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Venerdì, 26 Luglio 2013 20:00

CUOR CONTENTO IL CIEL L'AIUTA

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CUOR CONTENTO IL CIEL L'AIUTA

Dopo cena l'atmosfera era rilassata, si discuteva del più e del meno con un bicchiere di vecchio Cognac davanti ed un buon sigaro in bocca. L'argomento della discussione era stato introdotto da uno degli amici che poneva delle domande di tipo medico/esistenziale: Influisce sulla qualità e durata della vita lo svolgere un'attività gratificante? Aiuta svolgere un lavoro divertendosi come se fosse un gioco? Il detto “Cuor contento il ciel l'aiuta” èscientificamente provato?  Se ne discusse a lungo e ognuno disse la sua. Ma la mattina seguente trovai nella posta una mail del Prof. Luciano L. (Loukianòs per gli amici) che spiegava col consueto rigore scientifico il suo punto di vista di studioso e professionista della materia.

Svolgere attività gratificanti suscita certamente emozioni piacevoli. Le emozioni a loro volta provocano reazioni chimiche nell’organismo. E siccome siamo meccanismi che funzionano grazie alle varie dinamiche elettro-chimiche, la presenza in circolo di sostanze chimiche “positive” e l’assenza o la riduzione di sostanze “negative” migliorano le condizioni generali dell’organismo.I termini “positivo e negativo” vanno presi, però, con attenzione: niente è totalmente positivo o totalmente negativo. La qualificazione va messa in relazione con il “contesto”. Tre nozioni preliminari, necessariamente molto semplificate e sintetiche. I neurotrasmettitori (sostanze chimiche prodotte dal cervello) sono le INFORMAZIONI che regolano TUTTO nel nostro organismo, sia sul piano fisiologico che su quello psicologico, quindi puoi immaginare la complessità dell’argomento. Pensa che il mio esame di neuroscienze constava di 1.500 pagine e la memorizzazione di oltre 2.000 vocaboli tecnici... Impiegai sei mesi a prepararlo…

1.- L’adrenalinaè necessaria, importante e “positiva” perché ci consente di affrontare le difficoltà: senza adrenalina non riusciremmo a produrre l’energia necessaria per lottare in caso di aggressione; contemporaneamente l’adrenalina, restringe i vasi sanguigni, aumenta la pressione sanguigna e accelera le pulsazioni cardiache; quindi è anche “negativa” perché ci sottopone a uno sforzo e causa logorio dell’organismo. Inoltre, siccome per lottare abbiamo bisogno non solo di più ossigeno ma anche di più zuccheri per i muscoli, una reazione rabbiosa stimola il pancreas a produrre un ormone (glucagone) che sollecita il fegato a produrre un altro ormone (glicogeno) che mette in circolo lo zucchero necessario. Quindi una scarica di adrenalina ci può salvare da un pericolo, ma ci sottrae un bel pizzico di tempo di vita!
2.- Tieni conto che quasi tutti gli ormoni sono sostanze molto complesse che contengono elementi “pesanti da smaltire”. Infatti il DNA e i vari organi produttori di ormoni impiegano un tempo abbastanza lungo per fabbricarli e secernerli e un tempo altrettanto lungo per smaltirli, dopo averli usati. Ad esempio, non a caso si parla di “tempeste ormonali” per dire, fra l’altro, che l’entrata in circolo degli ormoni comporta un notevole sforzo fisiologico e notevoli turbamenti psicologici… e come tutte le tempeste, anche quelle ormonali lasciano dei segni “negativi”.
3.- L’interno del cervello è disseminato di piccoli nuclei (gruppi di nervi specializzati) che producono sostanze (neurotrasmettitori: per ora ne conosciamo una ventina, ma sicuramente ce ne sono altri) necessarie a regolare le varie attività dell’organismo e di conseguenza i nostri comportamenti fisici e psicologici. Alcune di queste sostanze sono “attivanti ed eccitatrici” (come la dopamina1 o l’adrenalina), altre sono “tranquillizzanti e distensive” (come la glicina2 o la serotonina3).

Esempio pratico degli effetti di uno status psicologicamente soddisfacente e disteso: È noto che la durata della vita maschile è inferiore a quella femminile. Ma le funzioni delle femmine sono più complesse e a rischio di quelle dei maschi. Inoltre negli organismi femminili sono presenti molti ormoni che invece sono assenti negli organismi maschili: gli ormoni sono sostanze chimiche molto “pesanti” da sopportare e affaticano l’organismo sia in fase di produzione che in fase di smaltimento. Quindi sembrerebbe inspiegabile la diversa durata di vita a favore delle femmine. Gli studiosi delle emozioni ipotizzano che la spiegazione stia in una “piccola” differenza comportamentale: tendenzialmente le femmine sono “socialmente autorizzate” a comportarsi in modo più emotivo di quanto è concesso ai maschi (possono ridere o manifestare gioia quasi infantilmente o piangere o comunque non reprimere le emozioni senza essere derise o mal giudicate), mentre questi ultimi debbono “fare i maschi” (cioè non devono piangere o lamentarsi se si feriscono,  non devono commuoversi davanti a una scena romantica, non devono avere paura, non devono avere espressioni gioiose, ecc.). Ma, anche se i maschi controllano o reprimono le proprie emozioni, il loro organismo reagisce ugualmente e produce comunque gli stessi neurotrasmettitori e gli stessi ormoni… che poi deve smaltire; ma, a causa della repressione, deve farlo in condizioni di maggiore sforzo (pensa come sarebbe bello se potessimo piangere quando ci viene voglia e così risparmiarci qualche crampo allo stomaco o quella fastidiosa sensazione di mancanza di respiro che ci vengono quando siamo emozionati e ci reprimiamo!). Dall’ipotesi che “vivere le proprie emozioni e non reprimerle” abbia effetti benefici, i ricercatori di psicologia delle emozioni deducono che la vita dei maschi è quasi quotidianamente “logorata” dalle emozioni represse e che quella delle femmine è meno sottoposta a stress debilitanti. Da sottolineare che in parte fa male anche la repressione delle emozioni piacevoli perché gli ormoni prodotti vanno smaltiti lo stesso: perciò dire “bravo” a chi lo merita o desiderare di sentirselo dire quando lo meritiamo non è una “debolezza poco virile o infantile”, ma un importante contributo a mantenere ben equilibrata la nostra salute psicofisica. Lo stesso discorso vale nell'affrontare serenamente e in relax le attività che svolgiamo.

In primis il lavoro, che è l’unico tratto che distingue l’uomo dall’animale, come sosteneva mio padre.

NOTE:

 

1 - Dopamina = neurotrasmettitore tendenzialmente eccitatore che contribuisce a regolare i movimenti muscolari. Governata da ben tre nuclei specializzati. Se non è ben regolata può causare il morbo di Parkinson

2 - Glicina = neurotrasmettitore inibitorio dei movimenti convulsivi. La sua eventuale eccessiva scarsità o assenza (causabile con veleni come la stricnina) può provocare paralisi polmonare e morte.
3 - Serotonina = neurotrasmettitore distensivo, facilitatore del sonno. Probabilmente accresciuto da diete contenenti carboidrati (un piatto di pastasciutta come sonnifero!). La sua eccessiva scarsità o assenza può provocare insonnia.

4 - Lo smaltimento dei neurotrasmettitori e degli ormoni dopo l’utilizzazione è necessario, perché se restassero in circolazione l’organismo resterebbe “eccitato” o “sedato” oltre il tempo necessario per affrontare e risolvere il problema a cui si riferiscono.

 

 

 

 

 

 


  • Serotonina
  • neurotrasmettitori
  • Glicina
  • adrenalina

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