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Mercoledì, 13 Febbraio 2013 18:30

QUANDO I POLITICI NON RUBAVANO In evidenza

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Nei primi anni del Novecento Giovanni Giolitti era Presidente del Consiglio e manteneva ad interim la carica di Ministro degli Interni. Erano anni di boom economico e Roma pullulava di affaristi privi di scrupoli che cercavano – niente cambia al mondo - di ottenere aiuti e/o sovvenzioni per i loro “affari”; a volte oltre il limite del lecito. Ma Giolitti, memore dello scandalo della Banca Romana, li evitava tenendoli accuratamente alla larga. Uno di questi, in virtù di aderenze in alto loco, riuscì ad ottenere un incontro. Nel quale illustrò, in tutti i suoi dettagli, un piano di speculazione edilizia che avrebbe portato grandi vantaggi alla città ma, soprattutto, ai costruttori. Per mettere in atto il progetto sarebbe servito un “aiutino” a livello legislativo. Ma poi, fece velatamente capire, ci sarebbe stata una grossa torta da dividere.

Vede presidente...noi ci mettiamo i terreni...ci mettiamo i progetti...ci mettiamo da subito 15 milioni...Lei cosa potrebbe metterci?” Giolitti raccolse accuratamente le carte dell'imprenditore e le chiuse in un cassetto. Poi rivolgendosi all'ospite disse: “Vede Commendatore...come cittadino Giovanni Giolitti...non sono interessato. Come Presidente del Consiglio non ho il potere di far nulla. Potrei forse metterci qualcosa ma come Ministro degli Interni...

” E...cosa potrebbe metterci?” chiese il Commendatore. Potrei “metterci” i Reali Carabinieri” disse Giolitti alzandosi e congedando l'ospite indesiderato.

 

Letto 993 volte Ultima modifica il Venerdì, 18 Gennaio 2019 11:55