Effemeridi

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"Vile, tu uccidi un uomo morto!" disse il moribondo Franceso Ferrucci a Maramaldo che lo stava finendo con una pugnalata.Oggi si dice anche "è come sparare sulla Croce Rossa" e lo si fa parlando di azioni vigliacche verso esseri indifesi che non possone né reagire né fuggire. Due frasi fatte su misura per le tasse più infami e vigliacche che colpiscono una cosa immobile, in bella vista senza alcuna possibilità di fuga. Sono le tasse più facili da applicare: le tasse sulla casa.
Chi compra una casa lo fa con risparmi accumulati che naturalmente sono stati già tassati. Oppure la pagherà a rate con  i risparmi futuri, avanzati da quello che lo stato gli lascerà in tasca dopo averlo spremuto come un limone. Anche in questo caso si tratta di quattrini già tassati. Ma appena questi risparmi già tassati diventano mattoni, muri e tetti diventano oggetto di nuove tasse. Lo capisce anche un bambino che la casa in cui si abita  è più fonte di costi che di reddito ma lo stato non capisce. O fa finta di non capire e tassa brutalmente. Immaginiamo qualcuno che abbia speso 200.000 € per acquistare una casa con soldi risparmiati negli anni e tenuti in banca. Su quei soldi avrà già pagato altri 200.000 € di tasse. Se li ha tenuti in banca ed è riuscito ad incassare il 5% annuo di interesse  avrà pagato 2.700 € di tasse ogni anno. Oltre il 70% degli italiani preferisce non avere soldi in banca ma vivere fra quattro mura proprie da  padrone in casa propria. Ma allo stato non si sfugge! Arrivi dal nnotaio e paghi l'imposta di registro. Se hai chiesto un prestito ad una banca paghi anche un'imposta catastale proporzionale al valore dell'immobile. Se acquisti da una impresa costruttrice paghi anche l'IVA con percentuali dal 4 al 22%. Paghi tutto e finalmente entri in casa tua. Se però hai la pretesa di entrare in garage con la tua auto devi pagare la tassa sul passo carraio. Spera di non avere una tenda che faccia ombra sulla pubblica via perché altrimenti scatta la tassa sull'occupazione di suolo pubblico (tassa sull'ombra! ) Se tu avessi tenuto i tuoi 200.000 €uro sotto il materasso non sarebbero costati un centesimo ma avendoli trasformati in abitazione ti sei messo in bella vista e ti becchi l'IMU-TASI-TARES... ECC. Poi si aggiunge un'altra tassa infame: la tassa sui rifiuti. In altra sede abbiamo scritto di come, per applicarci sopra l'IVA (22%), l'abbiano ribattezzata servizio. Ma se fosse un servizio dovrebbe essere proporzionale al peso/volume dell'immondizia prodotta. Invece è proporzionale alla superficie dell'appartamento. Col risultato che un anziano pensionato che vive in 100 mq paga come una famiglia di 6 persone che abita un appartamento identico. Peggio ancora un appartamento vuoto che non produce immondizia paga come se fosse abitato da una grossa famiglia. Alle tasse e imposte sulla casa non sfugge nessuno. Nelle zone di frontiera qualcuno ha pensato di comprarsi la casa all'estero, qualche kilometro più in la. Appena lo stato se ne accorge pretende una tassa pari allo 0,76% annuo sul valore della casa. Roba da morire di invidia per gli zingari che con 200.000 € si comprano un camper grande come un appartamento e non pagano un cent di tasse!
Alcune delle innumerevoli tasse che gravano sulle nostre case:
IVA - L'IVA si paga allo Stato se si acquista l'immobile da una impresa.
Esistono varie aliquote, a seconda che si acquisti come prima o seconda casa.
L’aliquota a carico dell'acquirente è del 4% per la prima casa, del 10% per le altre abitazioni non di lusso e del 22% per cento per quelle di lusso.
Imposta di registro - L'imposta di registro si paga allo Stato al momento dell'acquisto dell'immobile ed è proporzionale al valore dell'immobile, secondo certi coefficienti stabiliti dallo Stato. Esistono varie aliquote variabili, a seconda che si acquisti da imprese o da privati e se l'immobile è prima o seconda casa.
Imposta ipotecaria e catastale  - È una tassa che si paga allo Stato in seguito a volture catastali e trascrizioni, iscrizioni e variazioni nei pubblici registri immobiliari, in proporzione ad aliquote stabilite dallo Stato. Se si acquista da un privato, entrambe le imposte corrispondono a 168 € (se si puo’ godere delle agevolazioni, per la prima casa). Senza agevolazioni l’imposta ipotecaria corrisponde al 2% del valore catastale e quella di registro costa un altro 7%
Tassa sui passi carrabili - Tassa che si paga al Comune per accedere dalla proprietà privata alla strada comunale con l'automobile. Tipica tassa medioevale: sei libero di avere una casa ma devi pagare per poter entrare e uscire!
IVIE - Imposta sul valore degli immobili all'estero - Chi possiede un immobile all'estero deve pagare ogni anno una tassa corrispondente allo 0,76% del suo valore, in concomitanza col saldo dell'Irpef ed usando il modello Unico per dichiararla.

Giovedì, 08 Ottobre 2015 00:00

I Gillespie

La zia di Harriet muore lasciandole una piccola rendita. Lei decide di lasciare Londra e trasferirsi temporaneamente a Glasgow per visitare l'Esposizione Universale.Siamo nel 1888 e la Glasgow dell'epoca è una città viva, vitale e piena di fermento. La vita artistica e culturale della città è animata dagli artisti di Edimburgo e dai protagonisti della «nuova scuola» scozzese. L’incontro con i Gillespie è del tutto fortuito. Ma Harriet rimane attratta da questa famiglia di artisti squattrinati. Anche a causa della sua solitudine, lei si sente coinvolta nelle vicende di Ned Gillespie. Già fin dalle prime pagine si sa che la vicenda finirà in modo tragico col suicidio dello sfortunato pittore. Il libro si svolge seguendo la narrazione di una Harriet Baxter ultraottantenne che, negli anni '30, racconta le vicende di cinquant'anni prima attraverso un flashback di ricordi. Questo tipo di narrazione “a piani diversi alternati” rende la lettura scorrevole e piacevole con momenti di autentica suspence. A cui, in alcuni momenti, si aggiungono atmosfere da “mistery” che coinvolgono profondamente il lettore.Non è un libro giallo dove è rigorosamente vietato rivelare contenuti e indizi per permettere di gustarsi meglio la sorpresa finale...ma, essendo qualcosa di molto simile, mi guarderò bene da rivelarvi la trame e gli intrecci che vi terranno incollati al libro fino all'ultima delle 508 pagine. Con tutte queste pagine potrebbe essere il classico “mattone”...ma Jane Harris riesce a non farvele pesare e tenervi col fiato sospeso fino all'ultima riga.
Da leggere! A me è piaciuto veramente molto, tanto da andare subito in libreria a cercare il romanzo d’esordio “Le Osservazioni” … consiglio vivamente la loro lettura!

"I Gillespie" di Jane Harris
Ed. Neri Pozza – 508 pp.
€. 18,00

Scritto da Ares

Venerdì, 28 Novembre 2014 22:37

Una fiaba e una torta

Considerato che oggi sono in vena di una classica ricetta di montagna, mi son detta : “perché non accompagnarla con una bella fiaba tipica” ?! 
Allora, tutti a sedere ad ascoltare la fiaba davanti ad una bella fetta di Torta di grano saraceno!! Una fiaba e una torta...
I Monti Pallidi
C’era una volta, a Sud delle Alpi, un regno ricco, fortunato e suoi abitanti vivevano tutti felici.
Solamente uno, il figlio del re, era tormentato da un ardente desiderio: voleva andare sulla luna.
Un giorno, durante una caccia, il principe si smarrì nel bosco.
A sera inoltrata si distese su di un prato coperto da rossi rododendri ed ebbe uno strano sogno: su di un prato coperto di fiori a lui sconosciuti, incontrò una bellissima fanciulla - la figlia del re della Luna -; lui le regalò un mazzo di rossi rododendri.
Svegliatosi sentì una immensa gioia per questo sogno.
La luna era alta nel cielo e la sua luce argentea ricopriva le vette delle montagne.
Ad occhi aperti continuò a sognare e a immaginare di incontrare la figlia del re della Luna.
Incominciò a raccogliere rododendri fino a formarne un bel mazzo.
Improvvisamente gli parve di sentire da lontano delle voci. Queste provenivano da una bianca nuvola in cima ad una vetta. Il principe si avvicinò e all’interno della nuvola incontrò due uomini molto vecchi - due abitanti della Luna -.
Il principe raccontò loro che il suo desiderio più grande era quello di potere andare sulla luna.
I due uomini esaudirono il suo desiderio e portarono il principe sulla luna. Qui tutto era bianco – la terra, le montagne, i prati -. Questo candore era accentuato da strani fiori bianchi che ricoprivano tutto il paesaggio. Anche le case, i campanili e le torri della città erano bianche. Il principe teneva ancora in mano il mazzo di fiori rossi e con immenso stupore gli fu chiesta la provenienza di fiori così belli. Quando disse di essere un abitante della Terra, fu subito portato dal re della Luna. Il re era un uomo vecchio con una lunga barba bianca; al suo fianco vi era sua figlia. Il principe riconobbe in lei la bellissima fanciulla del suo sogno; come nel sogno regalò a lei il mazzo di rossi rododendri.
Il principe abitava ormai da molto tempo sulla Luna, però si accorse che di giorno in giorno l’intensa luce argentea della luna danneggiava la sua vista. Temendo di diventare completamente cieco, si sentì costretto a ritornare sulla Terra. Portò con se, come sua sposa, la bella figlia del re della Luna. Questa si distingueva dalle donne della Terra per il fatto che il suo corpo emanava un leggero splendore e una tenue luce.
Molto stupore destarono anche i bianchi fiori portati dalla sposa sulla Terra.
Questo fiore si diffuse con il tempo su tutte le Alpi: ancora oggi le sue lucenti stelle si possono ammirare sulle alte vette; il fiore fu chiamato STELLA ALPINA.
La principessa provava immenso piacere nella ricchezza variopinta dei prati, nell’intenso blu dei laghi di montagna e nel fresco colore verde dei prati. Però il colore scuro e tetro delle alte vette, che si ergevano come bui mostri verso il cielo, incombevano sull’animo della principessa come pesanti pensieri. Così accadde che lei si ammalò gravemente per la forte nostalgia verso il bianco paesaggio lunare e dovette tornare sulla Luna. Nella sua patria subito guarì, ma la nostalgia per il suo amato sposo sulla Terra la portò in fin di vita. Anche il principe, rimasto da solo sulla Terra non trovava pace per la dolorosa lontananza della sua sposa: da solo vagava come un selvaggio per i boschi e nelle notti di luna piena restava sveglio, assorto in una instancabile contemplazione della Luna.
Una notte incontrò nel bosco uno gnomo – il re dei Salvans – che gli raccontò del suo crudele destino: il suo popolo era stato combattuto a lungo e sconfitto da genti straniere. Adesso vagava con il suo popolo, senza trovare dimora, di vallata in vallata. Anche il principe aprì al re degli gnomi il suo cuore e gli riferì del suo crudele destino. Appena ebbe finito di parlare, il re degli gnomi gridò ad alta voce:“Principe rallegrati, perché entrambi abbiamo trovato fine al nostro crudele destino!” Spiegò al principe che i gnomi sarebbero stati in grado di dipingere le montagne, che tanto avevano rattristato la principessa, con il colore della luna, così che lei non avrebbe mai più provato nostalgia della sua patria. In compenso il principe avrebbe dovuto dare il permesso al popolo degli gnomi di prendere dimora nel suo regno.
Così accadde che gli gnomi si stabilirono nel regno del principe e nella prima notte di luna piena questi si misero al lavoro: sette gnomi, disposti a cerchio, iniziarono una strana danza: le loro piccole mani si agitavano nell’aria come mosse da forti onde; iniziarono così a filare la luce della luna. Dopo un pò di tempo si poté intravedere nel mezzo del cerchio un gomitolo che emanava una tenue luce. Altri gnomi iniziarono a tirare i fili lucenti di questo gomitolo dalle cime verso il basso, da poi attorno alle montagne così da avvolgerle in una rete di luce.
Scomparve il colore scuro e le vette brillavano di una bianca-argentea luce lunare.
Il principe riportò la sua sposa sulla Terra; lei non ebbe mai più nostalgia della sua patria, poiché ormai il paesaggio dei Monti Pallidi era molto più bello di quello bianco-lunare della sua patria.
I Monti Pallidi si possono ammirare ancora oggi e sono denominati DOLOMITI.
Il regno del principe ormai non esiste più, ma i Salvans dimorano tutt’ora nelle rocce e nei boschi di questa incantevole terra.
( tratto da: K.F. Wolf, Dolomitensagen )

Torta di grano saraceno - ingredienti:

- 250 gr mandorle spellate e frullate
- 250 gr zucchero
- 250 gr farina di grano saraceno
- 4 uova
- 250 gr di burro
- un pizzico di sale
- 1 bustina di lievito
- marmellata di mirtilli rossi o di more
- zucchero a velo

Per prima cosa frullate le mandorle con 100 gr di zucchero riducendole in farina.
In un recipiente lavorate il burro ( a temperatura ambiente) con 150 gr di zucchero e, uno alla volta, unite i tuorli d’uovo mescolando fino ad ottenere un composto liscio e spumoso.
Aggiungete la farina di grano saraceno, la farina di mandorle ed un pizzico di sale. Montate a neve, ben ferma, gli albumi ed incorporateli delicatamente all’impasto precedentemente ottenuto.
Imburrate e infarinate una tortiera a cerniera del diametro di 24/26 cm, versateci il composto e infornate (forno già caldo) per 35/40 minuti a 170° C.

Scritto da Ares

Giovedì, 30 Ottobre 2014 09:32

i-Diots

 

Comodi per chi lavora ed ha bisogno di tenersi in contatto con clienti e/o fornitori.
Utili per rappresentanti che in 100 grammi possono condensare cataloghi del peso di decine di Kg. Sovradimensionati e inutili per il 90% degli utilizzatori. Ma fanno tendenza, sono oggetti del desiderio, se non ne hai uno all'ultimo grido non sei nessuno. E costano cifre folli! Per le esigenze del 63% degli utilizzatori (documentato da statistiche reali) sarebbe sufficiente un Nokia da 15 Euro ma, per i motivi citati sopra, la gente spende 200-300-500 Euro e oltre.
Fino alla follia di passare la notte a dormire in strada per essere i primi ad avere l'onore di spendere 1.000 Euro per l'ultimo arrivato, il top dei top, l'iPhone 6 Plus. Per poter immediatamente lanciare la notizia su Twitter, Facebook, Watsapp, Instagram e chi più ne ha più ne metta... la "lieta novella". Con messaggi  che ricordano tanto il Marchese Del Grillo del mitico Alberto Sordi: "Io so' io e voi nun siete un cazzo!"
In Italia manca il lavoro, mancano (dicono) i soldi ma non mancano i costosissimi smartphone. Infatti siamo, nel mondo, i maggiori consumatori di questi aggeggi. Al punto che sono diventati la causa di una patologia psichiatrica nota come F.O.M.O. - fear of missing out, la paura di essere tagliati fuori - il malessere che attanaglia quando non si riesce a mettersi in contatto con gli altri sfigati del "branco".

Non poteva mancare chi, guardando a queste follie, le prendesse amabilmente in giro con un video che sta facendo il giro del mondo. Un video con un titolo che è un giudizio brutale: i-Diots

 

 

Venerdì, 17 Ottobre 2014 12:55

ITALIANS DO IT BETTER - La Ferrari

A volte non è la più veloce di tutte, qualche altra sportiva ha più tenuta in curva, altre sono più affidabili, altre ancora costano di più... ma "La Rossa" è sempre la più desiderata: la FerrariNon basta avere il portafoglio pieno per averla, se ne vuoi una su misura devi metterti in coda e aspettare il tuo turno... anche se sei un Emiro arabo con i petrodollari che ti escono dalle orecchie! Che sia il marchio più amato nel mondo lo dimostra la vendita di un Ferrari 250 GTO dei primi anni '60, venduta alla cifra record di oltre 38 milioni di Euro (52 milioni di $ ) L'automobile più costosa di tutti i tempi. Altro modello indimenticabile e indimenticato di quel periodo è la Ferrari Testarossa Un nome che venne riproposto negli anni '80-90 con un modello che stupisce ancora oggi per la sua modernitàTantissime le cilindrate ma il simbolo autentico della Ferrari è il V12 - 12 cilindri a V. Oggi è il motore più potente che sia mai stato montato su un'auto di serie: LA FERRARI800 cavalli dal V12 e 150 dal Kers, il motore elettrico che utilizza l'energia elettrica accumulata nelle frenate e nelle decelerazioni. Parente stretto di quello montato sulle vetture di Formula 1

Mercoledì, 08 Ottobre 2014 21:46

SINISTRO - dal dizionario della lingua italiana

SINISTRO E DERIVATI. Dal vocabolario della lingua italianaSinistro - aggettivo figurato
Infausto, sfavorevole, avverso [per il prevalere, nelle antiche tradizioni popolari, della credenza che gli auspìci provenienti da sinistra fossero di cattivo augurio]: presagi sinistri, tempi sinistri; che fa presagire sventure e danni, lugubre: un uomo sinistro., una luce sinistra, [gli pareva d’aver negli occhi que’ sinistri tocchi a martello (Manzoni)]; [egli ha la sensazione di essere al centro di una trama poderosa di infamie mirabili (Giorgio Manganelli)]; bieco, torvo, minaccioso: un’occhiata, una risata sinistra; sguardo sinistro; un sinistro figuro.

Sinistro - sostantivo  maschile
Incidente grave, disastro, sciagura (specie con riferimento a mezzi di trasporto e alle persone e alle cose trasportate): accertare le responsabilità di un sinistro; sinistro ferroviario, sinistro stradale, sinistro aereo, sinistro marittimo; nel linguaggio delle assicurazioni, l’evento che corrisponde al rischio assicurato: in caso di sinistro, la società assicuratrice risponde ...; con riferimento a infortuni marittimi: sinistro maggiore, sinistro minore, a seconda che si tratti di naufragio o di semplice avaria.

sinistraménte - avverbio
in modo sfavorevole, infausto: la beffa si concluse sinistramente; in modo torvo e cattivo, che esprime odio e minaccia, o con sinistro presagio, con malaugurio: ridere sinistramente; guardare qualcuno sinistramente; [il passo di due alti carabinieri risuonò sinistramente sul lastrico del Corso (Grazia Deledda)]; malamente, con grave danno:[sinistramente sì l’altro percosse, che la spalla e la schiena insieme ruppe (Ariosto)]

sinistrare - verbo intransitivo e transitivo [derivato da  sinistro]. (v. aus. avere)
Andare a traverso, anche nel significato figurato di andare male, prendere una brutta piega, avere un esito sfavorevole. Colpire, danneggiare con un sinistro: l’alluvione ha sinistrato centinaia di famiglie.

sinistrato – aggettivo  e sostantivo maschile [participio passato di sinistrare].
Come aggettivo: colpito, danneggiato da un sinistro, specie per eventi bellici o per calamità pubbliche: famiglie, case sinistrate da bombardamenti aerei; una zona sinistrata dall’alluvione;
come sostantivo: il governo ha approvato una serie di provvidenze per i sinistrati

sinistrosità - sostantivo femminile [derivato da sinistro (nel significato di «infortunio, incidente»)].
Nel linguaggio statistico, sinistrosità delle strade, la maggiore o minore pericolosità che le singole strade urbane o extraurbane presentano, in rapporto agli incidenti stradali che in esse si sono verificati in un determinato periodo. Analogamente, nel linguaggio delle assicurazioni, il numero di sinistri denunciato da un assicurato in un dato periodo di tempo, in relazione al quale può variare il premio di assicurazione.

sinistròsi - sostantivo femminile [derivativo di sinistro, nel suo valore sostantivato («incidente» e simili), col suffisso medico -osi].  
Nel linguaggio medico, sindrome di tipo nevrotico, osservabile in soggetti che hanno subito un trauma in seguito a un infortunio, determinata dall’aspirazione a un congruo indennizzo; si manifesta con una sintomatologia varia (essendo in rapporto con il tipo di infortunio sofferto), tendente ad accreditare la supposta menomazione subita.

I saggi lo dicono in tutti i modi e in tutte le salse: votare  i "sinistri" porta sfiga!

Martedì, 07 Ottobre 2014 08:15

EUROPECORE

Le dichiarazioni di Biden, Vicepresidente degli USA, hanno fatto il giro del mondo, una gaffe diplomatica con pochi precedenti: Nel corso di una conferenza all'Università di Harvard ha raccontato, papale papale, che è stata l’America a costringere l’Europa a punire Putin imponendo le note sanzioni economiche.“Abbiamo dato a Putin una scelta semplice: rispetta la sovranità ucraina o avrai di fronte gravi conseguenze.
E questo ci ha indotto a mobilitare i maggiori Paesi più sviluppati al mondo affinché imponessero un costo reale alla Russia."
“E’ vero che non volevano farlo. E’ stato il presidente americano Obama ad insistere talmente tanto da mettere in imbarazzo l’Europa costringendola ad applicare le sanzioni economiche, nonostante i costi”.
Germania e Italia sono i maggiori fornitori della Russia e la Zona Euro esporta merci per 150 miliardi di Euro.
Per contro importa 240 miliardi principalmente in gas, petrolio e materie prime.
In questo periodo di vacche magre sono cifre da paura, ma i pecoroni europei chinano il capo e dicono "signorsi" all'abbronzato che se la ride soddisfatto per aver fatto, una volta di più, il frocio col culo degli altri.
E le Europecore (tosate) belano e pascolano tranquille e beate...

Domenica, 05 Ottobre 2014 19:55

ITALIANS DO IT BETTER - Alfa Romeo

Ancora oggi è il marchio più conosciuto negli Stati Uniti. Ricordi di quando l'Alfa era una delle auto tecnologicamente più avanzate nel mondo. Il suo peccato originale era di essere un'industria pubblica e, come tale, aveva fatto una brutta fine.  Era diventato un carrozzone dove non c'era il problema costi/ricavi da risolvere. Il costruire uno stabilimento (Alfasud) a Napoli era stata una decisione di politica clientelare fatta senza nessuna considerazione economica... una cattedrale nel deserto. Dopo un lento declino era stata regalata a FIAT e le sue auto avevano perso classe, personalità, prestazioni e tecnologia innovativa. Questa una delle ultime Alfa Romeo DOC:Con FIAT il marchio produceva auto assolutamente anonime come questa:Dopo essere stata sull'orlo del fallimento FIAT, con la guida del genio Marchionne, ha cambiato marcia e anche il marchio Alfa Romeo ha ripreso nuova vita. Uno dei risultati più ammirati nel mondo è la nuova coupé supersportiva Alfa Romeo 4C che segna il ritorno del glorioso marchio sul mercato degli Stati Uniti.Un'auto che fa letteralmente impazzire gli americani...

 

 

Sabato, 04 Ottobre 2014 10:52

A RADDRIZZAR BANANE

E' risaputo che gli inglesi hanno la "puzzetta sotto il naso" e non ci tengono troppo a mescolarsi con noi "continentali". Non c'è da meravigliarsene visto che la Commissione Europea si occupa principalmente del diametro dei piselli, della lunghezza delle zucchine, e altre fesserie simili! Duemila anni fa i Legionari Romani, mentre attraversavano l'Europa a piedi, si mangiavano il "pecorino di fossa". Oggi i fessi di Bruxelles pretendono di regolamentare quel capolavoro gastronomico o addirittura di vietarlo perché nelle grotte di maturazione mancano i ripiani di acciaio inox!. Nessuna meraviglia se poi, sui giornali inglesi, quei commissari vengono elegantemente prese per il... Tempo fa sulla stampa inglese girava  la notizia che la Commissione Europea voleva, per legge, “raddrizzare le banane"… ma non era vero!

Il Regolamento (CE) 2257/94 decreta solo che le banane messe in commercio non devono avere  malformazioni o "anormali curvature". Stranamente tale normativa definisce la lunghezza minima - 15 cm - ma non dice quando la curvatura diventa "anormale".
Molto più precisa è la normativa del Regolamento (CEE) 1677/88 dove si specifica che la curva massima ammissibile per i cetrioli può arrivare a 10 mm ogni 10 cm. Chissà come ci sono arrivati?, avranno fatto dei test? Chi si è sacrificato per trovare la curvatura giusta? la più "ergonomica" e più adatta allo scopo?

Ma forse l'esempio di un Regolamento AUTENTICAMENTE Europeo, che incarna al meglio lo spirito delle delibere di quella massa di idioti, è l'ambiguo messaggio "provoca il cancro" stampato su scatole di tabacco da fiuto:

EEC Council Directive (992/41/EEC)

CAUSES CANCER

Direttiva del Consiglio CEE (992/41/EEC)

PROVOCA IL CANCRO

Come dire che è la stessa Direttiva Europea ad essere cancerogena e mortale, non il tabacco da fiuto. Non serviva scriverlo...è opinione condivisa da tutti i cittadini europei di buon senso!

Sabato, 04 Ottobre 2014 07:23

DE MAGISTRIS NON RIDE PIU'

Per i napoletani: se questa è la vostra abilità nel puntare sui cavalli giusti... meglio restare lontani dalle sale corse e dall'ippodromo di Agnano!

Lo slogan della sua campagna elettorale - In 5 giorni ripulirò Napoli! - gli fece vincere le elezioni. Ovviamente era una buffonata ma i napoletani, stufi della puzza nelle strade e dello sputtanamento mediatico, fecero un atto di fede. Sarebbe stato meglio chiedere un miracolo a San Genaro...c'erano più possibilità! Perché il personaggio è tipicamente un "tanto fumo e niente arrosto" Specializzato in comparsate televisive, osannato dai giornalisti sputtanatori (Travaglio in primis), il suo motto era: “Sono considerato uno straordinario magistrato”.
Non è vero! Lo certifica un atto ufficiale dello Stato. Documentato, “cartabollato”, protocollato e archiviato.

Relazione  del Consiglio Giudiziario di Catanzaro.
18 giugno 2008 relatore Bruno Arcuri:

“Prendendo possesso del mio Ufficio di Procuratore Generale, iniziavo la mia esperienza in Calabria con vivo interesse per il Dr. De Magistris.
Dopo avere letto di lui sulla stampa e averlo visto in televisione, fui subito colpito dalle notizie che andavo apprendendo presso i colleghi tutti: i procedimenti da lui istruiti, di grande impatto sociale perché istruiti contro i cosiddetti “colletti bianchi”, erano quasi tutti abortiti con provvedimenti di archiviazione, sentenze di non doversi procedere, sentenze ampiamente assolutorie.
Voci che mi stupirono perché in contrasto con la rappresentazione che ne davano i media. Tutta l’attività di De Magistris era contrassegnata da: “Una serie numerosissima di insuccessi, l’omessa indicazione dei reati e delle fonti di prova, il perseverare nell’adozione di provvedimenti immotivati”.
“De Magistris è del tutto inadeguato, sul piano professionale e sul piano dell’equilibrio e sul piano dei diritti delle persone solo sospettate di reato, a svolgere quantomeno la funzione di Pm. Le tesi accusatorie sono cadute spesso per errori evitabili ed evidenziati dall’organo giudicante. Sono emersi rilievi negativi per l’anomalia di molti provvedimenti adottati. I procedimenti di rilevante impatto sociale hanno trovato clamorose smentite. Nei provvedimenti si configurano violazioni manifeste di legge (addirittura violazione di diritti costituzionali) ovvero si radicano prassi senza fondamento normativo”. 
Le voci capacità e preparazione presentano evidenti deficit, gravi vizi o lacune; tecniche di indagine discutibili; procedimenti fondati su ipotesi accusatorie che non hanno trovato conferma, attività carente nell’approfondimento e nella preparazione”. Giudizio finale: NEGATIVO.
Per queste ragioni, il Consiglio giudiziario di Catanzaro “bocciò” De Magistris, in merito alla possibilità di essere promosso a giudice di Corte d’Appello. Certificando quello che i suoi avversari politici e le persone di buon senso avevano sempre detto: E'un buffone.

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