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Mercoledì, 24 Luglio 2013 20:00

E' DAVVERO L'ORA DI SATANA?

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E' DAVVERO L'ORA DI SATANA?

E' un argomento totalmente personale e discutibile ma tuttavia poco discusso.

E' DAVVERO L'ORA DI SATANA?E' DAVVERO L'ORA DI SATANA?

Per questo motivo non esprimeremo il nostro parere ma ci limiteremo a porvi dei documenti. Per incuriosire e stimolare una discussione. Chiunque abbia voglia di esprimere la propria opinione non deve fare altro che iscriversi e postare un articolo. La discussione è

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Giovedì, 27 Dicembre 2012 16:01

IL CLUB DEL TAVERNELLO

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IL CLUB DEL TAVERNELLO

Quando si sentono i cosiddetti esperti che parlano di vino si entra in un mondo di iniziati che hanno un linguaggio tutto loro e che non trasmette nulla ai normali bevitori per i quali il giudizio è molto più semplice: MI PIACE opppure NON MI PIACE
Parlare del vino significa immaginare che quel liquido, mentre ci accarezza il palato, prenda una

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Mercoledì, 23 Luglio 2014 20:00

Il vino si fa ANCHE con l'uva

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Il vecchissimo proprietario di una cantina antica e famosa giace sul letto di morte. Intorno a lui i familiari più stretti attendono il momento fatale. Ad un certo punto il vecchio apre gli occhi e chiede, con un filo di voce, di restare solo con i propri figli. Appena tutti gli altri si sono allontanati il vecchio parla: “Figli miei, arrivato a questo punto, debbo confessarvi un segreto. Me lo confessò mio padre in punto di morte e adesso io affido il segreto a voi. Fate atrettanto quando sarà il vostro momento.” “Qual'è il segreto papà?” Chiede il primogenito. “Mi raccomando... che non si sappia in giro!... il vino si fa ANCHE con l'uva!”

 

Sabato è giornata di shopping per supermercati e centri commerciali come accade in ogni famiglia. Una montagna di scatole di vino attrae la mia attenzione: BONARDA DOC – Oltrepo Pavese – lt 1,5 a 2,07 €uro. Costo al lt. 1,38 €uro. Ne ho comperate due bottiglie. Domani abbiamo programmato una gita nell'Oltrepo Pavese per l'assaggio dei vini nuovi dai nostri abituali fornitori. Chiederemo spiegazioni per questi prezzi così incredibilmente bassi.
Domenica ore 12:30 – Ci sediamo al tavolo di una trattoria di Casteggio (PV) dove siamo soliti fermarci quando “andiamo per vino”. Attività da non svolgere MAI a stomaco vuoto! Il proprietario ci saluta come vecchi amici (ci conosciamo da quasi trent'anni!) e ci propone le specialità della giornata. Più tardi, in un momento di pausa, viene a sedersi al nostro tavolo per scambiare quattro chiacchiere. Noi stavamo parlando del BONARDA DOC acquistato il giorno precedente in offerta speciale e lui ci chiede la marca. Alla nostra risposta spalanca le braccia, alza gli occhi al cielo ed esclama: “Aaaah...ecco!”... si alza e si dirige verso una saletta separata dal resto del locale. Dopo un paio di minuti si affaccia sulla porta e ci invita ad entrare. Un gruppo di persone sta festeggiando un Battesimo e a capotavola, vicino ai genitori c'è un sacerdote. Probabilmente quello che ha battezzato la bambina.
L'oste ci versa un bicchiere di Bonarda (da leccarsi i baffi!) e facciamo un brindisi alla salute dei genitori e della piccolina. Poi il Parroco ci porge un biglietto con scritto: Giovanni 2,1-11. Io non capisco cosa voglia dirmi ma, per educazione, metto il biglietto in tasca e torniamo al nostro tavolo. Del pomeriggio da “cacciatori di vini” vi racconterò nel prossimo articolo. Vi anticipo solo che il 2013 si preannuncia una buona annata. Più interessante è invece la scoperta del significato del bigliettino misterioso.

Al ritorno ci siamo rivolti alla nostra “consulente” in materia religiosa: la mia vicina di casa che è assidua frequentatrice della chiesa ed ha una memoria ferrea. Appena ha visto il biglietto, senza dire una parola, ha preso il Vangelo e lo ha aperto senza esitazione alla pagina esatta. Che è quella che spiega il mistero dell'offerta speciale.
« Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea, e c'era la madre di Gesù. E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno più vino". Gesù le disse: "Che c'è fra me e te, o donna? L'ora mia non è ancora venuta". Sua madre disse ai servitori: "Fate tutto quel che vi dirà". C'erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure. Gesù disse loro: "Riempite d'acqua i recipienti". Ed essi li riempirono fino all'orlo. Poi disse loro: "Adesso attingete e portatene al maestro di tavola". Ed essi gliene portarono. Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l'acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: "Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora". Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui. » Duemila anni dopo il miracolo si ripete? Ancora vino fatto con l'acqua?

 

 

Giovedì, 24 Luglio 2014 20:00

IL VINO. POESIA O MATEMATICA?

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Facendo la spesa capita a tutti di trovarsi davanti ad offerte di vini che costano meno della Coca Cola. E sorge spontanea la domanda: "si può sapere quanto costa fare il vino?" IL VINO. POESIA O MATEMATICA?

E' un conto facile facile che ognuno può farsi da solo. Prendete un Kg di uva e spremetela con lo schiacciapatate. Se non ne avete uno, perché usate il purè in scatola, pe

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Giovedì, 24 Luglio 2014 20:00

VIVO O MORTO? PARLIAMO DEL VINO

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Raramente se ne parla ma è giusto sapere che esistono due tipi di vino: vino vivo e vino morto. Chi sta scrivendo preferisce quello vivo pur ammettendo che non necessariamente questo è migliore o più buono di quello morto.

VIVO O MORTO? PARLIAMO DEL VINO

Sono semplicemente due cose diverse. Tra i due tipi di vino c'è la stessa differenza esistente fra il latte fresco e quello a

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Giovedì, 24 Luglio 2014 20:00

DATEMI UN VINO ONESTO

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Datemi un vino onesto... dice il titolo. Che sia anche pieno di tutte le porcherie elencate nella foto sopra ma che almeno abbiano la faccia di scriverlo sull'etichetta!

DATEMI UN VINO ONESTO

Sarebbe facile saperlo se la legislazione sull'etichettatura del vino fosse simile a quella di TUTTI gli altri alimenti. Sfortunatamente non lo è, per cui nel vino si può cacciar d

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Mercoledì, 24 Giugno 2015 00:00

JANNACCI A RICHIESTA

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Ci è stata richiesta una canzone dello "Jannacci prima maniera" che raccontava la vita e le storie semplici della sua Milano. Questa narra la storia di un amore nato all'uscita della fabbrica e finito alla fiera di Rogoredo... Traduzione per i non milanesi

  • Quest ca sunt dré a cüntavv, l'è 'na storia vera,
  • de vün che l'è mai stà bún de de di de no
  • I s'era conossü visin la Breda,
  • lee l'era d' Ruguréd e lü... su no!
  • Questa che vi sto raccontando è una storia vera,
  • di uno che non è mai stato capace di dire di no;
  • Si erano conosciuti vicino alla Breda,
  • lei era di Rogoredo e lui... non so!
   
  • Un dì lü l'era menada a vidè la Fera,
  • la gh'eva un vestidin color trasú;
  • disse: "vorrei un krapfen... non ho moneta"
  • "Pronti!" El gh'ha dà dés chili... e l'ha vista pü!
  • Un giorno l'aveva portata a veder la fiera
  • lei aveva un vestitino color vomito,
  • gli disse: “vorrei un krapfen... non ho moneta”
  • “Pronti!” le ha dato 10.000 £ e non l'ha vista più!
.  
  • Andava a Rogoredo, cercava i suoi danée;
  • girava per Rogoredo e vosava come un strascée:
  • "No, no, no no, non mi lasciar
  • “No, no, no no, non mi lasciar, mai, mai, mai!"
  • Andava a Rogoredo a cercare i suoi quattrini
  • girava per Rogoredo e urlava come uno stracciaio
  • "No, no, no no, non mi lasciar,
  • “No, no, no no, non mi lasciar, mai, mai, mai!"
   
  • Triste è un mattin d'Aprile senza l'amore!
  • Gh'era vegnü anca in ment d'andà a 'negass
  • là dove el Navili l'è pussé negher,
  • dove i barcún i poeden no 'rivà..
  • Triste è un mattino d'Aprile senza l'amore!
  • Gli era venuto anche in mente di annegarsi
  • là dove il Naviglio è più nero (profondo)
  • dove anche i barconi non arrivano
   
  • E l'era bel fermott de giamò un quart d'ura,
  • e l'era passà anca el temp d'andà a timbrà:
  • "...mi credi che d'massàmm, ghe poeuss pensar süra,
  • 'dess voo a to' i mè dés chili... poi si vedrà!"
  • Ed era li immobile da un quarto d'ora
  • era passata anche l'ora di timbrare (il cartellino)
  • "...credo che di ammazzarmi posso pensarci sopra,
  • adesso vado a cercare il mio “deca” poi si vedrà!"
   
  • Andava a Rogoredo, cercava i sò danée;
  • girava per Rogoredo e vosava come un strascée:
  • "No, no, no no, non mi lasciar,
  • “No, no, no no, non mi lasciar, mai, mai, mai!"
  • Andava a Rogoredo a cercare i suoi quattrini
  • girava per Rogoredo e urlava come uno stracciaio
  • "No, no, no no, non mi lasciar,
  • “No, no, no no, non mi lasciar, mai, mai, mai!"

 

 

Domenica, 28 Settembre 2014 00:00

LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI

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Per i credenti fu un grande miracolo, per i non credenti, gli atei e gli agnostici è una barzelletta che fa ridere da 2.000 anni e più.

 

Ma non tutti ridono: le banche hanno preso esempio da Gesù Cristo e ripetono il "miracolo" ogni giorno. Vediamo di capire dove sta il trucco:
Considerate il caso ipotetico di una piccola città con una sola banca .
Vendi la tua casa per 100.000 Euro e li depositi sul tuo conto corrente.
La banca è autorizzata legalmente a prestare il 90% di questa somma e concede un mutuo di 90.000 Euro al Sig Bianchi per acquistare la casa del Sig. Neri. La banca incasserà dal Sig Bianchi sia il capitale su questo prestito che l'interesse. Si supponga che il tasso di interesse medio sia del 6,25%.
In 30 anni il Sig. Bianchi darà alla banca 199,490 Euro. Utile = 109.490 €
Il Sig. Neri ora deposita i 90.000 Euro sul suo conto corrente presso l'unica banca cittadina che potrà legalmente prestare 81.000 Euro (il 90% di 90.000) che in 30 anni diventeranno 179.541. Utile = 98.541 €
Il processo continua fino a quando la banca avrà "prestato" 900.000 €, (che non aveva e che non ha) sul quale raccoglierà 900.000 € in capitale e 985.410 € di interessi , per un totale di 1885,41 Euro.
Tutto partendo dai 100.000 € che tu hai versato e tenuto sul tuo C/C per 30 anni.
In questo periodo la banca ti avrà dato (se va bene) 35.000 € di interesse incassandone 985.000 con un utile netto di 950.000 €.
Creati dal nulla... perché i 100.000 iniziali non erano suoi ma i 950.000 € netti finali sono suoi.
Creati dal nulla perché, avendo in cassa solo i tuoi 100.000 €, ne ha prestati ben 900.000.
E senza correre rischi perché i mutui erano garantiti da ipoteche.
Per 30 anni la banca è stata l'effettiva proprietaria dei beni ipotecati e, se qualche mutuo non è stato rimborsato, ne è diventata anche la definitiva proprietaria.

La cosa strana e che, nel caso di Gesù, bisogna credere ai miracoli mentre nel caso delle banche è tutto perfettamente normale e credibile! 

Venerdì, 04 Luglio 2014 21:27

Il grande ubriacone

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Il più grande ubriacone - dopo l'uomo - è il Ptilocerco dalla coda piumata della Malesia, iPtilocercus lowii.


E' un animale delle dimensioni di un topo con la coda a forma di penna d'oca, passa le sue notti a scolarsi l'equivalente di nove whisky (o cinque pinte di birra ).
La sua dieta base è il nettare dei fiori della palma Bertram, che fermenta a causa di lieviti naturali contenuti nei suoi fiori.
Il nettare dell palma Bertram è il più alcolico fra gli alimenti naturali con circa il 4% di alcool - più o meno come una buona birra - e il ptilocerco passa una media di due ore per notte a svuotare i calici dei fiori.
L'analisi del sangue del ptilocerco ha rivelato livelli di alcol che sarebbero pericolose per la maggior parte dei mammiferi, ma lui non si ubriaca mai.
Se così fosse, la specie si sarebbe già estinta da un pezzo.
Già essere piccoli e indifesi porta ad una vita difficile, ma essendo piccoli, indifesi e permanentemente confusi dall'alcool sarebbe stato fatale.
Il ptilocerco ha in qualche modo evoluto un antidoto per abbattere l'alcool senza restarne intossicato, e può anche avere beneficiato del cosiddetto "effetto aperitivo".
Già osservato negli esseri umani, è il fatto che l'alcol stimola l'appetito, e spinge a mangiare di più.
Con un maggiore apporto calorico l'animale ha più energia e più probabilità di sopravvivere.
Sembra strano ma Il ptilocerco e l'uomo hanno avuto un antenato in comune che visse tra i 55 ei 80 milioni di anni fa.
E' questo il motivo degli studi sul ptilocerco: Si cerca di capire perché gli piace tanto l'alcool ma, a differenza dell'uomo, non si ubriaca mai.
Studiosi di una Università tedesca ipotizzano che la passione per gli alcoolici possa essere stata ereditata dal nostro passato pre-umano.

La prima notizia di esseri umani che bevono alcool risale a 9000 anni fa, quando la birra fu inventata in Mesopotamia.
La più antica opera di letteratura - 4.000 anni - L'Epopea di Gilgamesh - racconta che Shamhat, una prostituta del tempio, "addomestica" Enkidu, un uomo selvaggio peloso allevato dagli animali, tenendolo nel suo letto per una settimana e "addomesticandolo" con sette barili di birra.
Col risultato che Enkidu comincia a lavarsi, indossare vestiti e abbandona i suoi ex amici animali.
La birra gli aveva "donato la la saggezza".

Martedì, 24 Giugno 2014 11:33

LO SAPEVI CHE...

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...se vuoi fare qualcosa di utile per l'ambiente devi eliminare il tuo cane?

Un cane di medie dimensioni può avere lo stesso impatto ambientale di una grossa automobile.
Un cane di grosse dimensioni, come un pastore tedesco, ha circa la stessa "impronta ecologica" di due Toyota Landcruiser. Questo accade perché mangiano tanta carne.
L'impronta ecologica è la quantità di risorse che è ogni attività umana consuma.
Che vi piaccia o no, che ci crediate o no, i valori delle "impronte ecologiche" dell'umanità sono calcolate dalle Nazioni Unite,

Ci vogliono 43 metri quadrati di suolo per produrre 1 chilogrammo di pollo (e molto di più per altri tipi di carne), ma solo 13 metri quadrati per 1 chilo di cereali.
Immaginiamo un Landcruiser alimentato a biodisel per 10 mila chilometri l'anno: questo avrebbe un eco-footprint, una "impronta ecologica" di 0,41 ettari. 
Per alimentare un cane di medie dimensioni servono 0,84 ettari mentre per i cani di grossa taglia, come i pastori tedeschi, si va fino a 1,1 ettari.
I gatti hanno circa la stessa impronta ecologica di una Volkswagen Golf.
Possedere due criceti ha circa lo stesso impatto di un televisore al plasma.

Per alimentare tutti i cani e i gatti presenti negli Stati Uniti serve un territorio coltivato grande come la Germania. Se non siete convinti, se non ci credete, non prendetevela con chi scrive ma con gli ambientalisti delle Nazioni Unite. Pagati da noi con le nostre tasse.

 

 

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