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Lunedì, 16 Maggio 2016 09:50

VEDIAMO IL BLUFF

“Fatte er nome, poi fai qello che te pare!” recita un antico detto romano.
Detto che i tedeschi di “Crande Cermania” hanno fatto proprio e che è diventato il loro abituale “modus operandi”.
Ma i crucchi non sono così virtuosi come vorrebbero far credere.
Ma i crucchi non stanno così bene in salute come i mercati e lo spread cercano di dimostrare.
Perché i crucchi imbrogliano sui conti e nascondono sotto il tappeto l'immondizia dei loro conti truccati.
Qualche esempio? Il debito pubblico. Il loro debito pubblico “ufficiale” è il terzo del mondo dopo USA e Giappone.
Quasi 2.200 miliardi di €uro. Oltre l'85% del loro prodotto interno lordo annuo (PIL).
Quando l'Italia è al 130% circa. Ma questa differenza è apparente perché i crucchi sono autorizzati a truccare i conti.
L'Italia ha una specie di Banca pubblica (Cassa depositi e prestiti) i cui debiti sono conteggiati nel debito pubblico nazionale.
La Germania ha lo stesso tipo di banca (Kreditanstalt für Wiederaufbau – KfW -) che ha debiti per oltre 650 milioni di €uro che, stranamente, non sono conteggiati nel debito pubblico tedesco.
Se lo fossero, come in tutte le altre nazioni europee, il debito schizzerebbe a un molto meno virtuoso 110% rispetto al proprio PIL.
Ma è solo l'inizio. Fra le banche di tutto il mondo, Deutsche Bank è la banca che ha “in pancia” la maggior quantità di titoli derivati: 55.650 miliardi di €uro pari a 21 anni di PIL tedesco attuale e di 33 anni di PIL italiano.
Di questi (dicono gli esperti) almeno 1.000 miliardi di titoli sicuramente “tossici”... più o men carta straccia.  
Se la Germania dovesse correre in aiuto alla SUA banca il suo debito salirebbe a percentuali italogreche rispetto al suo PIL.
Circa il 133%. In prospettiva futura la situazione tedesca è drammaticamente peggiore di quella italiana.
Uno studio (tedesco, non italiano!) dell'Università di Friburgo ha certificato che nel tempo la Germania starà sempre peggio rispetto alla nostra “Italietta”.
Il Prof. Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie all’Università di Friburgo, guarda i debiti pubblici dell'area €uro attuali dividendoli fra “ESPLICITI” (i titoli di debito pubblico emessi) e "IMPLICITI"
"IMPLICITI" sono i debiti futuri, conseguente all'invecchiamento della popolazione ed al conseguente maggior costo per pensioni e assistenza sanitaria.  
E qui - chi l'avrebbe mai detto!  - l'Italia risulta di gran lunga lo stato più virtuoso dell'area €uro e fra i primi al mondo.
I valori riportati in tabella sono riferiti all'anno 2011 ma le proporzioni sono rimaste sostanzialmente invariate
Il buon professore, per carità di patria, si guarda bene dal citare i trucchi contabili e tutti i vari rischi del "sistema Germania” altrimenti il debito totale tedesco sarebbe nell'ordine del 250% del PIL!
Come si evince dalla tabella, in prospettiva futura la nostra “Italietta” starà molto meglio di tutte le nazioni dell'area €uro.
Perché dunque sottostare alle imposizioni di austerity imposte da questa Europa “germanocentrica” ?
Perché non fanno loro politiche di austerity senza imporre a noi le misure recessive che ci stanno dissanguando e mettendo in ginocchio?
La risposta è facile: perché non abbiamo una classe politica all'altezza della situazione.
La differenza fra Germania e Italia è semplicemente questa: La Germania perde sempre le guerre ma vince sempre la pace.
Noi siamo capaci a volte di vincere la guerra e di perdere poi la pace che ne segue.
Ma siamo in una situazione in cui l'Italia ha tante carte favorevoli da giocarsi:

    1 – Risparmi privati di oltre 4 volte il debito pubblico (oltre 8.000 miliardi- dati Bankitalia)
    2 – Ricchezza pubblica in immobili, partecipazioni societarie, scorte auree (3.000 mld)
    3 – Il debito pubblico di oltre 2.000 miliardi (ma "coperto" da un patrimonio di 3.000 mld)

Non ridete! Non siamo impazziti! Un debito di questa entità è un'arma micidiale perché, per un debito  piccolo, la preoccupazione è del debitore; ma se il debito è troppo grande sono i creditori a doversi preoccupare!
Ci manca solo una classe politica che prenda coscienza di questi nostri punti di forza, che vada in Europa e giochi la “partita della vita” andando a vedere il bluff degli Anglo-franco-tedeschi.
ALL IN!!!... e il piatto è nostro! 

Pubblicato in RACCOLTA
Venerdì, 25 Marzo 2016 09:12

IL DEBITO CHE NON C'E'

Una volta lo stato faceva debiti solo in circostane eccezionali: calamità naturali, guerre, grandi opere pubbliche... in ogni caso mai si sarebbe pensato di far debiti per acquistare carta stampata travestita da moneta.
I suoi quattrini lo Stato se li stampava da solo senza intermediari... come la banconota sottostante che fu l'ultima appartenente allo Stato Italiano e, pertanto, a noi tutti... ai cittadini italiani.
L'ultima banconota "nostra" perché da quel momento le banconote italiane furono emesse da un Istituto Bancario appartenente a un pool di banche private che, per non dare nell'occhio, si chiamava Banca d'Italia.
Da quel momento lo stato iniziò a farsi prestare soldi pagando fior di interessi. Mentre prima l'unico costo era quello, insignificante, della carta e della tipografia.
Erano i primi anni '80 e l'Italia, uscita stremata da una guerra disastrosa,  aveva "rimesso insieme i cocci" riuscendo a raggiungere un periodo di boom economico che aveva stupito il mondo. E riuscendo a indebitarsi solo di una cifra pari a 115 miliardi degli attuali €uro.
Oggi i miliardi di debito sono 2.272 pari a oltre il 130% del PIL nazionale.
Le spiegazioni che vengono date al fenomeno sono le più disparate e fantasiose, per il "popolo bruto" la più gettonata è il costo della politica, per altri l'evasione fiscale, per altri ancora il costo esagerato di uno stato burocrate e sprecone.
Hanno ragione un po' tutti ma ancora più ragione hanno quei pochi che, dopo essersi fatti quattro conticini, hanno scoperto la verità: dal 1982 a oggi abbiamo pagato oltre 3.500 milioni di interessi sul debito pubblico. Per cui il debito pubblico attuale è costituito ESCLUSIVAMENTE dagli interessi pagati dallo stato alle banche per farsi prestare quei quattrini che, fino agli anni '80, venivano stampati A COSTO ZERO!

Meditate gente... meditate! 

Pubblicato in RACCOLTA