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Domenica, 19 Maggio 2013 02:55

COME SARA’ LA FAMIGLIA DEL FUTURO?

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La vita è in continua evoluzione. A volte con segnali appena percettibili. Altre con cambiamenti che segnano un’epoca. In questo periodo, così duro sul lato economico, trova spazio la lotta per i diritti delle coppie gay ed in particolare una lotta che propone un cambiamento radicale sui rapporti familiari. O meglio, sui componenti tradizionali della famiglia. Le coppie gay stanno cercando di conquistare il diritto ad una famiglia fatta da persone dello stesso sesso, ma anche dalla possibilità di ottenere l’affidamento di un bambino. Non è cosa da poco. Verrebbe voglia di dire NO con quanto fiato abbiamo in corpo ma non è così facile. O almeno non dovrebbe esserlo. Parliamo di sentimenti, di diritti nella sfera personale di due persone adulte, di quelli di un bambino che dovrà crescere in una famiglia non del tutto normale. Ovviamente il “normale” sta nel nostro concetto di normalità, concetti che si evolvono secondo logiche e consuetudini tali da farli diventare dei punti fissi  della nostra società, pilastri sui quali costruiamo le nostre certezze e che non possiamo mettere in discussione, pena pericolosi scossoni alle nostre convinzioni. Cosa che spaventa. Non è così facile trovare una soluzione che dia la giusta soddisfazione a tutte le parti. E non acconsentire non significa per forza essere omofobi.

Premessa importante se si vuole portare la discussione su un piano civile è proprio il non accusarsi a causa di presupposti e pregiudizi.

La Cassazione ha stabilito che non basta il pregiudizio per determinare una famiglia gay come luogo dannoso per la crescita di un bambino. Probabilmente non basteranno mille sentenze come questa per convincere del contrario chi non accetta le famiglie gay. La diffidenza sta nelle nostre esperienze passate. Quante volte abbiamo subito i comportamenti aggressivi dei compagni di scuola. O le derisioni perché si indossava una maglia o un paio di scarpe ritenuto “out” (…) La verità è che i bambini sono i peggiori giudici esistenti ed il bullismo di oggi fa veramente pensare a cosa potrebbe essere esposto un bambino che vive in una famiglia gay. Quindi rifiutiamo l’idea di una famiglia gay con figli per istinto di protezione? No! O almeno non solo. Certamente ci spaventa una visione così “aperta“ della famiglia e, come tutte le cose troppo innovative, abbiamo difficoltà ad accettarle.

E’ fin troppo facile per un gay osservare quanti siano i casi di maltrattamenti nelle famiglie “tradizionali” come non è scontato che il livello di sensibilità ritenuto più elevato in una coppia gay sia prerogativa sufficiente a far si che non succedano incidenti dello stesso tipo anche nelle possibili future coppie gay. Ritengo sia un passo molto difficile che ha bisogno della collaborazione pacifica di molte persone senza pregiudizi e senza forzare, con assurde manifestazioni, i tempi per ottenere dei diritti che debbono passare prima attraverso l’accettazione della maggioranza sociale. Questo sembra ingiusto. I gay potrebbero dissentire ed affermare la propria libertà. Certo!! Sarebbe giusto! Ma in questo caso otterrebbero un netto rifiuto con tutte le conseguenze del caso!

Leggevo qualche giorno fa un articolo sul giornale delle mie parti. Una ragazza che affermava di stare benissimo con il padre dichiaratamente gay. Di essere fiera di lui e delle sue battaglie.  Come lo era un ragazzo della propria madre dichiaratamente lesbica. Due situazioni che vogliono sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema che cerca soluzione in modo sempre più insistente. Peccato che non abbiano scritto anche le parole della ex-moglie del padre gay e dell’ex-marito della moglie lesbica. Sarebbe stato opportuno per par-condicio. E magari fornire più dettagli della storia della famiglia. Se si vuole informare sarebbe utile farlo a 360°.

Non resta che confidare nella pazienza e nel confronto tra le parti.

 

Letto 899 volte Ultima modifica il Giovedì, 02 Novembre 2017 12:10