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Primo Quarto di luna
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Martedì, 23 Settembre 2014 00:00

UN BASTIAN CONTRARIO

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La moda “Feisbukkiana” obbliga gli adepti alla “setta” ad esprimere un giudizio obbligato: MI PIACE in quanto il giudizio negativo non è previsto. Appena tollerata l'indifferenza che consiste nel non spuntare la casella del MI PIACE . Lasciamo alla psicologia e alla psicanalisi le motivazioni di questa ricerca di consenso anche per le cose più banali. Ci limiteremo qui a mostrare che non sempre è stato così: a qualcuno piaceva anche il contrario!

Vedendovi sì stretti
e parlar così chiari,
sorrider così schietti...
farò ogni dì più rari
i saluti e i sorrisi,
e con gioia mi dico
a ogni amico che perdo:
Ecco un altro nemico!

Aberrazione strana?
Si questo è il mio difetto!
Dispiacere mi piace,
dell'odio mi diletto!
Se tu sapessi come
s'incede più gagliardi
sotto il fuoco di fila
dei malevoli sguardi.

E quanto bene al cuore,
qual carezze gentili
fan l'invidia ed il fiele
e la bava dei vili!
Non la molle amicizia
che i vostri cuori frolli
addolcisce e addormenta
e ammorbidisce i colli

che d'ogni freno liberi,
privi d'ogni sostegno,
vi consente la testa
piegar senza ritegno.
Me l'odio senza posa
fascia il collo, e mi appresta
il rigido collare
che tiene alta la testa!

Ah sì, vi riconosco,
nemici miei in consesso:
menzogna, codardia,
doppiezza, compromesso.
Lo so che alla fin fine
mi darete del matto:
che cosa me ne importa?
Io con passion mi batto!

Voi che dite? Non serve?
Lo so! Bella scoperta..
perché battersi solo
se la vittoria è certa?
Io guardo con orgoglio
quell'odio che ho creato.
Spiacere è il mio piacere:
Amo essere odiato.

Ma questo signore potrebbe anche dare qualche lezione in questa nostra Italia dove la raccomandazione, l'essere “amici di qualcuno”, la sottomissione al “potente” di turno, sembrano la strada certa per raggiungere la cosiddetta “posizione”. Lui non era così:

...ma cantare sognare,
e ridere, indipendente,
aver l'occhio sicuro
e la voce possente.
Mettermi, se mi va,
il feltro per traverso.
Per un si o per un no,
battermi, o fare un verso

La tavola imbandita,
il vino a tutte l’ore....
Sai dirmi in che maniera?
Cercarmi un protettore?
Dovrei salir da furbo,
piuttosto che di forza
Come l'edera all'albero..
leccandogli la scorza?

Io,in caso di successo,
per fortuna o per arte,
non voglio darne a Cesare
la più piccola parte!
Se poi viene il trionfo,
ebbene fatti suoi,
ma mai, mai diventare
un "come tu mi vuoi".

Voglio tutta la palma
della meta colpita
disdegnandomi d'essere
l'edera parassita!
E se pur quercia o tiglio
davvero non si è…
forse non proprio in alto,
ma farcela da sé!!

Che dite? Roba di altri tempi? Può darsi! Ma se contestate il suo modo di essere, di vivere e di pensare...non chiedetemi un MI PIACE     Non l'avrete mai! 

Sabato, 14 Settembre 2013 17:58

QUATTRO NOVEMBRE, UNA FESTA DIMENTICATA

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Il 4 Novembre del 1918 l'Italia sconfiggeva l'Austria nella battaglia di Vittorio Veneto ed entrava di diritto nel novero dei vincitori della prima guerra mondiale. Una vittoria costata cara: settecentomila morti, un milione di feriti e decine di migliaia di invalidi. Con questa vittoria si concludeva l'unificazione della penisola con il “ritorno a casa” di Trento, Trieste e dell'Istria e su tutti i territori a sud delle Alpi sventolava il Tricolore. Il Risorgimento era concluso.

Da quell'anno fu la ricorrenza più festeggiata e sentita nel Paese. Anche più di quella dell'unità d'Italia perché ottenuta senza l'aiuto di eserciti stranieri ma solo con il coraggio, la tenacia, il valore e il sangue di tutti gli italiani. Per decenni sul calendario era evidenziata in rosso ed era la chiusura del cosiddetto “ponte dei morti” che metteva in movimento milioni di italiani. Oggi non è più festa nazionalee non si capisce perchè. Le feste nazionali sono tutte religiose ad eccezione di tre: 25 Aprile, 1° Maggio e 2 Giugno. Il due Giugno si festeggia l'anniversario della nascita della Repubblica Italiana, il primo maggio si festeggia un lavoro che non c'è più ed più che altro la scusa per un grande sventolio di bandiere rosse e di un megaconcerto a Piazza S. Giovanni a Roma.
Il 25 Aprile si festeggia la fine di una guerra che ci ha visto uscire disastrosamente sconfitti ma che, con assoluta mancanza di senso del ridicolo, viene definita “Festa della Liberazione”. E' una coerenza tutta italiana quella che ci fa mettere nel dimenticatoio il ricordo di una grandiosa vittoria e ci fa festeggiare una sconfitta che ha generato divisioni non ancora rimarginate a settant'anni di distanza.
Il 4 Novembre, in certi, casi sembra addirittura provocare vergogna e nelle foto di seguito ne mostriamo un caso.  Nel periodo immediatamente successivo alla fine della prima guerra mondiale tutti i Municipi d'Italia avevano affisso una lapide con il testo del Bollettino della Vittoria dettato dal comandante delle forze armate per annunciare la fine della guerra. In alcuni casi era di marmo inciso come quella di Monza nella foto sopra. In tantissimi altri casi era in metallo, era stata fatta coniare dallo Stato e portava la dicitura "FUSA NEL BRONZO NEMICO" .

Una di queste era affissa a fianco dell'ingresso di un Palazzo Comunale fino al giorno in cui, prendendo occasione dei lavori di ristrutturazione della facciata, sparì nel nulla e nessuno ne seppe più niente. Quel comune è amministrato ininterrottamente dai comunisti e dai loro successori dal 1945 fino ad oggi.

Non chiedetemi il nome di quel comune perché me ne vergogno un po'... visto che ci sono nato!

BOLLETTINO DELLA VITTORIA

4 novembre 1918 Comando Supremo
 
La guerra contro l'Austria Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.
La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte 51 divisioni italiane, 3 britanniche, 2 francesi, una Czeco Slovacca ed un reggimento americano, contro 73 divisioni Austro Ungariche, è finita.
La fulminea arditissima avanzata del 29 Corpo d'Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della 7 armata e ad oriente da quelle della 1, 6 e 4, ha determinato ieri lo sfacelo totale del fronte avversario.
Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della 12 della 8 della 10 armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.
Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta 3 armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate.
L'Esercito Austro Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiali di ogni sorta e pressoche per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa 300.000 prigionieri con interi stati maggiori e non meno di 5.000 cannoni. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.

Diaz

 

Martedì, 23 Settembre 2014 00:00

REPUBBLICA BUROCRATICA UCCISA DALLA CARTA

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Storia di ordinaria burocrazia italiana 

 

Festa grande all'annuncio che la ditta aveva vinto la garad'appalto! La MALEDETTOQUELGIORNO S.R.L. finalmente coronava il proprio sogno ed iniziava a lavorare per lo Stato Italiano. Una commessa da 1.000.000 di €uro e lavoro garantito per un anno. Un anno passa in fretta e il lavoro viene terminato, collaudato e fatturato. L'Azienda si è "tirata il collo" perché gli operai vanno pagati ogni mese, i fornitori pure ma per fortuna la banca anticipa l'80% della fattura e il lavoro può proseguire abbastanza tranquillamente. Certo la banca si prenderà una fettina degli 800.000 €uri anticipati per i sei mesi fino al pagamento ma era già calcolato nel costo che 30.000 €uro dovevano finire così! Quello che non era previsto (ingenui!) era che dopo sei mesi lo Stato non avrebbe pagato. Perché lo Stato Italiano è un pessimo pagatore. Implacabile in caso di ritardo di un giorno quando deve "acchiappare", se la prende stracomoda quando deve pagare qualcuno. E così dopo i primi sei mesi furono costretti a tornare in banca a chiedere una proroga sul prestito. Trattandosi di uno sconfinamento imprevisto il tasso d'interesse era aumentato e i successivi sei mesi costarono non più 30.000 ma ben 42.000 €uroLa raccolta delle cartacce da presentare durò mesi e altri 10.000 €uro ma il traguardo era ormai vicino!  Nel frattempo, ormai allo stremo della liquidità, avevano anche fatto debiti con l'INPS e con l'Agenzia delle Entrate: non erano riusciti a pagare l'IVA e i contributi dei dipendenti. "Appena arrivano i quattrini paghiamo gli arretrati, un po' di mora, un po' di sanzioni e ci sistemiamo!" Ma non avevano fatto i conti con una delle trappole inventate dal "Governo dei Professori " per ammazzare definitivamente  l'economia italiana: l'Art. 13-ter/ Legge 7 Agosto 2012 N. 134 inserita (tanto per prenderci per il culo) nel Decreto Sviluppo  Ma cosa dice questa legge infame? Che se qualcuno paga una fattura ad una Ditta che ha debiti con INPS e Agenzia delle Entrate ne diventa complice e può essere chiamato a rispondere "in solido" in caso di azioni di recupero del credito da parte dello Stato! In altre parole un comodo alibi per non pagare proprio chi, essendo in difficoltà, ne ha maggiormente bisogno!Grazie a questo effetto di "cane che si morde la coda" la storia finisce male! La MALEDETTOQUELGIORNO S.R.L fallisce. Affogata in un mare di debiti, quella che era una solida Azienda finisce all'asta e viene smembrata pezzo a pezzo. Il portafoglio clienti e la tecnologia viene rilevata da un'Azienda tedesca che immediatamente apre una filale nella Repubblica Ceca. I dipendenti  prima sono stati cassintegrati poi sono rimasti a spasso senza lo straccio di un lavoro. Hanno occupato la fabbrica ormai vuota e chiedono a gran voce che i responsabili delle loro disgrazie provvedano a rimediare ai danni provocati da una legge inutile, dannosa e idiota. Il Titolare della MALEDETTOQUELGIORNO S.R.Linvece ha scelto un'altra strada: ha tirato fuori il suo fucile da cacciatore di selezione e, appostato in una villa a un "tiro di schioppo" da Palazzo Chigi, sta aspettando l'occasione buona.AUGURI!!! E ci raccomandiamo...mano ferma!

Giovedì, 26 Settembre 2013 11:04

LA REPUBBLICA DELLE TASSE - La tassa più sporca

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La tassa più sporca? Ovviamente è quella sulla "monnezza"  Paghiamo ai Comuni una tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani ma a loro non basta mai! Infatti, con un piccolo imbroglio legislativo, hanno aumentato la tassa del 20% semplicemente cambiando il nome!

 

Non più “tassa” ma “servizio”.  E, come servizio, viene sottoposto al pagamento dell'IVA. 10% in più per i privati, 21% in più per le imprese. Tutti eravamo abituati a considerare i rifiuti (lo dice la parola) uno spreco ed un costo accessorio dei beni che consumiamo. Siamo proprio ingenui! Per i vampiri che vivono succhiando il nostro sangue i rifiuti non sono spreco ma valore aggiunto. Secondo loro l'IVA è la tassa su misura per la “monnezza” : Imposta sul Valore Aggiunto.

 

Domenica, 29 Settembre 2013 20:00

BLOODY MARY all'italiana.

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C'era una volta il Bloody Mary e basta ma oggi ogni barman che si rispetti propone una propria variante di un cocktail classico come questo. Il cocktail nasce a New York nel 1939 ad opera del barman francese George Jessel.

 

Inizialmente era solo da una miscela 50-50 di succo di pomodoro e vodka. Nel tempo sono stati aggiunti ingredienti e aromi come la Salsa Worcester, Tabasco, pepe nero o pepe di cajenna, consommé, rafano, limone per giungere alla ricetta odierna. La versione che vi proponiamo rifiuta tutti questi ingredienti, a partire dal succo di pomodoro pastorizzato contenuto in bottiglia, e da tutti quegli aromi che poco si accordano col gusto italiano. Il succo rosso viene ottenuto centrifugando o frullando dei pomodori freschi e maturi. Se viene usato il frullatore è necessario passare tutto al setaccio per eliminare le bucce. Usando la centrifuga si ottiene direttamente il risultato desiderato.

  • INGREDIENTI PER DUE DOSI
  • 3-4 pomodori ben maturi - vedi foto
  • 1 fetta di limone
  • 1 rametto di basilico (più uno per la guarnizione del calice)
  • 1 bicchierino di vodka ghiacciata a testa
  • 1 cucchiaino di infuso di peperoncino (vedi descrizione) (*)
  • 1 cucchiaino di sale da cucina
  • I pomodori vengono tagliati, salati e centrifugati (o frullati) insieme alla fetta di limone e al rametto di basilico. (*) (l'infuso di peperoncino si ottiene mettendo 50 g di piccoli peperoncini di Soverato in una bottiglia o in un vasetto con 250 g di Vodka) Prestare la massima attenzione al dosaggio di questo ingrediente. In certi casi il cucchiaino consigliato può portare ad un cocktail che ustiona la bocca! Nella foto a fianco si nota l'effetto emulsionante della centrifuga che fa galleggiare il pomodoro sopra la Vodka. Usando un frullatore succederebbe l'inverso perché il pomodoro è più pesante della Vodka. Aggiungere del ghiaccio in cubetti e mescolare direttamente nel bicchiere.
Mercoledì, 16 Ottobre 2013 20:00

PICCOLE GUERRE D'ITALIA

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Non si capisce il presente, non si progetta il futuro se non si conosce il proprio passato. Un detto sempre più dimenticato dagli Italiani. Il modo di essere, di vivere, di mettersi in relazione con altri popoli non nasce da un giorno all'altro ma è frutto di anni, decenni, secoli di storia e di trasformazioni sociali. 

PICCOLE GUERRE D'ITALIA

Una caratteristica tipica

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Mercoledì, 23 Ottobre 2013 20:00

PARADISO GARANTITO PER CONTRATTO

Scritto da
 
Venerdì, 01 Novembre 2013 17:36

L'OCCASIONE PERSA

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Affrontare la vita di tutti giorni, può risultare frustante alle volte. Ancora di più quando si ha alle spalle un lavoro che non ti soddisfa. Fu ciò che mi capitò per due mesi.
Accettai un lavoro per un progetto in cui dovevo passare le giornate davanti al computer a
catalogare file, rinominare fotografie e scrivere dei dati su un foglio di Excel,
...
Giovedì, 14 Novembre 2013 09:11

ALIENATI

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Basta entrare in un ascensore affollato o prendere "la Metro" a Milano per capire che smartphone e tablet hanno una funzione fondamentale e inconfessata:

ALIENATIquella disuperare l'imbarazzo di stare in un luogo pieno di gente e non sapere dove guardare. Siamo incapaci di avere rapporti sinceri coi nostri simili e così, curvi sui nostri schermi

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Giovedì, 14 Novembre 2013 17:23

APOLOGIA DEL SUICIDIO

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Un uomo deve morire con dignità quando non gli è più possibile vivere con dignità.
 APOLOGIA DEL SUICIDIO
La morte che sopravviene nelle circostanze più disprezzabili, la morte che non è libera scelta, la morte che arriva al momento sbagliato, è la morte di un codardo. Noi non abbiamo il potere per prevenire la nostra stessa nascita, ma questo errore, perché a volte è un

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