Visualizza articoli per tag: greta e gretini

Venerdì, 04 Settembre 2020 13:18

SOLE E VENTO ... MA CONVIENE DAVVERO?

SOLE E VENTO SI? SOLE E VENTO NO?... SOLE E VENTO ...MAH!
L’energia che riceviamo ogni anno dal sole (o dal vento) è mille volte maggiore del consumo annuo italiano di energia. Ergo è sul sole (o sul vento) che dovremmo fare affidamento. Un’affermazione, questa, né vera né falsa: è un'affermazione inutile La parola chiave infatti non è la parola energia ma la parola potenza. Esempio: abbiamo una lampadina da 100 Watt. Per 1 secondo le forniamo 100 Watt e la lampada si accenderà per un secondo. Forniamo alla stessa lampada 1 Watt per un'ora. (3.600 sec.=3.600 w) avremo consumato 36 volte in più ma la lampada sarà rimasta spenta. Accendiamo un ferro da stiro e servono all'istante 1.000 watt. (1 Kw). Giriamo la chiavetta d'accensione di un'auto e ci serviranno 100 Kw. Mettiamo in moto un treno e serviranno 10.000 Kw. Da un pannello fotovoltaico si possono ricavare mediamente 20 w/mq/ora. Volete muovere un treno? Serve un quadrato di 700 m di lato coperto di pannelli solari. 50 ettari. Di giorno...perché di notte...bisognerà andare all'antica. Una centrale elettrica convenzionale o nucleare. Perché il sole non aggiunge un solo watt alla potenza del sistema elettrico. Se i pannelli fotovoltaici fossero economici potrebbero costituire una fonte di risparmio energetico. Ma non lo sono. E, cosa che nessuno vi dirà neppure sotto tortura, un pannello ftv dovrà “lavorare” per 4 anni per produrre l'energia impiegata nel fabbricarlo. Riepilogando: Non aggiungono potenza al sistema e sono troppo costosi per essere una fonte di risparmio. Cos'altro sono se non un costoso “giocattolo”? Negli Stati Uniti si suol dire che “marriage is the most expansive way to have laundry done for free”. Il matrimonio è il modo più costoso per avere i vestiti lavati e stirati gratis. Come i pannelli solari?

Pubblicato in CLIMA E AMBIENTE
Venerdì, 04 Settembre 2020 13:02

PARLIAMO DI PM 10

PARLIAMO DI PM 10

Le cosiddette “polveri sottili” sono così definite a causa della dimensione infinitesimale (in diametro e peso) delle singole particelle. Misurare e pesare la singola particella è impresa difficile e sofisticata. Vederne gli effetti è molto più semplice. La “massaia” con una casa in città ed una in montagna si rende certamente conto degli effetti: in città deve spolverare con una frequenza molto maggiore. Un dato sul PM10 è assolutamentee certo: bene non fa. L'istinto ci suggerisce che vivere in vetta al Monte bianco (temperatura a parte) fa vivere i nostri polmoni meglio che in piazza del Duomo a Milano o vicino all'ILVA di Taranto. Ma c'è un aspetto di questo problema che nessuno spiega mai e che nessuno si prende la briga di analizzare:

QUANTO fa male il PM10 ? A sentire alcuni giudizi catastrofici sarebbe una specie di peste bubbonica del 21° secolo. Sarà vero? La soglia di sicurezza fissata dalla comunità europea è di 50 μg al m3. 50 milionesimi di grammo ogni 1.000 litri di aria. Un dato non facile da visualizzare. Cerchiamo di capirne meglio il significato: Un “uomo medio” che svolga una moderata attività fisica respira circa 20.000 litri di aria al giorno. Ammettiamo, per semplicità di calcolo, che tutto il PM10 contenuto nell'aria si depositi nei polmoni. Nelle 24 ore ne avrà accumulati circa un milligrammo.

Riuscite a visualizzare un milligrammo? No? Non è difficile, provo ad aiutarvi: se siete fumatori controllate i dati sul pacchetto che elencano la quantità di “schifezze” contenute in una sigaretta. Vi riporto i dati scritti su un pacchetto di leggerissime e sottilissime sigarette “da signora”. Una sigaretta così leggera contiene circa 10 millesimi di grammo di “schifezze” assortite. Andando sul pratico: stare 10 giorni in una zona dove il PM10 è alla soglia massima, equivale a fumare una leggerissima e sottilissima sigaretta “da signora”. Ogni 10 giorni!

Riprendo il giudizio iniziale: bene non fa. Ma sembra di notare una certa sproporzione fra i danni terrificanti che ci vengono “urlati” ogni inverno in Valpadana...e il risultato di quei quattro conticini fatti insieme. Anche considerando che uno dei più famosi “talebani urlatori” si è vantato spesso di “farsi 10 canne al giorno che male non fa!"

Pubblicato in CLIMA E AMBIENTE
Venerdì, 04 Settembre 2020 12:31

IL PANDA DEVE MORIRE


Il WWF (World Wild Fund for Nature) è la maggiore associazione ambientalista mondale avente per oggetto la conservazione della natura. Come simbolo ha scelto il Panda... Un errore perchè il Panda è il simbolo più negativo sulla faccia della terra. Vediamo perché.
Innanzitutto il panda è un orso.
Non grosso come l'orso bianco o il grizly nordamericano ma pur sempre una bestia di 150 e più kilogrammi.
Nasce carnivoro (Ordine:Carnivora - Sottordine:Caniformia - Famiglia:Ursidae) ma è diventato vegetariano. Si nutre solo di germogli di bambù ma, "boccuccia di rosa", non di tutti tipi! Delle centinaia di tipi di bambù lui ne mangia solo tre o quattro.
Pesa quanto un gorilla ed è più grosso di Hulk Hogan, non farebbe fatica ad arricchire la sua dieta con qualche bistecca (i suoi "fratelli" abruzzesi spesso sbranano pecore, asini e vitelli) ma lui no! solo la sua "insalatina" di germogli!
Col risultato di doverne mangiare fino al 40% del suo peso ogni giorno per soddisfare il suo bisogno di proteine. Per cui la bestia passa dall'alba al tramonto a mangiare e cacare in continuazione senza avere il tempo e la forza di fare altro. Poi dorme come se fosse in letargo...
Non gli resta neppure la forza per la più piacevole delle attività...il sesso! Tutte le sue energie vengono assorbite dal mangiare e smaltire montagne di foglioline.
Un animale del genere è condannato all'estinzione dal suo stesso comportamento perché non esiste sulla terra un ambiente in grado di fornirgli la quantità di cibo necessaria. Ma lui non si adatta, non accetta cambiamenti! Altri animali si sono visti sottrarre risorse dall'urbanizzazione e dalle coltivazioni sempre più estese ma hanno inparato (l'appetito aguzza l'ingegno) ad arrangiarsi: Sempre più spesso volpi, procioni, cinghiali ma anche orsi e lupi arrivano fino alle periferie delle città a frugare nei cassonetti dell'immondizia in cerca degli avanzi delle cucine.
Il più marino degli uccelli, il gabbiano, si è rassegnato alla mancanza di pesce e si è trasferito nelle discariche extraurbane anche a centinaia di chilometri dal mare.
Il Panda no! Lui sopravvive solo per una sorta di accanimento terapeutico da parte dell'uomo che si ostina a non volerlo far sparire dalla faccia della terra.
Non si capisce perché si sprechino tante risorse per tenere in vita una specie che vuole morire!

Forse il vero e unico motivo è che gli sfigati del WWF dovrebbero cambiare il loro simbolo?  

Pubblicato in CLIMA E AMBIENTE