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Domenica, 18 Maggio 2014 20:00

C'ERA UNA VOLTA LA SATIRA - Trilussa

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C'ERA UNA VOLTA LA SATIRA - Trilussa

C'è poco da dire di Trilussache non sia già stato detto. la sua satira bonaria e feroce allo stesso tempo gli fecero persino guadagnare il rispetto del Fascismo che lui contrastava e irrideva. Ma la battuta più "cattiva" la riservò a se stesso quando, nel 1950, il Presidente della Repubblica Einaudi lo nominò Senatore a vita. Il poeta era in pessime condizioni di salute, sentiva avvicinarsi la fine e commentò così: "M'hanno nominato senatore a morte". Infatti morì venti giorni dopo.

TRILUSSA E I POLLIC'ERA UNA VOLTA LA SATIRA - Trilussa
  • La statistica
  • Sai ched'è la statistica? È 'na cosa
  • che serve pe fà un conto in generale
  • de la gente che nasce, che sta male,
  • che more, che va in carcere e che spósa.
  • Ma pè me la statistica curiosa
  • è dove c'entra la percentuale,
  • pè via che, lì, la media è sempre eguale
  • puro co' la persona bisognosa.
  • Me spiego: da li conti che se fanno
  • seconno le statistiche d'adesso
  • risurta che te tocca un pollo all'anno:
  • e, se nun entra nelle spese tue,
  • t'entra ne la statistica lo stesso
  • perch'è c'è un antro che ne magna due.
  • Er compagno scompagno
  • Io che conosco bene l'idee tue
  • so' certo che quer pollo che te magni,
  • se vengo giù, sarà diviso in due:
  • mezzo a te, mezzo a me...Semo compagni!
  • No, no - je rispose er Gatto senza core -
  • io non divido gnente co' nessuno:
  • fo er socialista quanno sto a diggiuno,
  • ma quanno magno so' conservatore!
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .

 L'UCCELLETTO

  • Era d'Agosto e il povero uccelletto,
  • ferito dallo sparo di un moschetto,
  • andò per riparare l'ala offesa,
  • a finire all'interno di una chiesa

 

  • I maschi un po' sorpresi a tal parole
  • lenti e perplessi alzarono le suole,
  • ma il parroco lasciò il confessionale
  • e:"Fermi!"-disse-"mi sono espresso male!

 

  • Dalla tendina del confessionale
  • il parroco intravvide l'animale
  • mentre i fedeli stavano a sedere
  • recitando sommessi le preghiere.

 

  • Tornate indietro e statemi a sentire,
  • solo chi ha preso l'uccello deve uscire!"
  • A testa bassa e la corona in mano,
  • le donne tutte usciron pian piano.

 

  • Una donna che vide l'uccelletto
  • lo prese e se lo mise dentro il petto.
  • Ad un tratto si sente un pigolio
  • pio pio, pio pio, pio pio....

 

  • Ma mentre andavan fuori gridò il prete:
  • "Ma dove andate, stolte che voi siete!
  • Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
  • io mi rivolgo a chi l'ha preso in chiesa!"

 

  • Qualcuno rise a sto cantar d'uccelli
  • e il parroco, seccato urlò: "Fratelli!
  • Chi ha l'uccello mi faccia il favore
  • di lasciare la casa del Signore!"

 

  • Ubbidienti ed allo stesso istante
  • le monache si alzarono tutte quante
  • e, con il volto invaso dal rossore,
  • lasciarono la casa del Signore.

 

C'ERA UNA VOLTA LA SATIRA - Trilussa

  • "Per tutti i santi” - gridò il prete -
  • “sorelle rientrate e state quiete!”
  • "Convien finire, fratelli peccatori,
  • l'equivoco e la serie degli errori:
  • esca solo chi è così villano
  • da stare in chiesa con l'uccello in mano!"
  • Ben celata in un angolo appartato
  • una ragazza col suo fidanzato,
 
  • in una cappelletta laterale,
  • ci mancò poco si sentisse male
  • e con il volto di un pallore smorto
  • disse: "Che ti dicevo? Se n'è accorto!!"
  • polli di trilussa
  • pollo arrosto con bonarda dell'oltrepò pavese

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