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Giovedì, 19 Maggio 2016 09:18

L'HITLER CHE NON TI RACCONTANO

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Premessa: in questo scritto non c'è la minima intenzione  di emettere giudizi morali o politici sul nazismo ma solo di raccontare fatti storici dei quali non parla mai nessuno... ma che restano comunque certi, documentati e indiscutibili.
Dopo la prima guerra mondiale la Germania fu costretta a ripagare le spese di guerra e il paese, pochi anni prima il più ricco d'Europa, precipitò nella miseria. Fu il periodo ricordato come Repubblica di Weimar che gli economisti citano come esempio da manuale di quello che può andare storto quando i governi hanno il potere illimitato di stampare denaro. Questo è ciò che citano ma come spesso accade è solo una mezza verità. La mezza verità che fa comodo ai signori del denaro e dell'interesse usuraio. L'iperinflazione portò alla follia di stampare banconote come quelle sotto che pagavano si e no una cena familiare.Dopo 12 anni di questa situazione il popolo tedesco era in condizioni così disperate che nel '33 fu facile cedere il controllo del paese a un dittatore, dando ad Adolf Hitler il controllo totale sullo stato, la politica e sull'economia tedesca. Una situazione economica simile l'aveva affrontata  Abramo Lincoln dopo la guerra di secessione americana. Come Lincoln, Hitler si trovò a un bivio: sottostare alla schiavitù del debito usuraio internazionale o creare una propria moneta. Come Lincoln, anche Hitler scelse la seconda soluzione e, come Lincoln, fece poi una brutta fine.
Hitler sosteneva che: "Il bisogno aiuta gli esseri umani a vedere più chiaramente e perciò ha messo il popolo tedesco in grado di aprire gli occhi. Sotto la costrizione di questa necessità in primo luogo ci siamo resi conto che prima del capitale c'è una cosa ancora più essenziale per una nazione: la sua capacità di lavorare e di produrre. Non servono riserve in oro e valuta estera se c'è un'industria ben pianificata ed efficienza nelle risorse umane. E nel sistema produttivo nazionale tedesco questi due fattori esistono."
A quel punto il governo tedesco decise di emettere moneta e assumere il controllo del credito. Un milione di nuovi marchi di Credito dello Stato furono emessi per finanziare opere pubbliche. I progetti previsti per il finanziamento andavano dal controllo delle inondazioni, riparazione di edifici pubblici e residenze private, costruzione di nuovi edifici, strade, ponti, canali, strutture portuali a quella che, nel mondo, era la più lunga autostrada dell'epoca.
I banchieri profetizzarono un rapido fallimento  ma la profezia si rivelò completamente sbagliata: in quattro anni la Germania raggiunse la piena occupazione e divenne la più efficiente potenza produttiva del mondo.
Tutto questo sotto gli occhi preoccupati del mondo finanziario internazionale. Entro due anni , il problema della disoccupazione era stato in gran parte risolto, il paese aveva una moneta stabile ed era di nuovo in piedi.
In quel momento, dopo la crisi del '29, milioni di persone negli Stati Uniti e in altri paesi occidentali erano ancora senza lavoro e vivevano nella miseria.
La Germania fu sottoposta a boicottaggi e ad un embargo perché la sua moneta “non era ben vista” ma riuscì a ripristinare il commercio estero utilizzando un sistema di baratto: beni e servizi venivano scambiati direttamente con gli altri paesi, aggirando le banche internazionali, senza creare debito, senza movimento di capitali e senza deficit commerciale.
I nazisti erano arrivati al potere nel 1933 con l'economia al collasso totale, con i debiti di guerra da pagare e nessuna prospettiva di investimenti o di crediti  esteri. Ma nel giro di quattro anni, attraverso una politica monetaria indipendente e di credito sovrano, ottenne la piena occupazione. In soli quattro anni il Terzo Reich era riuscito a trasformare la Germania in bancarotta nella più forte economia d'Europa!
Per pagare i costi della guerra di secessione anche Abramo Lincoln aveva scelto la strada di emettere moneta di carta, garantita dallo stato e non vincolata al valore dell'oro, per non sottostare al ricatto e all'usura delle banche inglesi.
L'esperimento stava dando i suoi frutti quando Lincoln fu ucciso. Settantacinque anni dopo la Germania di Hitler ci riprovò con successo e sappiamo come è finita. Cent'anni dopo anche Kennedy provò a fare qualcosa di simile e fece la stessa fine... Evidentemente a qualcuno questi stati che si stampano la propria propria moneta non vanno proprio giù!
Si racconta che nel 1936 Winston Churchill abbia detto al generale USA Robert E. Wood : "La Germania sta diventando troppo forte e dobbiamo distruggerla"... Poi,nel primo dopoguerra, scriveva a Lord Robert Boothby: ”Il crimine imperdonabile della Germania di Hitler è stato il suo tentativo di staccare la sua potenza economica dal sistema commerciale internazionale e di creare il proprio meccanismo di scambio impedendo al mondo finanziaro la possibilità di profitto”... Il successo economico della Germania era, per la finanza internazionale, un fenomeno da ostacolare ad ogni costo prima che "l'epidemia" si diffondesse. Il successo era stato mostrato al mondo in occasione delle Olimpiadi del 1938 ed è tutt'ora un fenomeno economico senza precedenti nella storia: La Germania finanziò per 12 anni l'economia interna e 6 anni di guerra senza oro e senza debito  e ci vollero tutto il mondo capitalista e e quello comunista messi insieme per distruggere il potere tedesco e riportare la Germania sotto il tallone dei banchieri. Questa storia non compare in nessun libro di testo delle scuole odierne. Ciò che appare nei libri di testo moderni è l'inflazione disastrosa della Repubblica di Weimar per giustificare l'ascesa del nazismo. Ma nulla si dice dei successi delle politiche economiche naziste. La scusa è che il nazismo - il male assoluto - è un periodo da dimenticare e guai a evidenziarne i lati positivi!

Ancora una volta  la storia è scritta dai vincitori che ti raccontano solo la parte di verità che fa comodo ai signori del denaro e dell'usura bancaria! 

Lunedì, 16 Maggio 2016 09:50

VEDIAMO IL BLUFF

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“Fatte er nome, poi fai qello che te pare!” recita un antico detto romano.
Detto che i tedeschi di “Crande Cermania” hanno fatto proprio e che è diventato il loro abituale “modus operandi”.
Ma i crucchi non sono così virtuosi come vorrebbero far credere.
Ma i crucchi non stanno così bene in salute come i mercati e lo spread cercano di dimostrare.
Perché i crucchi imbrogliano sui conti e nascondono sotto il tappeto l'immondizia dei loro conti truccati.
Qualche esempio? Il debito pubblico. Il loro debito pubblico “ufficiale” è il terzo del mondo dopo USA e Giappone.
Quasi 2.200 miliardi di €uro. Oltre l'85% del loro prodotto interno lordo annuo (PIL).
Quando l'Italia è al 130% circa. Ma questa differenza è apparente perché i crucchi sono autorizzati a truccare i conti.
L'Italia ha una specie di Banca pubblica (Cassa depositi e prestiti) i cui debiti sono conteggiati nel debito pubblico nazionale.
La Germania ha lo stesso tipo di banca (Kreditanstalt für Wiederaufbau – KfW -) che ha debiti per oltre 650 milioni di €uro che, stranamente, non sono conteggiati nel debito pubblico tedesco.
Se lo fossero, come in tutte le altre nazioni europee, il debito schizzerebbe a un molto meno virtuoso 110% rispetto al proprio PIL.
Ma è solo l'inizio. Fra le banche di tutto il mondo, Deutsche Bank è la banca che ha “in pancia” la maggior quantità di titoli derivati: 55.650 miliardi di €uro pari a 21 anni di PIL tedesco attuale e di 33 anni di PIL italiano.
Di questi (dicono gli esperti) almeno 1.000 miliardi di titoli sicuramente “tossici”... più o men carta straccia.  
Se la Germania dovesse correre in aiuto alla SUA banca il suo debito salirebbe a percentuali italogreche rispetto al suo PIL.
Circa il 133%. In prospettiva futura la situazione tedesca è drammaticamente peggiore di quella italiana.
Uno studio (tedesco, non italiano!) dell'Università di Friburgo ha certificato che nel tempo la Germania starà sempre peggio rispetto alla nostra “Italietta”.
Il Prof. Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie all’Università di Friburgo, guarda i debiti pubblici dell'area €uro attuali dividendoli fra “ESPLICITI” (i titoli di debito pubblico emessi) e "IMPLICITI"
"IMPLICITI" sono i debiti futuri, conseguente all'invecchiamento della popolazione ed al conseguente maggior costo per pensioni e assistenza sanitaria.  
E qui - chi l'avrebbe mai detto!  - l'Italia risulta di gran lunga lo stato più virtuoso dell'area €uro e fra i primi al mondo.
I valori riportati in tabella sono riferiti all'anno 2011 ma le proporzioni sono rimaste sostanzialmente invariate
Il buon professore, per carità di patria, si guarda bene dal citare i trucchi contabili e tutti i vari rischi del "sistema Germania” altrimenti il debito totale tedesco sarebbe nell'ordine del 250% del PIL!
Come si evince dalla tabella, in prospettiva futura la nostra “Italietta” starà molto meglio di tutte le nazioni dell'area €uro.
Perché dunque sottostare alle imposizioni di austerity imposte da questa Europa “germanocentrica” ?
Perché non fanno loro politiche di austerity senza imporre a noi le misure recessive che ci stanno dissanguando e mettendo in ginocchio?
La risposta è facile: perché non abbiamo una classe politica all'altezza della situazione.
La differenza fra Germania e Italia è semplicemente questa: La Germania perde sempre le guerre ma vince sempre la pace.
Noi siamo capaci a volte di vincere la guerra e di perdere poi la pace che ne segue.
Ma siamo in una situazione in cui l'Italia ha tante carte favorevoli da giocarsi:

    1 – Risparmi privati di oltre 4 volte il debito pubblico (oltre 8.000 miliardi- dati Bankitalia)
    2 – Ricchezza pubblica in immobili, partecipazioni societarie, scorte auree (3.000 mld)
    3 – Il debito pubblico di oltre 2.000 miliardi (ma "coperto" da un patrimonio di 3.000 mld)

Non ridete! Non siamo impazziti! Un debito di questa entità è un'arma micidiale perché, per un debito  piccolo, la preoccupazione è del debitore; ma se il debito è troppo grande sono i creditori a doversi preoccupare!
Ci manca solo una classe politica che prenda coscienza di questi nostri punti di forza, che vada in Europa e giochi la “partita della vita” andando a vedere il bluff degli Anglo-franco-tedeschi.
ALL IN!!!... e il piatto è nostro! 

Venerdì, 22 Aprile 2016 13:34

BENEFATTORI E PATRIOTI

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Luigi Einaudi, primo Presidente eletto della Repubblica Italiana) era un economista conosciuto in tutto il mondo.
Milton Friedman Premio Nobel per l'economia nel 1976 era forse anche più conosciuto.
Due storie diverse, due mondi diversi, due modi di vedere l'economia che più distanti non si può!
Ma,stranamente, tutti e due d'accordo nel dire che, in Italia, gli evasori sono eroi... 

Mercoledì, 30 Marzo 2016 07:37

COME SCHIAVIZZARE UNA NAZIONE

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Ci sono tre modi per conquistare e schiavizzare una nazione:

con la spada,

 

 


con la religione

 

 


con il debito.

 

Conquistare con la spada è il modo più costoso perché la nazione conquistata tende a ribellarsi ed è necessario un continuo sforzo militare per tenerla a freno.
La conquista con la religione dura finché le menti più aperte mettono in discussione i dogmi, “scoprono il trucco” e l'incastellatura comincia a scricchiolare...
Conquistare col debito è il modo più difficile da contrastare.
Accade così silenziosamente e insidiosamente che i conquistati non riescono ad accorgersi di avere dei nuovi padroni.
In superficie, nulla è cambiato. Il paese, semplicemente, ha cambiato gestione.
La ricchezza viene “risucchiata” sotto forma di interessi sui debiti e con tasse che la gente crede che di pagare in cambio di  servizi.
Di volta in volta, i nuovi padroni si mascherano da "amici", “benefattori” , “protettori”, "rappresentanti", "leaders"...

Senza che i conquistati se ne rendano conto le leggi cambiano (oggi una delle giustificazioni più usate è "LO VUOLE L'EUROPA ) diventando strumenti per trasferire ricchezza dalle loro tasche a quelle dei “nuovi padroni”
Questa è la conquista mediante il debito.
Quando vi propongono un iPhone7 o un Samsung Galaxy senza sborsare 1.000 Euro ma a rate comprese nel canone… sappiate che, anche questo, fa parte della strategia!

Venerdì, 25 Marzo 2016 09:12

IL DEBITO CHE NON C'E'

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Una volta lo stato faceva debiti solo in circostane eccezionali: calamità naturali, guerre, grandi opere pubbliche... in ogni caso mai si sarebbe pensato di far debiti per acquistare carta stampata travestita da moneta.
I suoi quattrini lo Stato se li stampava da solo senza intermediari... come la banconota sottostante che fu l'ultima appartenente allo Stato Italiano e, pertanto, a noi tutti... ai cittadini italiani.
L'ultima banconota "nostra" perché da quel momento le banconote italiane furono emesse da un Istituto Bancario appartenente a un pool di banche private che, per non dare nell'occhio, si chiamava Banca d'Italia.
Da quel momento lo stato iniziò a farsi prestare soldi pagando fior di interessi. Mentre prima l'unico costo era quello, insignificante, della carta e della tipografia.
Erano i primi anni '80 e l'Italia, uscita stremata da una guerra disastrosa,  aveva "rimesso insieme i cocci" riuscendo a raggiungere un periodo di boom economico che aveva stupito il mondo. E riuscendo a indebitarsi solo di una cifra pari a 115 miliardi degli attuali €uro.
Oggi i miliardi di debito sono 2.272 pari a oltre il 130% del PIL nazionale.
Le spiegazioni che vengono date al fenomeno sono le più disparate e fantasiose, per il "popolo bruto" la più gettonata è il costo della politica, per altri l'evasione fiscale, per altri ancora il costo esagerato di uno stato burocrate e sprecone.
Hanno ragione un po' tutti ma ancora più ragione hanno quei pochi che, dopo essersi fatti quattro conticini, hanno scoperto la verità: dal 1982 a oggi abbiamo pagato oltre 3.500 miliardi di interessi sul debito pubblico. Per cui il debito pubblico attuale è costituito ESCLUSIVAMENTE dagli interessi pagati dallo stato alle banche per farsi prestare quei quattrini che, fino agli anni '80, venivano stampati A COSTO ZERO!

Meditate gente... meditate! 

Martedì, 19 Gennaio 2016 12:09

L'UOMO CHE VISSE TRE VOLTE, TSUTOMU YAMAGUCI

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"...Ma, se succede qualcosa, il territorio sarà contaminato per i prossimi secoli e, a migliaia di  chilometri di distanza, si avranno gli effetti delle radiazioni!"... 

In nome di questa teoria l'Italia ha rinunciato a quell'energia nucleare - presente in Francia, Svizzera, Ungheria, Slovenia, Germania... - che viene prodotta nei paesi che ci circondano.
Questo e milioni di commenti simili si sono ripetuti all'infinito dopo gli incidenti di Chernobyl e di Fukushima. Ma cosa è successo, realmente, in questi due casi che hanno scosso il mondo?
A Fukushima c'è stato un terremoto-maremoto di una tale potenza che, dicono gli esperti, si è verificato solo un'altra volta nella storia dell'umanità. Se fosse successo all'Aquila un evento di quella intensità avrebbe raso al suolo tutto fino a Roma. Il maremoto ha causato 20.000 morti. E il nucleare quanti morti ha fatto?? Zero! Quanti feriti? Zero! Nessuno è stato sottoposto a terapie per sovradosaggio di radiazioni. Tre lavoratori della centrale sono stati ricoverati in osservazione e dimessi dopo qualche giorno. Probabilmente se la diga intorno alla centrale fosse stata più alta di qualche metro di Fukushima non avremmo mai sentito parlare.
Dopo Chernobyl, dove ci furono 65 morti nell’esplosione, Greenpeace ipotizzava 6 milioni di morti in Europa. Statistiche successivamente redatte da UNSCEAR (United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic - Comitato scientifico delle Nazioni Unite sugli effetti delle radiazioni atomiche) hanno dimostrato che le morti per patologie collegabili alle radiazioni di Chernobyl sono 100.000 volte inferiori alle morti causate in Europa dai virus influenzali stagionali.
E oggi? L'impianto nucleare più grande d'Europa, la centrale di Zaporižžja, è  in Ucraina dove altre 11 centrali saranno costruite entro il 2030. Per arrivare, con quelle esistenti, a coprire la totalità del loro fabbisogno energetico.
Intanto i Giapponesi hanno ripreso a costruire centrali nucleari...
Ma giapponesi e Ucraini si sa... sono dei coglioni!

Nel 1945, a Hiroshima e Nagasaki, furono effettuati due “test di durata dell'inquinamento nucleare”. All'epoca le due città avevano circa 500.000 abitanti, oggi ne hanno quasi 2.000.000 più altri 10.000.000 nel circondario. Le due foto sottostanti testimoniano quale deserto vi sia a 70 anni di distanza dalle due bombe atomiche. Ma, è risaputo, i giapponesi vivono in zone contaminate perché sono un popolo di fessi e incoscienti!
Rapportando la situazione odierna al 1945 cosa si può ipotizzare? Che non è successo nulla di quanto ipotizzato dai catastrofisti di professione... e che non succederà nulla!

Lo prova uno studio giapponese che dura da oltre sessant'anni.
Cinque anni dopo la fine della guerra, il governo giapponese avviò un monitoraggio capillare su 50.000 sopravvissuti alle bombe con la meticolosità tipica di questo popolo: tutti i 50.000 erano stati sottoposti  a dosi di radiazioni  circa 100 volte superiori  alla soglia di rischio comunemente stabilita all’epoca. (oggi la soglia di rischio è inferiore)
Dei 50.000 di allora 20.000 erano ancora vivi nel 2011. Dei 30.000 morti il 2%  (579) sono morti per patologie probabilmente(*) collegate alle radiazioni. Gli altri per cause naturali. Il 90% di chi aveva meno di 20 anni nel 45, era ancora vivo nel 1990 (vita media oltre i 75 anni). Oltre il 90% di chi aveva meno di 10 anni nel 45 era ancora vivo nel 2007 .
(*) probabilmente: Tutte le patologie comunemente associate a radiazioni possono insorgere anche per cause naturali. La statistica giapponese è volutamente peggiorativa in quanto tutti i casi sono stati attribuiti alle radiazioni assorbite al momento delle esplosioni.
Ma la storia che tappa la bocca a soliti catastrofisti d'accatto è quella dell'uomo che visse tre volte:Tsutomu Yamaguci

Tsutomu Yamaguchi era un ingegnere che nel 1945 lavorava per la Mitsubishi Heavy Industries. Era nato a Nagasaki il 16 marzo 1916 e all'epoca non aveva ancora trent'anni. Yamaguchi era a Hiroshima il 6 agosto 1945 per un viaggio di lavoro per conto della Mitsubishi. Stava scendendo dal tram quando la prima bomba atomica, all'uranio e denominata Little Boy, fu sganciata sulla città ad appena 3 km di distanza. L'esplosione gli provocò notevoli lesioni, distrusse i suoi timpani, lo accecò temporaneamente e gli lasciò severe ustioni sulla metà superiore sinistra del suo corpo. Fu avvolto in bendaggi per le sue ferite e divenne completamente calvo. Yamaguchi restò per tutta la notte successiva al 6 agosto in un rifugio antiaereo prima di tornare alla sua città natale, Nagasaki. Il giorno successivo Yamaguchi stava raccontando lo scampato pericolo ai suoi superori, quando, fu sganciata la seconda bomba, Fat Man (stavolta al plutonio). Non si può dire che il povero Tsutomu si sia fatto mancare qualcosa in fatto di radiazioni, eppure...
Tsutomu Yamaguci è morto nel 2010 alla bella età di 94 anni!!! 

 

Sabato, 12 Settembre 2015 08:32

ADESSO BASTA!

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"MULTICULTURALISMO" è la parola d'ordine, "ACCOGLIENZA"  è Il Verbo,"INTEGRARE" un dovere sociale.
Nel nome di queste tre parole in Italia si strappano Crocefissi dalle pareti, si rinuncia ai Presepi, si vietano catenelle con la Croce per non urtare la sensibilità di qualche musulmano che si sente "urtato e offeso". Magari un musulmano parente o amico di quelli che, a casa loro, bruciano le Chiese con i cristiani dentro perché anche loro si sentono "urtati e offesi".

Fortunatamente nel mondo non tutti la pensano come quei quattro coglioni che predicano questa filosofia idiota e "buonista".

La prima voce forte, chiara e decisa è arrivata da una donna australiana, socialista e Primo Ministro  (con le palle)  di quel paese:

"GLI IMMIGRATI NON AUSTRALIANI DEVONO ADATTARSI!  PRENDERE O LASCIARE!... siamo stanchi che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà.
La nostra lingua ufficiale è l’INGLESE, non lo spagnolo, il libanese, l’arabo, il cinese, il giapponese, o qualsiasi altra lingua. Di conseguenza, se desiderate far parte della nostra società, imparatene la lingua!
La maggior parte degli Australiani crede in Dio.
Non si tratta di obbligare al cristianesimo, non è il frutto di influenza della destra o di pressioni politiche, ma di un fatto. Perché ci sono stati  uomini e donne che hanno fondato questa nazione su dei principi cristiani e questi pincipii vengono ufficialmente insegnati. E’ quindi appropriato che questo si veda sui muri delle nostre scuole.
Se Dio vi offende, vi suggerisco allora di prendere in considerazione un’altre parte del mondo come vostro paese di accoglienza, perché Dio fa parte delle nostra cultura. Noi accetteremo le vostre credenze senza fare domande. Tutto ciò che vi domandiamo è di accettare le nostre, e di vivere in armonia pacificamente con noi.
Questo è il NOSTRO PAESE, la NOSTRA TERRA e il NOSTRO STILE DI VITA e NOI vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo. Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane o il nostro stile di vita, allora vi invito fortemente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana: IL DIRITTO DI ANDARVENE.
Se non siete felici qui, allora PARTITE!. Non vi abbiamo forzati a venire qui, voi avete chiesto di essere qui. E allora rispettate il paese che Vi ha accettati”.

Non è stato da meno Vladimir Putin il presidente russo, nel discorso indirizzato alla Duma (il Parlamento russo) riguardante le tensioni con alcune minoranze:
“Chi non vuole parlare russo e rispettare leggi russe può tranquillamente andarsene da qualche altra parte.
La Russia non ha bisogno di queste minoranze e non abbiamo intenzione di cambiare le nostre leggi per loro” In Russia vivono i russi. Qualsiasi minoranza, da qualsiasi luogo arrivi, se vuole vivere in Russia, per lavorare e mangiare in Russia, dovrebbe parlare russo, e deve rispettare le leggi russe. Se preferiscono la legge della Sharia, allora noi li consigliamo di andarsene in quei Paesi dove questa è la legge dello Stato.
La Russia non ha bisogno di queste minoranze. Sono queste minoranze che hanno bisogno della Russia. E noi non concederemo loro privilegi speciali, né pensiamo di cambiare le nostre leggi per soddisfare i loro desideri: non importa quanto forte urleranno "discriminazione".
"Gli usi e le tradizioni russe non sono compatibili con la mancanza di cultura o con i modi primitivi della maggior parte di queste minoranze. Quando questo onorevole corpo legislativo pensa di creare nuove leggi, dovrebbe avere in mente prima di tutto l’interesse nazionale della maggioranza, pensando che le minoranze non sono russi."
“Ogni diritto delle minoranze deve essere rispettato, ma il diritto della maggioranza non può essere minimamente messo in discussione”.

FORTE E CHIARO!

Martedì, 24 Febbraio 2015 11:23

DIFENDERSI DA SOLI?

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AUTODIFESA: LEGITTIMA O ILLEGITTIMA?
Giusto o sbagliato consentire la detenzioni di armi destinate alla difesa personale?
Sicuramente la foto, se non fosse umoristica, farebbe propendere per “sbagliato”.
Ma vediamo i pro e i contro visto che ci sono varie scuole di pensiero e varie soluzioni legislative.
Dalla Gran Bretagna che le ha eliminate completamente agli Stati Uniti dove (quasi) si possono acquistare al supermercato e il diritto al possesso è garantito dalla Costituzione.
Un fatto inconfutabile è che in una società “armata” il delinquente deve sempre mettere in conto la possibilità di una reazione da parte dell’aggredito.
In una società “disarmata” il bandito che si presenta armato alla vittima avrà la strada spianata.
Lo aveva ben compreso, secoli fa, un “mostro” della cultura giuridica italiana, Cesare Beccaria:
«Le leggi che proibiscono di portare armi […] non disarmano che i non inclinati né determinati ai delitti,[...] e sottopone gl’innocenti a tutte le vessazioni dovute ai rei. Queste [leggi] peggiorano la condizione degli assaliti, migliorando quella degli assalitori. Non scemano gli omicidi, ma gli accrescono, perché maggiore è la confidenza nell’assalire i disarmati che gli armati».

Anche Thomas Jefferson, grande estimatore del Beccaria, ne riprese il pensiero prendendone spunto nella prima stesura della Costituzione Americana. In particolare nel secondo emendamento sulla detenzione delle armi e nell'ottavo che vieta le pene “crudeli e inusuali”.
Le idee di Beccaria sono visibili ancora oggi nel movimento per l’abolizione della pena di morte, una punizione a cui Beccaria fu il primo importante pensatore a opporsi. Oppure, negli Stati Uniti, nel movimento per il libero porto d’armi a scopo difensivo.
Thomas Jefferson riprese le idee del Beccaria per scrivere “falsa idea di utilità è quella che sacrifica mille vantaggi reali per un inconveniente o immaginario o di poca conseguenza. Un'idea che toglierebbe agli uomini il fuoco perché incendia e l’acqua perché annega, che non ripara ai mali che col distruggere.”  E prosegue: “Le leggi che proibiscono di portare armi sono leggi di tal natura; [citazione letterale dal testo del Beccaria – v. s.]. Queste si chiamano leggi non prevenitrici ma paurose dei delitti, che nascono dalla tumultuosa impressione di alcuni fatti particolari e non dalla ragionata meditazione degl’inconvenienti ed avantaggi di un decreto universale”.
Dice, in parole povere, che le leggi contro il porto d’armi rendono le cose più facili per i criminali (che non le osservano comunque) ed estremamente negative per le vittime.

In ogni caso, sia che siate a favore, sia che siate contro, una cosa è certa: Chi impugna un'arma deve saperla usare perché è sempre meglio un brutto processo che un bel funerale! Il benzinaio vicentino insegna...
Anche se difficilmente si potrà raggiungere la bravura di quelli che potete vedere nei videos allegati:
Eric Grauffel Maria Gruschina che sono i più bravi del mondo.

Non bravi come i due campioni ma...

 

Lunedì, 09 Febbraio 2015 09:00

LA BUFALA GRECA

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Tsipras vince le elezioni e la minaccia dell'uscita dall'Euro della Grecia diventa una possibilità concreta...Immediatamente scatta la controinformazione destinata a tener buone le Europecore dello Stivale: "Se crolla l'Euro saremo tutti più poveri!"... "Se la Grecia fallisce l'Italia perderà i 40 miliardi che ha prestato alla Grecia!"...
MegaEurobufala!
L'Italia non ha mai prestato un centesimo alla Grecia e le prudenti banche italiane si sono ben guardate dall'investire in Grecia!
Ne sono state lontane come stavano lontani dai lazzaretti ai tempi della peste bubbonica!
Ma allora cosa c'è di vero in questa campagna allarmistica destinata alle Europecore italiane?
Niente! E' solo una manovra ordinata ai "pennivendoli", i giornalisti servi del regime, dai poteri finanziari che fanno affari d'oro da quando esiste l'Euro...
La realtà è ben diversa e, purtroppo, molto peggiore!
L'Italia è stata costretta a versare oltre 50 miliardi all'Europa quando è stato costituito il cosiddetto "Fondo salva stati". Miliardi che mon c'erano per cui hanno aumentato il debito pubblico per procurarseli. Contemporaneamente hanno aumentato anche le tasse per poter pagare gli interessi sul debito in più...
Sui 50 miliardi "regalati" al Fondo salva stati possiamo metterci una croce sopra... sono persi, non li vedremo mai più!
Ma non finisce qui, al danno si aggiunge la beffa! Il Fondo salva stati presta gli Euri alla Grecia che li usa per pagare i debiti che ha verso le banche tedesche e francesi.
Capite cosa è successo? I nostri governanti cialtroni hanno ulteriormente indebitato gli italiani per salvare le banche straniere dal rischio di fallimento!
Una volta di più i "compagni di merende" europei hanno fatto i froci col culo degli altri... Il nostro!

Venerdì, 30 Gennaio 2015 12:36

LA FUGA DEI CAPITALI

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L'esportazione illegale di capitali non è un fenomeno nuovo per il nostro Paese.

Prima, durante e dopo l'ultima guerra mondiale vi fu una fuga in massa di capitali che venivano “messi al sicuro” in banche estere. Una delle motivazioni principali, nell'immediato dopoguerra, era il terrore di finire sotto una dittatura comunista. Ecco cosa pensava del fenomeno un grande economista e primo presidente (eletto) della neonata Repubblica Italiana: Luigi Einaudi

"Gli esportatori illegali di capitale sono dei benefattori della Patria, perché i capitali scappano quando i governi dissennati e spendaccio­ni li dilapidano, e allora, portandoli altro­ve, li salvano dallo scempio e li preservano per una futura utilizzazione, quando sarà tornato il buon senso..."

Meditate, gente... meditate! 

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