza aggiunta di materia grassa, in una padellina.
Accendete il forno a 200°C, dividete in due palline la pasta e con l’aiuto di un mattarello fate due dischi di pasta molto sottili.
Cospargeteli di creme fraîche, aggiungete la pancetta e le cipolle.
Cuocete in forno caldo (200°) per 15-20 minuti e servite immediatamente.
p.s. Una piccola precisazione, come indicato nelle dosi per l'impasto si parte da quanto indicato e poi si "aggiustano" a proprio piacere considerando che l'elasticità e la consistenza dell'impasto possono variare dal tipo di farina/acqua usati, temperatura dell'ambiente e .... gusti! :) Buon diveritimento!

By SARA

 

Venerdì, 04 Settembre 2020 12:52

MMMMM MOUSSE !!

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Un paio di dessert di veloce esecuzione oltre che un pò più “estivi” rispetto ai precedenti ...
La prima mousse è un regalo ai golosi di cioccolato che però amano anche il caffè, mentre la seconda è un po’ più “salutista” dato che è a base di frutta e panna vegetale… entrambe deliziose e pratiche per chi ha poco tempo ... a voi la scelta!

Mousse Ciocco-Caffè (esecuzione 30 minuti più riposo in frigorifero)

3 uova
250 gr di cioccolato fondente, almeno al 75%
1 tazzina di caffè ristretto
½ cucchiaino di polvere di caffè
40 gr di zucchero a velo
1 cucchiaio di liquore secco
1 cucchiaino di zucchero semolato
Per prima cosa fondere il cioccolato a bagnomaria, poi aggiungere il caffè, la polvere di caffè e il liquore secco, io nello specifico ho utilizzato del Vin Santo.
Mentre il cioccolato si raffredda, separatamente, sbattete a spuma i tuorli con lo zucchero a velo e montate a neve gli albumi con un cucchiaio di zucchero semolato.
Mettere il cioccolato raffreddato in un recipiente ed incorporate prima i tuorli montati e poi gli albumi, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto.
Dividete la mousse nelle coppette e decorate con trucioli di cioccolato oppure con nocciole e mandorle tritate o, se preferite, anche con frutta di stagione, tipo le fragole.
Conservare in frigorifero fino al momento di servire.

Mousse di fragole (esecuzione 20 minuti più riposo in frigorifero)

16 biscotti secchi (facoltativi)
300 gr di fragole pulite
100 gr di zucchero
½ limone spremuto
200 gr di panna vegetale zuccherata
1 puntina di semi di vaniglia o una puntina di vanillina
Lavate le fragole accuratamente poi asciugatele con della carta da cucina e ponetele, tagliate a pezzettini, nel bicchiere del frullatore con il succo di mezzo limone e lo zucchero.
In un ampio recipiente montate la panna e aromatizzatela con vaniglia o vanillina.
Poi unite delicatamente il frullato, mescolando dall’alto verso il basso, così che la panna non smonti. Sbriciolate i biscotti secchi e distribuiteli sul fondo delle coppette (l’aggiunta dei biscotti è facoltativa) poi adagiatevi sopra la mousse e decorate con fragole e cialde.
Ponete in frigorifero fino al momento di servire.
N.B. Potete sostituire i biscotti anche con del pan di spagna.
Yummy!!! Mmmmm Mousse !!

SCRITTO DA SARA

 

 

Venerdì, 04 Settembre 2020 12:04

BISCOTTI SALATI AL FORMAGGIO E ROSMARINO

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Biscotti salati al formaggio e rosmarino
Qualcosa di nuovo per un aperitivo con gli amici …

Biscotti salati al formaggio e rosmarino

225 gr di burro freddo, a cubetti
250 gr di farina
250 gr di groviera, grattugiato
½ cucchiaino di pepe bianco (o pepe di Cayenna)
2 cucchiaini di rosmarino fresco, tritato
1 tuorlo sbattuto con 1 cucchiaio d’acqua
Preriscaldare il forno a 180° C e rivestire di carta da forno 2 teglie.
In una ciotola ampia versate la farina, il burro freddo a cubetti, il formaggio, il pepe e il rosmarino ed impastate vigorosamente con la punta delle dita, come per fare una classica pasta frolla.
Se l’impasto non vi sembrerà abbastanza omogeneo aggiungere un poco di acqua fredda.
Su di un piano di lavoro, infarinato, stendete con un mattarello la pasta alta 5 mm e con degli stampini da biscotto formate i salatini.
A questo punto riponete i viscotti salati sulle teglie, coprite con della pellicola per alimenti e fare riposare in frigorifero per 30 minuti o comunque fino a che non saranno induriti.
Una volta pronti toglieteli dal frigo e spennellateli con il tuorlo d’uovo sbattuto con un cucchiaio d’acqua, poneteli in forno e fateli cuocere per circa 10 minuti, fino a che risulteranno ben dorati.

BY SARA