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Domenica, 29 Giugno 2014 20:00

POLITICI DI POCHE PAROLE

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POLITICI DI POCHE PAROLE

Giovanni Giolitti  fu ripetutamente a capo di governi e certamente l'uomo politico di maggior spicco nella politica di cento anni fa. Fu uomo abituato a gestire il potere, ma non in modo reazionario. Il suo obiettivo era quello di avvicinare le posizioni socialiste a quelle centriste per dare più voce alle masse popolari. Ma non per mero calcolo politico bensì per acuta lungimiranza. Se fosse riuscito nel suo intento, forse la storia italiana avrebbe preso tutt'altro corso. Di seguito alcune sue citazioni per giudicare lo spessore del politico e dell'uomo.

"Quando il governo interviene per tener bassi i salari commette un'ingiustizia, un errore economico e un errore politico"
Commette un'ingiustizia perché manca al suo dovere di assoluta imparzialità tra i cittadini, prendendo parte alla lotta contro una classe.
Commette un errore economico perché turba il funzionamento economico della legge della domanda e dell'offerta, la quale è la sola legittima regolatrice della misura dei salari come del prezzo di qualsiasi altra merce.
Commette infine un errore politico perché rende nemiche dello stato quelle classi che costituiscono in realtà la maggioranza del Paese.  
(da un discorso al Parlamento, 4 febbraio 1901)
Nessuno si può illudere di potere impedire che le classi popolari conquistino la loro parte di influenza economica e di influenza politica. Gli amici delle istituzioni hanno soprattutto un dovere: quello di persuadere queste classi, ma di persuaderle con i fatti, che dalle istituzioni attuali esse possono sperare assai più che dai sogni del sol dell'avvenire.  (1901; da Discorsi parlamentari di Giovanni Giolitti, vol. II)
Agli uomini politici che passano dalla critica all'azione, assumendo responsabilità del governo, si muove spesso l'accusa di mutare le loro idee.
In verità ciò che accade, non è che essi le mutino, ma che essi le limitino adattandole alla realtà e alle possibilità di azione.
Quando si va in cucina, bisogna cucinare con gli ingredienti che si trovano.  
(Giovanni Giolitti – Memorie della mia vita)
Fu anche persona di fine arguzia e dalle battute fulminanti:
"Il miglior sedativo per le smanie rivoluzionarie è una poltrona ministeriale che trasforma uno scalmanato insorto in un tranquillo burocrate". 
(Giovanni Giolitti – Memorie della mia vita)
"Il Governo ha due doveri, quello di mantenere l'ordine pubblico, a qualunque costo ed in qualunque occasione, e quello di garantire nel modo più assoluto la libertà di lavoro".
(30 aprile 1901; da Discorsi parlamentari di Giovanni Giolitti, vol. II)
Trovandosi a rispondere ad una interrogazione parlamentare in materia economica rispose con discorso piatto, quasi ragionieristico, citando fatti ecifre per illustrare l'operato del governo. Discorso che non piacque a Napoleone Colajanni, leader dell'opposizione. Questi era famoso per la sua retorica fiorita e ridondante, più di forma che di sostanza. Alla sua lamentela Giolitti rispose:
“E' certamente una mia mancanza. Mi mancheranno le parole, mi mancherà non so che cosa, ma quando ho finito di dire quello che devo dire mi è impossibile continuare a parlare ancora.”
E si mise a sedere fra le risate dei parlamentari.

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  • politica ed economia
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