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Venerdì, 04 Settembre 2020 13:28

VIVO O MORTO? PARLIAMO DEL VINO

Raramente se ne parla ma è giusto sapere che esistono due tipi di vino: vino vivo e vino morto. Chi sta scrivendo preferisce quello vivo pur ammettendo che non necessariamente questo è migliore o più buono di quello morto.

VIVO O MORTO? PARLIAMO DEL VINO

Sono semplicemente due cose diverse. Tra i due tipi di vino c'è la stessa differenza esistente fra il latte fresco e quello a lunga conservazione, fra le sottilette Kraft e una forma di Pecorino di fossa, fra un formaggino fuso in spicchi e un Gorgonzaola con la goccia. Due mondi paralleli e diversi. Il vino "morto" ha dei vantaggi su quello "vivo" : è sempre uguale, ha sempre lo stesso sapore negli anni ed è sempre limpido. Perché è un vino costruito con la tecnologia (e spesso con la chimica) poi "ucciso" mediante la pastorizzazione che elimina qualsiasi tipo di fermento ancora vivo e ne impedisce di fatto ogni modifica nel tempo. ll vino "vivo" ha tutta un'altra storia. E' un prodotto che nasce dalla natura e dalla capacità dell'uomo di sfruttarla e assecondarla per creare un prodotto unico. Unico perché, anche due bottiglie provenienti dalla stessa botte, ma imbottigliate in momenti diversi o con bottiglie diverse, avranno una maturazione diversa e di conseguenza sapori diversi. Sta all'abilità e all'esperienza dell'agricoltore, del vinificatore e dell'imbottigliatore riuscire tirar fuori il meglio che quel vino può dare. I vini "vivi" hanno una caratteristica che può apparire come un difetto: la presenza di un deposito e la non eccezionale limpidezza causata dall'azione dei fermenti che trasformano in alcool gli zuccheri presenti nel vino. I dettagli più tecnici verranno in seguito spiegati da chi fa questo lavoro per professione e per tradizione di famiglia. A voi basti sapere che chi scrive usa il latte fresco per la colazione del mattino e preferisce il pecorino di fossa e il Gorgonzola alle sottilette Kraft e al formaggino MIO. E, naturalmente, mette in tavola una bottiglia di vino "vivo"cercato con passione e imbottigliato religiosamente con le proprie mani.

Venerdì, 04 Settembre 2020 13:27

VINI DELL'OLTREPO PAVESE FATTI SECONDO NATURA

TIPI DI VINO NATURALE. ADATTI PER OGNI OCCASIONE
I vini che vi suggeriamo hanno una caratteristica particolare: sono fatti direttamente da aziende agricole che seguono direttamente il processo dall'inizio alla fine: dalla vigna alla bottiglia che arriva sulla vostra tavola. Due piccole aziende che fanno il vino come si è sempre fatto da secoli: esperienza, amore per la tradizione e rifiuto totale della troppa tecnologia e dei "miracoli" della chimica. Il risultato? Sapori personalissimi ed in continua evoluzione perché si tratta di vini "vivi" che maturano nelle bottiglie giorno dopo giorno. Vini che non fanno venire mal di testa neppure quando capita di esagerare un po'. Sono vini quasi introvabili perché la maggior parte dei viticoltori preferisce vendere la propria uva a Cantine Sociali o a grandi Cantine Industriali piuttosto che accollarsi i rischi, i costi e l'mpegno della vinificazione in proprio. Uno dei due produttori che vi presentiamo conferisce ad una Cantina Sociale il 90% della sua uva e tiene il 10% per "giocare" a fare vino per la gioia di pochi appassionati dei prodotti fatti secondo tradizione e nel rispetto della natura.

Venerdì, 04 Settembre 2020 13:26

VEDIAMO IL BLUFF

“Fatte er nome, poi fai qello che te pare!” recita un antico detto romano.
Detto che i tedeschi di “Crande Cermania” hanno fatto proprio e che è diventato il loro abituale “modus operandi”.
Ma i crucchi non sono così virtuosi come vorrebbero far credere.
Ma i crucchi non stanno così bene in salute come i mercati e lo spread cercano di dimostrare.
Perché i crucchi imbrogliano sui conti e nascondono sotto il tappeto l'immondizia dei loro conti truccati.
Qualche esempio? Il debito pubblico. Il loro debito pubblico “ufficiale” è il terzo del mondo dopo USA e Giappone.
Quasi 2.200 miliardi di €uro. Oltre l'85% del loro prodotto interno lordo annuo (PIL).
Quando l'Italia è al 140% circa. Ma questa differenza è apparente perché i crucchi sono autorizzati a truccare i conti.
L'Italia ha una specie di Banca pubblica (Cassa depositi e prestiti) i cui debiti sono conteggiati nel debito pubblico nazionale.
La Germania ha lo stesso tipo di banca (Kreditanstalt für Wiederaufbau – KfW -) che ha debiti per oltre 650 milioni di €uro che, stranamente, non sono conteggiati nel debito pubblico tedesco.
Se lo fossero, come in tutte le altre nazioni europee, il debito schizzerebbe a un molto meno virtuoso 120% rispetto al proprio PIL.
Ma è solo l'inizio. Fra le banche di tutto il mondo, Deutsche Bank è la banca che ha “in pancia” la maggior quantità di titoli derivati: 55.650 miliardi di €uro pari a 21 anni di PIL tedesco attuale e di 33 anni di PIL italiano.
Di questi (dicono gli esperti) almeno 1.000 miliardi di titoli sicuramente “tossici”... più o men carta straccia.
Se la Germania dovesse correre in aiuto alla SUA banca il suo debito salirebbe a percentuali italogreche rispetto al suo PIL.
Circa il 133%. In prospettiva futura la situazione tedesca è drammaticamente peggiore di quella italiana.
Uno studio (tedesco, non italiano!) dell'Università di Friburgo ha certificato che nel tempo la Germania starà sempre peggio rispetto alla nostra “Italietta”.
Il Prof. Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie all’Università di Friburgo, guarda i debiti pubblici dell'area €uro attuali dividendoli fra “ESPLICITI” (i titoli di debito pubblico emessi) e "IMPLICITI"
"IMPLICITI" sono i debiti futuri, conseguente all'invecchiamento della popolazione ed al conseguente maggior costo per pensioni e assistenza sanitaria.
E qui - chi l'avrebbe mai detto! - l'Italia risulta di gran lunga lo stato più virtuoso dell'area €uro e fra i primi al mondo.
I valori riportati in tabella sono riferiti all'anno 2015 ma le proporzioni sono rimaste sostanzialmente invariate
Il buon professore, per carità di patria, si guarda bene dal citare i trucchi contabili e tutti i vari rischi del "sistema Germania” altrimenti il debito totale tedesco sarebbe nell'ordine del 250% del PIL!
Come si evince dalla tabella, in prospettiva futura la nostra “Italietta” starà molto meglio di tutte le nazioni dell'area €uro.
Perché dunque sottostare alle imposizioni di austerity imposte da questa Europa “germanocentrica” ?
Perché non fanno loro politiche di austerity senza imporre a noi le misure recessive che ci stanno dissanguando e mettendo in ginocchio?
La risposta è facile: perché non abbiamo una classe politica all'altezza della situazione.
La differenza fra Germania e Italia è semplicemente questa: La Germania perde sempre le guerre ma vince sempre la pace.
Noi siamo capaci a volte di vincere la guerra e di perdere poi la pace che ne segue.
Ma siamo in una situazione in cui l'Italia ha tante carte favorevoli da giocarsi:

1 – Risparmi privati di oltre 4 volte il debito pubblico (oltre 8.000 miliardi- dati Bankitalia)
2 – Ricchezza pubblica in immobili, partecipazioni societarie, scorte auree (3.000 mld)
3 – Il debito pubblico di oltre 2.000 miliardi (ma "coperto" da un patrimonio di 3.000 mld)

Non ridete! Non siamo impazziti! Un debito di questa entità è un'arma micidiale perché, per un debito piccolo, la preoccupazione è del debitore; ma se il debito è troppo grande sono i creditori a doversi preoccupare!
Ci manca solo una classe politica che prenda coscienza di questi nostri punti di forza, che vada in Europa e giochi la “partita della vita” andando a vedere il bluff degli Anglo-franco-tedeschi.
ALL IN!!!... e il piatto è nostro!

Venerdì, 04 Settembre 2020 13:25

UN RECORD IMBATTIBILE


Era il 1912 e Stoccolma ospitava la quinta edizione dei Giochi Olimpici
Nel lontano Giappone avevano fatto una colletta per inviare un maratoneta che, tempi alla mano, aveva buone possibilità di aggiudicarsi la medaglia più ambita. Si chiamavaShizo Kanakuri. Fu così che il “nostro eroe” partì dal Giappone via nave fino a Vladivostok dove salì sulla ferrovia Transiberiana. Dopo un avventuroso viaggio di 18 giorni finalmente arrivò a Stoccolma.

A tre quarti della gara Shizo era in seconda posizione ma cominciava a sentire lo stress del viaggio e stava morendo di sete (non erano previsti rifornimenti all’epoca). Una signora che guardava passare gli atleti dal suo giardino sembrò leggergli nel pensiero e lo chiamò con un bicchiere in mano. Era succo di lampone e Shizo ne bevve 5 bicchieri di fila. Poi, a gesti chiese il permesso di sedersi un attimo su un sofà sotto il portico. Dormì per 12 ore filate!

Per la vergogna sparì nel nulla e tornò a casa con mezzi di fortuna.

Tanti anni dopo... estate 1967: in occasione del 55º anniversario dei Giochi Olimpici Shizo Kanakuri viene invitato a Stoccolma per concludere la sua maratona. Il settantaseienne accetta e riprende a correre da dove si era addormentato per tagliare infine il traguardo con un tempo totale irripetibile:
54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti, 20 secondi e 3 decimi.

 

Non fu questa l’unica stranezza di quella Olimpiade: per la prima volta erano ammesse le donne e per la prima volta si verificò una squalifica per "doping" di una donna: un'atleta si presentò alla partenza della gara completamente ubriaca.Nella borsa aveva una bottiglia quasi vuota di STOCK 84 , il famoso brandy triestino UN RECORD IMBATTIBILE ....

UN RECORD IMBATTIBILE

Venerdì, 04 Settembre 2020 13:24

UN MISSILE A QUATTRO RUOTE

La Hennessey Venom GT conquista il record mondiale di velocità per auto di serie a 270mph (432,784 Km/h) al Kennedy Space Center in Florida.

UN MISSILE A QUATTRO RUOTE

Assemblata su un telaio Lotus Exige, alleggerito e irrigidito, è spinta da un motore Chevrolet Corvette maggiorato a 7.000 cmc e sovralimentato da 2 turbo. Ricavando 1250 Hp di potenza.UN MISSILE A QUATTRO RUOTE

Finora Hennessey Performance Engineering (HPE) ha costruito e consegnato 11 Venom GT in giro per il mondo al prezzo di 1,2 milioni di dollari (876.000 Euro) più spedizione ed eventuali optional
L'auto già deteneva il record mondiale di accelerazione da 0-300 km/h (13,63 secondi) e 0-200 mph (14,51 secondi). Nella corsa del record è arrivata a fine pista in piena accelerazione e con 2 Km in più di pista avrebbe superato i 450 Km/h. Ovviamente i freni di questo missile sono dell'italianissima BREMBO montati anche sul modello spider

UN MISSILE A QUATTRO RUOTE

Venerdì, 04 Settembre 2020 13:23

UN BASTIAN CONTRARIO

La moda “Feisbukkiana” obbliga gli adepti alla “setta” ad esprimere un giudizio obbligato: MI PIACE in quanto il giudizio negativo non è previsto. Appena tollerata l'indifferenza che consiste nel non spuntare la casella del MI PIACE . Lasciamo alla psicologia e alla psicanalisi le motivazioni di questa ricerca di consenso anche per le cose più banali. Ci limiteremo qui a mostrare che non sempre è stato così: a qualcuno piaceva esattamente il contrario: Cyrano de Bergerac

Vedendovi sì stretti
e parlar così chiari,
sorrider così schietti...
farò ogni dì più rari
i saluti e i sorrisi,
e con gioia mi dico
a ogni amico che perdo:
Ecco un altro nemico!

Aberrazione strana?
Si questo è il mio difetto!
Dispiacere mi piace,
dell'odio mi diletto!
Se tu sapessi come
s'incede più gagliardi
sotto il fuoco di fila
dei malevoli sguardi.

E quanto bene al cuore,
qual carezze gentili
fan l'invidia ed il fiele
e la bava dei vili!
Non la molle amicizia
che i vostri cuori frolli
addolcisce e addormenta
e ammorbidisce i colli

che d'ogni freno liberi,
privi d'ogni sostegno,
vi consente la testa
piegar senza ritegno.
Me l'odio senza posa
fascia il collo, e mi appresta
il rigido collare
che tiene alta la testa!

Ah sì, vi riconosco,
nemici miei in consesso:
menzogna, codardia,
doppiezza, compromesso.
Lo so che alla fin fine
mi darete del matto:
che cosa me ne importa?
Io con passion mi batto!

Voi che dite? Non serve?
Lo so! Bella scoperta..
perché battersi solo
se la vittoria è certa?
Io guardo con orgoglio
quell'odio che ho creato.
Spiacere è il mio piacere:
Amo essere odiato.

Ma questo signore potrebbe anche dare qualche lezione in questa nostra Italia dove la raccomandazione, l'essere “amici di qualcuno”, la sottomissione al “potente” di turno, sembrano la strada certa per raggiungere la cosiddetta “posizione”. Lui non era così:

...ma cantare sognare,
e ridere, indipendente,
aver l'occhio sicuro
e la voce possente.
Mettermi, se mi va,
il feltro per traverso.
Per un si o per un no,
battermi, o fare un verso

La tavola imbandita,
il vino a tutte l’ore....
Sai dirmi in che maniera?
Cercarmi un protettore?
Dovrei salir da furbo,
piuttosto che di forza
Come l'edera all'albero..
leccandogli la scorza?

Io,in caso di successo,
per fortuna o per arte,
non voglio darne a Cesare
la più piccola parte!
Se poi viene il trionfo,
ebbene fatti suoi,
ma mai, mai diventare
un "come tu mi vuoi".

Voglio tutta la palma
della meta colpita
disdegnandomi d'essere
l'edera parassita!
E se pur quercia o tiglio
davvero non si è…
forse non proprio in alto,
ma farcela da sé!!

Che dite? Roba di altri tempi? Può darsi! Ma se contestate il suo modo di essere, di vivere e di pensare...non chiedetemi un MI PIACE

Non l'avrete mai!

Venerdì, 04 Settembre 2020 13:22

Todo se convierte, todo se recupera.

Todo se convierte, todo se recupera.
E' il motto che caratterizza la vita dei cubani costretti dalla miseria all'arte di arrangiarsi.
Se circolano ancora auto americane degli anni '50 non è perché i cubani siano amanti delle auto d'epoca ma perché ad un cubano benestante servirebbero 30 anni di risparmi per acquistare un'auto moderna di piccola cilindrata. Ammesso che venisse importata.
Va di moda nei concerti notturni di spegnere l'illuminazione e accompagnare la musica con le fiammelle degli accendini. Quando sono esauriti vengono raccolti (dai centri sociali sinistri) e spediti a Cuba dove vengono ricaricati e venduti ai turisti.

Todo se convierte, todo se recupera.
Ma nell'antichità questo motto è stato applicato anche in campo religioso.
La triade babilonese Nimrod-Semiramide-Tammuz si trasformò nella triade egizia Osiride-Iside-Horus e, più tardi in Israele, Giuseppe-Maria-Gesù.
Se si confrontano le vite di Tammuz , Horus e Gesù le somiglianze sono strabilianti:
Il Dio Babilonese Tammuz fu crocifisso con un agnello ai suoi piedi, e deposto in una grotta.
Dopo tre giorni, la pietra che ostruiva l’ingresso della grotta fu trovata rimossa e il suo corpo non fu mai più ritrovato.

Horus nasce il 25 dicembre – quanto il sole inizia pian piano a risalire l’orizzonte nell’emisfero boreale, dando la sensazione di rinascere. La sua nascita è annunciata dalla stella d’oriente, e tre uomini saggi gli recano i loro doni (I tre saggi rappresentano tre stelle della cintura di Orione che, il 25 dicembre, assistono alla nascita del sole).
Horus è battezzato a 30 anni da Anup  nel fiume Eridanus.
Horus combatte nel deserto per 40 giorni contro il demone Set.
Horus ha 12 discepoli.
Horus resuscita Al-Azaurus  ( Lazzaro?)  tre giorni dopo la sua morte.
Horus viene crocifisso insieme a due ladroni e dopo tre giorni resuscita.
Vi ricorda qualcosa questa storia?                                                                                                                                                                      

Venerdì, 04 Settembre 2020 13:20

TE C'HANNO MAI MANNATO A QUER PAESE

VIDEO DELL'IMMORTALE ALBERTONE IN ALLEGATO - VIDEO ATTACHED
Il grande Alberto Nazionale no avrebbe mai immaginato che la sua canzone avrebbe trovato un destinatario che più adatto non si può!

Venerdì, 04 Settembre 2020 13:20

TASSE D'ITALIA-La tassa più sporca

TASSE D'ITALIA-La tassa più sporca
La tassa più sporca è quella sulla "monnezza". I Comuni incassano una tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani. Con un piccolo imbroglio legislativo hanno aumentato la tassa soltanto cambiando il nome. Non più “tassa” ma “servizio”. E, come servizio, viene sottoposto al pagamento dell'IVA. 10% in più per i privati, 22% in più per le imprese. Tutti eravamo abituati a considerare i rifiuti (lo dice la parola) uno spreco ed un costo accessorio dei beni che consumiamo. Siamo proprio ingenui! Per i vampiri che vivono succhiando il nostro sangue i rifiuti sono non spreco ma valore aggiunto. Secondo loro l'IVA è la tassa su misura per la “monnezza” : Imposta sul Valore Aggiunto.

Venerdì, 04 Settembre 2020 13:13

QUATTRO NOVEMBRE, UNA FESTA DIMENTICATA

QUATTRO NOVEMBRE, UNA FESTA DIMENTICATA
Il 4 Novembre del 1918 l'Italia sconfiggeva l'Austria nella battaglia di Vittorio Veneto ed entrava di diritto nel novero dei vincitori della prima guerra mondiale. Una vittoria costata cara: settecentomila morti, un milione di feriti e decine di migliaia di invalidi. Con questa vittoria si concludeva l'unificazione della penisola con il “ritorno a casa” di Trento, Trieste e dell'Istria e su tutti i territori a sud delle Alpi sventolava il Tricolore. Il Risorgimento era concluso.
Da quell'anno fu la ricorrenza più festeggiata e sentita nel Paese. Anche più di quella dell'unità d'Italia perché ottenuta senza l'aiuto di eserciti stranieri ma solo con il coraggio, la tenacia, il valore e il sangue di tutti gli italiani. Per decenni sul calendario era evidenziata in rosso ed era la chiusura del cosiddetto “ponte dei morti” che metteva in movimento milioni di italiani. Oggi non è più festa nazionale e non si capisce perchè. Le feste nazionali sono tutte religiose ad eccezione di tre: 25 Aprile, 1° Maggio e 2 Giugno. Il due Giugno si festeggia l'anniversario della nascita della Repubblica Italiana, il primo maggio si festeggia un lavoro che non c'è più ed più che altro la scusa per un grande sventolio di bandiere rosse e di un megaconcerto a Piazza S. Giovanni a Roma.
Il 25 Aprile si festeggia la fine di una guerra che ci ha visto uscire disastrosamente sconfitti ma che, con assoluta mancanza di senso del ridicolo, viene definita “Festa della Liberazione”. E' una coerenza tutta italiana quella che ci fa mettere nel dimenticatoio il ricordo di una grandiosa vittoria e ci fa festeggiare una sconfitta che ha generato divisioni non ancora rimarginate a settant'anni di distanza.
Il 4 Novembre, in certi, casi sembra addirittura provocare vergogna e nelle foto di seguito ne mostriamo un caso. Nel periodo immediatamente successivo alla fine della prima guerra mondiale tutti i Municipi d'Italia avevano affisso una lapide con il testo del Bollettino della Vittoria dettato dal comandante delle forze armate per annunciare la fine della guerra. In alcuni casi era di marmo inciso come quella di Monza nella foto sopra. In tantissimi altri casi era in metallo, era stata fatta coniare dallo Stato e portava la dicitura "FUSA NEL BRONZO NEMICO" .
Una di queste era affissa a fianco dell'ingresso di un Palazzo Comunale fino al giorno in cui, prendendo occasione dei lavori di ristrutturazione della facciata, sparì nel nulla e nessuno ne seppe più niente. Quel comune è amministrato ininterrottamente dai comunisti e dai loro successori dal 1945 fino ad oggi.

Non chiedetemi il nome di quel comune perché me ne vergogno un po'... visto che ci sono nato!

BOLLETTINO DELLA VITTORIA
4 novembre 1918 Comando Supremo

La guerra contro l'Austria Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.
La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte 51 divisioni italiane, 3 britanniche, 2 francesi, una Czeco Slovacca ed un reggimento americano, contro 73 divisioni Austro Ungariche, è finita.
La fulminea arditissima avanzata del 29 Corpo d'Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della 7 armata e ad oriente da quelle della 1, 6 e 4, ha determinato ieri lo sfacelo totale del fronte avversario.
Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della 12 della 8 della 10 armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.
Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta 3 armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate.
L'Esercito Austro Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiali di ogni sorta e pressoche per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa 300.000 prigionieri con interi stati maggiori e non meno di 5.000 cannoni. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.

Diaz

 

 

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