Effemeridi

Cancro
Sole in Cancro
4 gradi
Leone
Luna in Leone
22 gradi
Luna Crescente
Luna Crescente
di 3 giorni
Powered by Saxum
Sabato, 13 Dicembre 2014 23:36

Euro, la nascita di un mostro

Scritto da 
Vota questo articolo
(2 Voti)

 

Un mostro è un essere vivente reale o immaginario che ha caratteristiche straordinarie.
Il termine deriva dal latino monstrum, che significa prodigio, portento, e può essere inteso sia in senso positivo, per esempio 'sei un mostro di bravura', sia in senso negativo, per esempio 'sei un mostro di ferocia', sia in un senso per così dire neutro, che non sottintende cioè giudizi morali.
Sei un mostro e basta, perché sei unico e strano!
L'€uro, la moneta unica europea, è una moneta orfana, perché è l'unica moneta mai apparsa sul pianeta Terra a non avere dietro di sé uno stato sovrano, quindi unico e strano lo è davvero, dunque è un mostro.
Ma come nasce questo mostro? E perché è nato? Quali sono i suoi effetti?
Cominciamo con un cincinìn di storia.
Dopo le due grandi baruffe del 1914 e del 1939 la Francia e la Germania si sono convinte che probabilmente avrebbero fatto meglio a mettersi d'accordo, così nel 1951 è nata la CECA, la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio, che aveva il compito di gestire in comune la produzione di queste risorse. Oltre alla Francia ed alla Germania ne facevano parte il Benelux, che era legato a doppio filo ai due paesi membri maggiori, e l'Italia.
L'Italia, non è un mistero, non ha né ferro né carbone, ma nell'organizzazione a sei aveva una sua precisa funzione, quella di fornire agli altri paesi manodopera a bassa qualificazione ed a bassissimo costo. Non avete mai sentito parlare di 'contratti' tipo tot mila operai in cambio di quot mila tonnellate di carbone a prezzo di favore?
E' andata avanti così fino all'inizio degli anni '60 del secolo scorso, quando l'Italia ha conosciuto un periodo di sviluppo economico senza precedenti.
Nel 1957 i sei paesi membri della CECA hanno firmato il Trattato che ha istituito la CEE, la Comunità Economica Europea.
Il principio ispiratore della nuova organizzazione era perseguire il progresso attraverso lo sviluppo economico, ed il metodo scelto era quello della progressiva integrazione delle economie dei paesi membri fino a giungere, almeno nei deliri degli euroinvasati più convinti, alla creazione di un nuovo soggetto politico, gli Stati Uniti d'Europa.
Un progetto grandioso, forse anche condivisibile, ma che sta scontando ogni giorno di più i suoi vizi d'origine, che sono non avere tenuto conto della realtà che ci circonda, né della storia dei popoli europei né tantomeno della loro volontà.
Per secoli la storia dell'Europa è stata la storia del mondo, e forse è per questo motivo che i leader europei non si sono accorti che negli ultimi cinquant'anni il mondo è cambiato. Per tutto il resto hanno probabilmente creduto che il loro progetto fosse talmente grande che una volta che fossero riusciti a realizzarlo, con o senza il loro consenso, i popoli europei si sarebbero convinti che avevano avuto ragione.
Naturalmente non è andata così!
Il primo segnale di burrasca appare nel 1967 con la guerra dei Sei Giorni. Era la prima volta che la scintilla che avrebbe potuto dar fuoco al mondo scoccava fuori dall'Europa, ma non sarebbe stata l'ultima. Nel 1973 scoppia, sempre in Medio Oriente, la guerra dello Yom Kippur, che ci regala il primo shock petrolifero, seguito da altri due nel 1979 e nel 1991. Il prezzo del greggio si moltiplica per dodici, e continua a salire.
Poi con un paio di guerre combattute tra europei o a due passi dall'Europa a fare da sfondo, arriva la grande crisi.
Mentre accade tutto questo cominciano ad affacciarsi sul mercato delle materie prime energetiche e strategiche nuovi acquirenti, come Cina ed India, solo per citarne due. Tanto per capirci, un esssere umano su quattro è cinese, ed uno su tre è cinese o indiano. Sono tantissimi, giovani e determinati ad occupare il posto che ritengono gli spetti nel mondo.
Intanto i padroni dell'euromarchingegno continuano ad allargare i confini geografici della Comunità e ad espandere la gigantesca struttura burocratica che serve per gestirla.
La famiglia è cresciuta, al momento sono ventisette paesi, con quattrocentottanta milioni di abitanti.
Un mercato della madonna! Peccato che siano tanto diversi che di più non si può. Vi si parlano venticinque lingue, le leggi, gli usi ed i costumi sono diversissimi, i sistemi scolastici pure, il mercato del lavoro è iperframmentato, ed in queste condizioni la mobilità del lavoro, un fattore essenziale, è una chimera.
Allora cosa ti inventano i fenomeni? Nel 1992 vede la luce il Trattato di Maastricht, con i suoi cervellotici parametri e criteri di convergenza e con le sue procedure automatiche. Nasce l'Unione Europea, che non è uno stato federale come gli USA, non è una confederazione di stati indipendenti come la CSI e non è nemmeno un'organizzazione internazionale come l'ONU, ma è semplicemente una organizzazione sovranazionale, creata tramite accordi tra governi e gestita da istituzioni non legittimate dal voto dei cittadini, salvo il Parlamento Europeo.
Che però è solo una costosissima ed inutile nullità, perché non ha alcun vero potere.
E quale sarà mai la ciliegina su questa bella torta? Ma è ovvio, la moneta unica europea, il Santo Graal che per lasaelsignùr quale miracolo obbligherà i riottosi paesi membri, stati sovrani, o ex tali, a compiere le riforme strutturali necessarie per poter puntare dritti all'obiettivo dei fottuti Stati uniti d'Europa, superando di slancio tutti gli ostacoli che tremila anni di storia hanno messo sul loro cammino.
Poco importa quante sofferenze costerà agli europei, deus vult, Dio lo vuole! O forse a volerlo è solo una venticinquina di banche ed istituzioni finanziarie, il fottuto mercato, ma cosa cambia per voi, uomini di poca fede?
Lunga è la strada, ma grande è la meta, vade retro Satàn, vade retro Satàn... 

Scritto da Sergio, Der Kampfuhn

Letto 1316 volte Ultima modifica il Martedì, 16 Dicembre 2014 10:13