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Martedì, 23 Settembre 2014 00:00

REPUBBLICA BUROCRATICA UCCISA DALLA CARTA

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Storia di ordinaria burocrazia italiana 

 

Festa grande all'annuncio che la ditta aveva vinto la garad'appalto! La MALEDETTOQUELGIORNO S.R.L. finalmente coronava il proprio sogno ed iniziava a lavorare per lo Stato Italiano. Una commessa da 1.000.000 di €uro e lavoro garantito per un anno. Un anno passa in fretta e il lavoro viene terminato, collaudato e fatturato. L'Azienda si è "tirata il collo" perché gli operai vanno pagati ogni mese, i fornitori pure ma per fortuna la banca anticipa l'80% della fattura e il lavoro può proseguire abbastanza tranquillamente. Certo la banca si prenderà una fettina degli 800.000 €uri anticipati per i sei mesi fino al pagamento ma era già calcolato nel costo che 30.000 €uro dovevano finire così! Quello che non era previsto (ingenui!) era che dopo sei mesi lo Stato non avrebbe pagato. Perché lo Stato Italiano è un pessimo pagatore. Implacabile in caso di ritardo di un giorno quando deve "acchiappare", se la prende stracomoda quando deve pagare qualcuno. E così dopo i primi sei mesi furono costretti a tornare in banca a chiedere una proroga sul prestito. Trattandosi di uno sconfinamento imprevisto il tasso d'interesse era aumentato e i successivi sei mesi costarono non più 30.000 ma ben 42.000 €uroLa raccolta delle cartacce da presentare durò mesi e altri 10.000 €uro ma il traguardo era ormai vicino!  Nel frattempo, ormai allo stremo della liquidità, avevano anche fatto debiti con l'INPS e con l'Agenzia delle Entrate: non erano riusciti a pagare l'IVA e i contributi dei dipendenti. "Appena arrivano i quattrini paghiamo gli arretrati, un po' di mora, un po' di sanzioni e ci sistemiamo!" Ma non avevano fatto i conti con una delle trappole inventate dal "Governo dei Professori " per ammazzare definitivamente  l'economia italiana: l'Art. 13-ter/ Legge 7 Agosto 2012 N. 134 inserita (tanto per prenderci per il culo) nel Decreto Sviluppo  Ma cosa dice questa legge infame? Che se qualcuno paga una fattura ad una Ditta che ha debiti con INPS e Agenzia delle Entrate ne diventa complice e può essere chiamato a rispondere "in solido" in caso di azioni di recupero del credito da parte dello Stato! In altre parole un comodo alibi per non pagare proprio chi, essendo in difficoltà, ne ha maggiormente bisogno!Grazie a questo effetto di "cane che si morde la coda" la storia finisce male! La MALEDETTOQUELGIORNO S.R.L fallisce. Affogata in un mare di debiti, quella che era una solida Azienda finisce all'asta e viene smembrata pezzo a pezzo. Il portafoglio clienti e la tecnologia viene rilevata da un'Azienda tedesca che immediatamente apre una filale nella Repubblica Ceca. I dipendenti  prima sono stati cassintegrati poi sono rimasti a spasso senza lo straccio di un lavoro. Hanno occupato la fabbrica ormai vuota e chiedono a gran voce che i responsabili delle loro disgrazie provvedano a rimediare ai danni provocati da una legge inutile, dannosa e idiota. Il Titolare della MALEDETTOQUELGIORNO S.R.Linvece ha scelto un'altra strada: ha tirato fuori il suo fucile da cacciatore di selezione e, appostato in una villa a un "tiro di schioppo" da Palazzo Chigi, sta aspettando l'occasione buona.AUGURI!!! E ci raccomandiamo...mano ferma!

Giovedì, 26 Settembre 2013 11:04

LA REPUBBLICA DELLE TASSE - La tassa più sporca

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La tassa più sporca? Ovviamente è quella sulla "monnezza"  Paghiamo ai Comuni una tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani ma a loro non basta mai! Infatti, con un piccolo imbroglio legislativo, hanno aumentato la tassa del 20% semplicemente cambiando il nome!

 

Non più “tassa” ma “servizio”.  E, come servizio, viene sottoposto al pagamento dell'IVA. 10% in più per i privati, 21% in più per le imprese. Tutti eravamo abituati a considerare i rifiuti (lo dice la parola) uno spreco ed un costo accessorio dei beni che consumiamo. Siamo proprio ingenui! Per i vampiri che vivono succhiando il nostro sangue i rifiuti non sono spreco ma valore aggiunto. Secondo loro l'IVA è la tassa su misura per la “monnezza” : Imposta sul Valore Aggiunto.

 

Domenica, 29 Settembre 2013 20:00

BLOODY MARY all'italiana.

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C'era una volta il Bloody Mary e basta ma oggi ogni barman che si rispetti propone una propria variante di un cocktail classico come questo. Il cocktail nasce a New York nel 1939 ad opera del barman francese George Jessel.

 

Inizialmente era solo da una miscela 50-50 di succo di pomodoro e vodka. Nel tempo sono stati aggiunti ingredienti e aromi come la Salsa Worcester, Tabasco, pepe nero o pepe di cajenna, consommé, rafano, limone per giungere alla ricetta odierna. La versione che vi proponiamo rifiuta tutti questi ingredienti, a partire dal succo di pomodoro pastorizzato contenuto in bottiglia, e da tutti quegli aromi che poco si accordano col gusto italiano. Il succo rosso viene ottenuto centrifugando o frullando dei pomodori freschi e maturi. Se viene usato il frullatore è necessario passare tutto al setaccio per eliminare le bucce. Usando la centrifuga si ottiene direttamente il risultato desiderato.

  • INGREDIENTI PER DUE DOSI
  • 3-4 pomodori ben maturi - vedi foto
  • 1 fetta di limone
  • 1 rametto di basilico (più uno per la guarnizione del calice)
  • 1 bicchierino di vodka ghiacciata a testa
  • 1 cucchiaino di infuso di peperoncino (vedi descrizione) (*)
  • 1 cucchiaino di sale da cucina
  • I pomodori vengono tagliati, salati e centrifugati (o frullati) insieme alla fetta di limone e al rametto di basilico. (*) (l'infuso di peperoncino si ottiene mettendo 50 g di piccoli peperoncini di Soverato in una bottiglia o in un vasetto con 250 g di Vodka) Prestare la massima attenzione al dosaggio di questo ingrediente. In certi casi il cucchiaino consigliato può portare ad un cocktail che ustiona la bocca! Nella foto a fianco si nota l'effetto emulsionante della centrifuga che fa galleggiare il pomodoro sopra la Vodka. Usando un frullatore succederebbe l'inverso perché il pomodoro è più pesante della Vodka. Aggiungere del ghiaccio in cubetti e mescolare direttamente nel bicchiere.
Mercoledì, 16 Ottobre 2013 20:00

PICCOLE GUERRE D'ITALIA

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Non si capisce il presente, non si progetta il futuro se non si conosce il proprio passato. Un detto sempre più dimenticato dagli Italiani. Il modo di essere, di vivere, di mettersi in relazione con altri popoli non nasce da un giorno all'altro ma è frutto di anni, decenni, secoli di storia e di trasformazioni sociali. 

PICCOLE GUERRE D'ITALIA

Una caratteristica tipica

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Mercoledì, 23 Ottobre 2013 20:00

PARADISO GARANTITO PER CONTRATTO

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La buonanima di mio padre era un feroce anticlericale. Dei preti in genere e del clero tutto aveva una opinione particolarissima che ripeteva in ogni occasione: “sono in assoluto i più grandi “bottegai” della storia perché, hanno il magazzino vuoto da 2.000 anni, ma ogni giorno continuano a vendere e incassare”.

PARADISO GARANTITO PER CONTRATTOTanti anni fa avevamo preso in

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Venerdì, 01 Novembre 2013 17:36

L'OCCASIONE PERSA

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Affrontare la vita di tutti giorni, può risultare frustante alle volte. Ancora di più quando si ha alle spalle un lavoro che non ti soddisfa. Fu ciò che mi capitò per due mesi.
Accettai un lavoro per un progetto in cui dovevo passare le giornate davanti al computer a
catalogare file, rinominare fotografie e scrivere dei dati su un foglio di Excel,
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Giovedì, 14 Novembre 2013 09:11

ALIENATI

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Basta entrare in un ascensore affollato o prendere "la Metro" a Milano per capire che smartphone e tablet hanno una funzione fondamentale e inconfessata:

ALIENATIquella disuperare l'imbarazzo di stare in un luogo pieno di gente e non sapere dove guardare. Siamo incapaci di avere rapporti sinceri coi nostri simili e così, curvi sui nostri schermi

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Giovedì, 14 Novembre 2013 17:23

APOLOGIA DEL SUICIDIO

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Un uomo deve morire con dignità quando non gli è più possibile vivere con dignità.
 APOLOGIA DEL SUICIDIO
La morte che sopravviene nelle circostanze più disprezzabili, la morte che non è libera scelta, la morte che arriva al momento sbagliato, è la morte di un codardo. Noi non abbiamo il potere per prevenire la nostra stessa nascita, ma questo errore, perché a volte è un

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Lunedì, 08 Giugno 2015 00:00

FRANCO MIGLIACCIO

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FRANCO MIGLIACCIO – PROFESSORE E PITTORE...o PITTORE E PROFESSORE?
Nato a Tropea nel 1947. Attualmente vive ed opera a Trezzano sul Naviglio (Milano - Italia)
Diplomato presso l'Istituto Statale d'Arte di Vibo Valentia (1965) e l'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano (1972). Svolge attività di pittore, docente e critico d'arte. Ha allestito circa cinquanta mostre "personali" e partecipato ad oltre trecento mostre di gruppo e rassegne d'arte. Docente di Storia dell'Arte Moderna e Contemporanea presso la Libera Accademia di Belle Arti di Brescia
Fondatore, Docente e Direttore della Scuola Civica di Disegno e Tecniche pittoriche di Trezzano sul Naviglio (Milano)

FRANCO MIGLIACCIO – PROFESSOR AND PAINTER...or PAINTER AND PROFESSOR?
Born in Tropea in 1947. He currently lives and works in Trezzano sul Naviglio (Milan - Italy) Graduated from the Art Institute of Vibo Valentia (1965) and the Academy of Fine Arts of Brera, Milan (1972).
He works as a painter, teacher and art critic and has showed his paintings at about fifty "personal" exhibitions and participated in more than three hundred group exhibitions and art events.
Professor of Modern and Contemporary Art History at the Fine Arts Academy-University in Brescia (Italy)
Founder, Professor and Director of the Civic School of Drawing and Painting Techniques in Trezzano Sul Naviglio

 

  • Franco Migliaccio
  • LABA Brescia

 

Lunedì, 25 Novembre 2013 17:25

I BELLI E I BRUTTI

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Viviamo in tempi in cui la bellezza è diventata il grimaldello per forzare e rubare l'attenzione degli altri, attirandola su se stessi. E noi tutti li a guardare, colpevolmente complici di questo degrado. Basta guardare alcuni programmi televisivi, creati artificiosamente con lo scopo di veicolare questo messaggio.I BELLI E I BRUTTI

Mentre loro, i protagonisti dello scempio, si dividono a suon di soldini, il prodotto delle loro imprese, noi invece moltiplichiamo il prodotto della nostra stupidità. Se sei un asino ma bello, puoi avere fortuna. Se hai delle belle tette e chiappe sode, hai già prenotato un ascensore per il paradiso. Se hai un minimo  di palle sotto, nessuno oserà dire che sei un "sottotenente" e ti promuoveranno subito connello con incarichi speciali. E quand'anche tu fossi scemo, leggero, inaffidabile, falso... ma bello, non devi assolutamente disperare: male che vada potrai avere sempre uno scranno in parlamento. Purchè poi a parlare siano altri.... quelli brutti, ma dotati di  cultura e competenza.
I BELLI E I BRUTTI   Martina

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George Bernard Shaw era uomo di grandissima intelligenza, arguzia e dalla battuta pronta e fulminante. Ma era decisamente brutto!
Frequentando il mondo dorato dell'alta società aveva affascinato una contessa bellissima ma oca come poche. Una sera, in uno dei più prestigiosi salotti londinesi, la contessa gli fece sorridendo una “avanche”: “Pensate, Sir Bernard, che figli eccezionali potremmo avere noi due... unendo la mia bellezza alla vostra intelligenza!”
“E se invece nascessero  con la mia "bellezza" e con la Vostra "intelligenza", contessa?”
Andrea

 

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