Visualizza articoli per tag: BREXIT

Martedì, 26 Gennaio 2021 10:54

I DUECENTONOVE MILIARDI VERDI

C'è un proverbio che dice: " Chi si loda s'imbroda" ma i nostri governanti non lo ricordano!
Dal Luglio scorso è un coro continuo  "ma come siamo bravi, abbiamo ottenuto 209 miliardi dall'Europa!" "Se c'erano gli altri al governo non beccavano un centesimo!"
"E' una svolta epocale, ricostruiremo l'Italia"..."Grazie Europa!" e via lodandosi a reti unificate in TV e su Facebook.


Stanno parlando del Recovery fund costituito in Europa a seguito dei problemi sanitari ed economici generati dalla pandemia di COVID.
Ogni persona "normale" si aspetterebbe un intervento mirato a rafforzare i sistemi sanitari europei che qualche crepa l'hanno mostrata.
Ma in Europa le idee sono altre ... vediamo cosa scrivono nel trattato fondante del Recovery Fund:
“La Ue e i suoi Stati membri devono adottare misure d’emergenza per proteggere la salute dei cittadini e il collasso dell’economia… a questo scopo, il piano finanziario pluriennale (Mff) è affiancato da uno specifico sforzo di ripresa (Ngeu) col preciso scopo di affrontare questa crisi senza precedenti”. “Mff e Ngeu aiuteranno la transizione della Ue verso le sue politiche primarie, e cioè:"Green New Deal, rivoluzione digitale e resilienza”.

Cosa intendano con "resilienza” non lo spiegano ma deve essere roba da poco se ci mettono solo 54 mld in 7 anni e per 27 paesi.
Anche la "Rivoluzione digitale" non viene descritta ma non  farà danni !
Un discorso a parte merita il "Green New Deal" che si cucca 400 mld sui 1200 disponibili.
In italiano si può tradurre con "Economia verde" che sta per "Parchi eolici e solari e riduzione del CO2"
Cosa c'entri l' Economia verde con la lotta al COVID non è dato sapere ma una cosa è certa: se non li spendi come dicono a Bruxelles i quattrini non arrivano!

"Ma quanto siamo bravi!, abbiamo ottenuto 209 miliardi dall'Europa!"... ma nessuno si degna di spiegarci come arrivano e chi li paga.
Primo - ricordare sempre - il Recovery fund non esiste, è una scatola vuota! Che verrà riempita attingendo al Bilancio europeo. Bilancio a cui l'Italia contribuisce per il 13%. Se il "Recovery fund" da distribuire arriverà a 1.200 miliardi almeno 156 li metteremo noi.
E i 209 mld tanto reclamizzati diventeranno (209-156=53) 53 miliardi. Considerando che, nei 20 anni scorsi, abbiamo già versato all'Europa 163 mld.... in pratica ci restituiscono - in prestito - i nostri quattrini. L'affare del secolo! Ma torniamo al Recovery fund: dicevamo che ci restituiscono, in prestito, quanto abbiamo versato negli ultimi 20 anni! Ma per riceverlo bisogna promettere di spendere i 209 mld. seguendo le loro istruzioni.
Scordatevi tutto quello che pensate sia utile agli italiani perché il fondo arriverà solo se verrà speso in rivoluzione digitale e green economy.
Ma cos'è 'sta green economy? Consiste nell'installare parchi eolici e fotovoltaici o sequestrare il CO2. E per questa "green economy" vanno 400 dei 1.200 miliardi del Recovery fund.

Come la "green economy" possa aiutare l'emergenza sanitaria nessuno l'ha capito. Però sempre 209 miliardi sono dovrebbero arrivare. Normalmente l'Europa non ha mai mostrato tanta generosità per cui sorge il dubbio che "non sia tutto oro quello che luccica"


 
 
 "Cosa abbiamo fatto per meritarci tutta 'sta benevolenza?"  "A pensar male se fa peccato ma ce se coje quasi sempre."


Dove si può acquistare, In Europa, il materiale per i parchi eolici e fotovoltaici? In Germania!
E così abbiamo capito la "generosità europea" e dove finiranno i 209 miliardi. Gli italiani si indebiteranno per far ingrassare le industrie tedesche! Duecentonove miliardi buttati al vento senza un letto, un medico, un infermiere in più nei nostri ospedali.

Duecentonove miliardi di motivi in più per mandare affanculo l'Europa ladra e strozzina e  e tutti i leccaculi che le sbavano dietro.

Come hanno fatto gli inglesi (BREXIT) che non sono falliti - come racconta la stampa italiana di regime - ma hanno raggiunto la piena occupazione con stipendi in continuo aumento. (Financial Times)

 

 

 

Pubblicato in Politica e Attualità
Venerdì, 04 Settembre 2020 13:26

VEDIAMO IL BLUFF

“Fatte er nome, poi fai qello che te pare!” recita un antico detto romano.
Detto che i tedeschi di “Crande Cermania” hanno fatto proprio e che è diventato il loro abituale “modus operandi”.
Ma i crucchi non sono così virtuosi come vorrebbero far credere.
Ma i crucchi non stanno così bene in salute come i mercati e lo spread cercano di dimostrare.
Perché i crucchi imbrogliano sui conti e nascondono sotto il tappeto l'immondizia dei loro conti truccati.
Qualche esempio? Il debito pubblico. Il loro debito pubblico “ufficiale” è il terzo del mondo dopo USA e Giappone.
Quasi 2.200 miliardi di €uro. Oltre l'85% del loro prodotto interno lordo annuo (PIL).
Quando l'Italia è al 140% circa. Ma questa differenza è apparente perché i crucchi sono autorizzati a truccare i conti.
L'Italia ha una specie di Banca pubblica (Cassa depositi e prestiti) i cui debiti sono conteggiati nel debito pubblico nazionale.
La Germania ha lo stesso tipo di banca (Kreditanstalt für Wiederaufbau – KfW -) che ha debiti per oltre 650 milioni di €uro che, stranamente, non sono conteggiati nel debito pubblico tedesco.
Se lo fossero, come in tutte le altre nazioni europee, il debito schizzerebbe a un molto meno virtuoso 120% rispetto al proprio PIL.
Ma è solo l'inizio. Fra le banche di tutto il mondo, Deutsche Bank è la banca che ha “in pancia” la maggior quantità di titoli derivati: 55.650 miliardi di €uro pari a 21 anni di PIL tedesco attuale e di 33 anni di PIL italiano.
Di questi (dicono gli esperti) almeno 1.000 miliardi di titoli sicuramente “tossici”... più o men carta straccia.
Se la Germania dovesse correre in aiuto alla SUA banca il suo debito salirebbe a percentuali italogreche rispetto al suo PIL.
Circa il 133%. In prospettiva futura la situazione tedesca è drammaticamente peggiore di quella italiana.
Uno studio (tedesco, non italiano!) dell'Università di Friburgo ha certificato che nel tempo la Germania starà sempre peggio rispetto alla nostra “Italietta”.
Il Prof. Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie all’Università di Friburgo, guarda i debiti pubblici dell'area €uro attuali dividendoli fra “ESPLICITI” (i titoli di debito pubblico emessi) e "IMPLICITI"
"IMPLICITI" sono i debiti futuri, conseguente all'invecchiamento della popolazione ed al conseguente maggior costo per pensioni e assistenza sanitaria.
E qui - chi l'avrebbe mai detto! - l'Italia risulta di gran lunga lo stato più virtuoso dell'area €uro e fra i primi al mondo.
I valori riportati in tabella sono riferiti all'anno 2015 ma le proporzioni sono rimaste sostanzialmente invariate
Il buon professore, per carità di patria, si guarda bene dal citare i trucchi contabili e tutti i vari rischi del "sistema Germania” altrimenti il debito totale tedesco sarebbe nell'ordine del 250% del PIL!
Come si evince dalla tabella, in prospettiva futura la nostra “Italietta” starà molto meglio di tutte le nazioni dell'area €uro.
Perché dunque sottostare alle imposizioni di austerity imposte da questa Europa “germanocentrica” ?
Perché non fanno loro politiche di austerity senza imporre a noi le misure recessive che ci stanno dissanguando e mettendo in ginocchio?
La risposta è facile: perché non abbiamo una classe politica all'altezza della situazione.
La differenza fra Germania e Italia è semplicemente questa: La Germania perde sempre le guerre ma vince sempre la pace.
Noi siamo capaci a volte di vincere la guerra e di perdere poi la pace che ne segue.
Ma siamo in una situazione in cui l'Italia ha tante carte favorevoli da giocarsi:

1 – Risparmi privati di oltre 4 volte il debito pubblico (oltre 8.000 miliardi- dati Bankitalia)
2 – Ricchezza pubblica in immobili, partecipazioni societarie, scorte auree (3.000 mld)
3 – Il debito pubblico di oltre 2.000 miliardi (ma "coperto" da un patrimonio di 3.000 mld)

Non ridete! Non siamo impazziti! Un debito di questa entità è un'arma micidiale perché, per un debito piccolo, la preoccupazione è del debitore; ma se il debito è troppo grande sono i creditori a doversi preoccupare!
Ci manca solo una classe politica che prenda coscienza di questi nostri punti di forza, che vada in Europa e giochi la “partita della vita” andando a vedere il bluff degli Anglo-franco-tedeschi.
ALL IN!!!... e il piatto è nostro!

Pubblicato in Politica e Attualità
Etichettato sotto
Venerdì, 04 Settembre 2020 12:44

LA REPUBBLICA DELLE TASSE - La tassa più facile"

"Vile, tu uccidi un uomo morto!" disse il moribondo Franceso Ferrucci a Maramaldo che lo stava finendo con una pugnalata.
Oggi si dice anche "è come sparare sulla Croce Rossa" e lo si fa parlando di azioni vigliacche verso esseri indifesi che non possone né reagire né fuggire. Due frasi fatte su misura per le tasse più infami e vigliacche che colpiscono una cosa immobile, in bella vista senza alcuna possibilità di fuga. Sono le tasse più facili da applicare: le tasse sulla casa.
Chi compra una casa lo fa con risparmi accumulati che naturalmente sono stati già tassati. Oppure la pagherà a rate con i risparmi futuri, avanzati da quello che lo stato gli lascerà in tasca dopo averlo spremuto come un limone. Anche in questo caso si tratta di quattrini già tassati. Ma appena questi risparmi già tassati diventano mattoni, muri e tetti diventano oggetto di nuove tasse. Lo capisce anche un bambino che la casa in cui si abita è più fonte di costi che di reddito ma lo stato non capisce. O fa finta di non capire e tassa brutalmente. Immaginiamo qualcuno che abbia speso 200.000 € per acquistare una casa con soldi risparmiati negli anni e tenuti in banca. Su quei soldi avrà già pagato altri 200.000 € di tasse. Se li ha tenuti in banca ed è riuscito ad incassare il 5% annuo di interesse avrà pagato 2.700 € di tasse ogni anno. Oltre il 70% degli italiani preferisce non avere soldi in banca ma vivere fra quattro mura proprie da padrone in casa propria. Ma allo stato non si sfugge! Arrivi dal nnotaio e paghi l'imposta di registro. Se hai chiesto un prestito ad una banca paghi anche un'imposta catastale proporzionale al valore dell'immobile. Se acquisti da una impresa costruttrice paghi anche l'IVA con percentuali dal 4 al 22%. Paghi tutto e finalmente entri in casa tua. Se però hai la pretesa di entrare in garage con la tua auto devi pagare la tassa sul passo carraio. Spera di non avere una tenda che faccia ombra sulla pubblica via perché altrimenti scatta la tassa sull'occupazione di suolo pubblico (tassa sull'ombra! ) Se tu avessi tenuto i tuoi 200.000 €uro sotto il materasso non sarebbero costati un centesimo ma avendoli trasformati in abitazione ti sei messo in bella vista e ti becchi l'IMU-TASI-TARES... ECC. Poi si aggiunge un'altra tassa infame: la tassa sui rifiuti. In altra sede abbiamo scritto di come, per applicarci sopra l'IVA (22%), l'abbiano ribattezzata servizio. Ma se fosse un servizio dovrebbe essere proporzionale al peso/volume dell'immondizia prodotta. Invece è proporzionale alla superficie dell'appartamento. Col risultato che un anziano pensionato che vive in 100 mq paga come una famiglia di 6 persone che abita un appartamento identico. Peggio ancora un appartamento vuoto che non produce immondizia paga come se fosse abitato da una grossa famiglia. Alle tasse e imposte sulla casa non sfugge nessuno. Nelle zone di frontiera qualcuno ha pensato di comprarsi la casa all'estero, qualche kilometro più in la. Appena lo stato se ne accorge pretende una tassa pari allo 0,76% annuo sul valore della casa. Roba da morire di invidia per gli zingari che con 200.000 € si comprano un camper grande come un appartamento e non pagano un cent di tasse!
Alcune delle innumerevoli tasse che gravano sulle nostre case:
IVA - L'IVA si paga allo Stato se si acquista l'immobile da una impresa.
Esistono varie aliquote, a seconda che si acquisti come prima o seconda casa.
L’aliquota a carico dell'acquirente è del 4% per la prima casa, del 10% per le altre abitazioni non di lusso e del 22% per cento per quelle di lusso.
Imposta di registro - L'imposta di registro si paga allo Stato al momento dell'acquisto dell'immobile ed è proporzionale al valore dell'immobile, secondo certi coefficienti stabiliti dallo Stato. Esistono varie aliquote variabili, a seconda che si acquisti da imprese o da privati e se l'immobile è prima o seconda casa.
Imposta ipotecaria e catastale - È una tassa che si paga allo Stato in seguito a volture catastali e trascrizioni, iscrizioni e variazioni nei pubblici registri immobiliari, in proporzione ad aliquote stabilite dallo Stato. Se si acquista da un privato, entrambe le imposte corrispondono a 168 € (se si puo’ godere delle agevolazioni, per la prima casa). Senza agevolazioni l’imposta ipotecaria corrisponde al 2% del valore catastale e quella di registro costa un altro 7%
Tassa sui passi carrabili - Tassa che si paga al Comune per accedere dalla proprietà privata alla strada comunale con l'automobile. Tipica tassa medioevale: sei libero di avere una casa ma devi pagare per poter entrare e uscire!
IVIE - Imposta sul valore degli immobili all'estero - Chi possiede un immobile all'estero deve pagare ogni anno una tassa corrispondente allo 0,76% del suo valore, in concomitanza col saldo dell'Irpef ed usando il modello Unico per dichiararla.

Pubblicato in Politica e Attualità
Etichettato sotto
Venerdì, 04 Settembre 2020 12:42

LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI

Per i credenti fu un grande miracolo, per i non credenti, gli atei e gli agnostici è una barzelletta che fa ridere da 2.000 anni e più.
Ma non tutti ridono: le banche hanno preso esempio da Gesù Cristo e ripetono il "miracolo" ogni giorno. Vediamo di capire dove sta il trucco:
Considerate il caso ipotetico di una piccola città con una sola banca .
Vendi la tua casa per 100.000 Euro e li depositi sul tuo conto corrente.
La banca è autorizzata legalmente a prestare il 90% di questa somma e concede un mutuo di 90.000 Euro al Sig Bianchi per acquistare la casa del Sig. Neri. La banca incasserà dal Sig Bianchi sia il capitale su questo prestito che l'interesse. Si supponga che il tasso di interesse medio sia del 6,25%.
In 30 anni il Sig. Bianchi darà alla banca 199,490 Euro. Utile = 109.490 €
Il Sig. Neri ora deposita i 90.000 Euro sul suo conto corrente presso l'unica banca cittadina che potrà legalmente prestare 81.000 Euro (il 90% di 90.000) che in 30 anni diventeranno 179.541. Utile = 98.541 €
Il processo continua fino a quando la banca avrà "prestato" 900.000 €, (che non aveva ma che non ha in deposito) sul quale raccoglierà 900.000 € in capitale e 985.410 € di interessi , per un totale di 1885,41 Euro.
Tutto partendo dai 100.000 € che tu hai versato e tenuto sul tuo C/C per 30 anni.
In questo periodo la banca ti avrà dato (se va bene) 35.000 € di interesse incassandone 985.000 con un utile netto di 950.000 €.
Creati dal nulla... perché i 100.000 iniziali non erano suoi ma i 950.000 € netti finali sono suoi.
Creati dal nulla perché, avendo in cassa solo i tuoi 100.000 €, ne ha prestati ben 900.000.
E senza correre rischi perché i mutui erano garantiti da ipoteche.
Per 30 anni la banca è stata l'effettiva proprietaria dei beni ipotecati e, se qualche mutuo non è stato rimborsato, ne è diventata anche la definitiva proprietaria.
La cosa strana e che, nel caso di Gesù, bisogna credere ai miracoli mentre nel caso delle banche è tutto perfettamente normale e credibile!

Pubblicato in Politica e Attualità
Venerdì, 04 Settembre 2020 12:41

LA LIRA FINTA DEL VENTUNO


L'Europa si stava “leccando le ferite” dopo essere uscita devastata dalla prima guerra mondiale. Tutti quanti malconci, i vinti e i vincitori. La Germania era la più malridotta con cifre spaventose da pagare come danni di guerra ma le sue industrie non erano state intaccate perchè la guerra aveva toccato in minima parte il suolo germanico. L'Italia invece, anche se vincitrice, si trovava con intere regioni distrutte che andavano ricostruite e debiti con i fornitori dell'esercito che bisognava pagare. Erano tempi in cui il valore della moneta di una nazione era legato alle scorte auree e stampare banconote equivaleva a svalutare la propria moneta nei confronti delle monete estere. Epure in Germania si scelse questa strada arrivando ad una svalutazione mai vista nella storia che portò ad un cambio di 4 miliardi di marchi per comprare un dollaro.
In Italia scelsero una strada diversa: l'emissione di BUONI da 1 Lira (valore attualizzato 1,5 Euro circa). Queste monete avevano valore legale ma NON erano vera moneta in quanto potevano circolare solo sul mercato interno. Tuttavia l'immissione di una massa di circolante sul mercato portò indubbi benefici senza alterare il rapporto di cambio con l'estero. Cosa fondamentale per un paese essenzialmente importatore di materie prime come il nostro. A questo provvedimento ne seguirono altri, anche molto discussi, che portarono la lira a “quota novanta” ovvero a 90 Lire per una Sterlina contro le oltre 150 Lire del periodo 1919-1920. E' stato uno degli ultimi casi di moneta battuta direttamente da uno stato senza ricorrere alle banche.

Sessant'anni prima lo aveva fatto, negli Stati Uniti, Abramo Lincoln con l'emissione dei Greenbacks, dollari di carta emessi direttamente dallo stato per pagare i costi della guerra civile. Dieci anni dopo lo fecero la Germania di Hitler, il Giappone e, in parte l'Italia di Mussolini. Quarant'anni dopo, ci riprovò John F. Kennedy ma nessuno ebbe fortuna: fecero tutti la stessa fine di Abramo Lincoln... morti ammazzati. Se le "capre" che ci stanno, si fa per dire... governando avessero un briciolo di cultura storica potrebbero prendere ad esempio un intervento che 100 anni fa funzionò alla grande! Invece preferiscono andare in Europa, col cappello in mano, a cercare in prestito una parte dei miliardi che ci hanno costretti a versare!  Capre che ci hanno svenduto ad una organizzazione finanziaria criminale chiamata Unione Europea togliendoci la facoltà principale degli stati sovrani: Stampare la propria moneta

Pubblicato in Ieri e Oggi
Venerdì, 04 Settembre 2020 12:40

LA FUGA DEI CAPITALI

L'esportazione illegale di capitali non è un fenomeno nuovo per il nostro Paese.
Prima, durante e dopo l'ultima guerra mondiale vi fu una fuga in massa di capitali che venivano “messi al sicuro” in banche estere. Una delle motivazioni principali, nell'immediato dopoguerra, era il terrore di finire sotto una dittatura comunista. Ecco cosa pensava del fenomeno un grande economista e primo presidente (eletto) della neonata Repubblica Italiana: Luigi Einaudi

"Gli esportatori illegali di capitale sono dei benefattori della Patria, perché i capitali scappano quando i governi dissennati e spendaccio­ni li dilapidano, e allora, portandoli altro­ve, li salvano dallo scempio e li preservano per una futura utilizzazione, quando sarà tornato il buon senso..."

Meditate, gente... meditate!

Pubblicato in Politica e Attualità
Etichettato sotto
Venerdì, 04 Settembre 2020 12:35

ITALIA - LA REPUBBLICA DELLE TASSE - TASSE MEDIOEVALI

E' il motto del made in Italy. Ma non solo...anche quando si tratta di sprecare denari rastrellati con le tasse, possono impegnarsi quanto vogliono. Ma non ci batte nessuno.

Le tasse medioevali - La tassa di passaggio-1
Il Comune di Milano ed altri hanno introdotto
un ecopass a pagamento avente, dicono, la riduzione dell’inquinamento atmosferico. Ma l'inquinamento dipende per il 90% dal riscaldamento abitativo! Per cui altro non è che la tassa che i gabellieri medioevali riscuotevano alle porte delle mura delle città.
Le tasse medioevali - La tassa di passaggio-2
Naturalmente tassare l'ingresso in città non era sufficiente.
Per cui fu introdotta la tassa per entrare ed uscire da casa propria:
La tassa sui passi carrai.
Ricorda le imposte medievali ma nasce nel 1997. Il Governo diminuì i fondi all’Anas ed ai comuni consentendo però di “rifarsi” sui cittadini.
Le tasse medioevali - (ius primae noctis? ).
La tassa sugli sposi
In alcuni comuni viene chiesto un corrispettivo per poter celebrare il matrimonio in Comune.
E' la casa di tutti i cittadini...ma a “noleggio” per chi vuole sposarsi.
A Roma, ad esempio, costa € 200 sposarsi in Campidoglio nel week-end.
Il Comune di Sorrento incassa da questa gabella 6 milioni di euro all’anno.

Pubblicato in Politica e Attualità
Etichettato sotto
Venerdì, 04 Settembre 2020 12:29

IL DEBITO CHE NON C'E'

Una volta lo stato faceva debiti solo in circostane eccezionali: calamità naturali, guerre, grandi opere pubbliche... in ogni caso mai si sarebbe pensato di far debiti per acquistare carta stampata travestita da moneta.
I suoi quattrini lo Stato se li stampava da solo senza intermediari... come la banconota sottostante che fu l'ultima appartenente allo Stato Italiano e, pertanto, a noi tutti... ai cittadini italiani.
L'ultima banconota "nostra" perché da quel momento le banconote italiane furono emesse da un Istituto Bancario appartenente a un pool di banche private che, per non dare nell'occhio, si chiamava Banca d'Italia.
Da quel momento lo stato iniziò a farsi prestare soldi pagando fior di interessi. Mentre prima l'unico costo era quello, insignificante, della carta e della tipografia.
Erano i primi anni '80 e l'Italia, uscita stremata da una guerra disastrosa, aveva "rimesso insieme i cocci" riuscendo a raggiungere un periodo di boom economico che aveva stupito il mondo. E riuscendo a indebitarsi solo di una cifra pari a 115 miliardi degli attuali €uro.
Oggi i miliardi di debito sono 2.272 pari a oltre il 130% del PIL nazionale.
Le spiegazioni che vengono date al fenomeno sono le più disparate e fantasiose, per il "popolo bruto" la più gettonata è il costo della politica, per altri l'evasione fiscale, per altri ancora il costo esagerato di uno stato burocrate e sprecone.
Hanno ragione un po' tutti ma ancora più ragione hanno quei pochi che, dopo essersi fatti quattro conticini, hanno scoperto la verità: dal 1982 a oggi abbiamo pagato oltre 3.500 miliardi di interessi sul debito pubblico. Per cui il debito pubblico attuale è costituito ESCLUSIVAMENTE dagli interessi pagati dallo stato alle banche per farsi prestare quei quattrini che, fino agli anni '80, venivano stampati A COSTO ZERO!
Meditate gente... meditate!

Pubblicato in Ieri e Oggi
Etichettato sotto
Venerdì, 04 Settembre 2020 12:25

GLI STIPENDI RUBATI


Se qualcuno vi chiedesse il nome del politico europeo, di lingua tedesca, con lo stipendio più alto voi cosa rispondereste?

Il 97% degli interrogati ha risposto Angela Merkel.
Invece la risposta esatta è Luis Durnwalder, presidente della provincia di Bolzano.
25.600 Euri il nostro contro i 18.500 di Angela Merkel.

Peraltro superata anche dall'Ambasciatore italiano a Berlino che si "pappa" oltre 200.000 Euro l'anno.

Pubblicato in Politica e Attualità
Etichettato sotto
Venerdì, 04 Settembre 2020 12:24

GLI EVASORI

L’evasore fiscale è sicuramente un parassita della società. Ma altrettanto parassita è anche chi percepisce indebitamente un compenso da parte dello Stato, perché non ne ha titolo, perché è sproporzionato al valore reale della sua prestazione, oppure perché nessuna prestazione viene erogata in contropartita. Ancora più parassita è chiunque, a qualsiasi titolo, dissipi risorse pubbliche, o, peggio ancora, le utilizzi per finalità di indebito arricchimento privato. Se poi...proprio si volesse fare una classifica di “parassitismo sociale”, è indubbio che, chi sottrae, dissipa o percepisce indebitamente risorse pubbliche, formatesi grazie alla contribuzione di altri, sia da ritenersi ancora più parassita di chi omette di versare la contribuzione richiesta. Contribuzione dovuta allo stato su una ricchezza che, quanto meno, si è preso la briga di creare senza "mangiare addosso" a nessuno.

Pubblicato in Politica e Attualità
Pagina 1 di 2