Effemeridi

Acquario
Sole in Acquario
0 gradi
Ariete
Luna in Ariete
2 gradi
Luna Crescente
Luna Crescente
di 5 giorni
Powered by Saxum
Giovedì, 24 Luglio 2014 20:00

IL VINO. POESIA O MATEMATICA?

Scritto da

Facendo la spesa capita a tutti di trovarsi davanti ad offerte di vini che costano meno della Coca Cola. E sorge spontanea la domanda: "si può sapere quanto costa fare il vino?" IL VINO. POESIA O MATEMATICA?

E' un conto facile facile che ognuno può farsi da solo. Prendete un Kg di uva e spremetela con lo schiacciapatate. Se non ne avete uno, perché usate il purè in scatola, pe

...
Giovedì, 24 Luglio 2014 20:00

VIVO O MORTO? PARLIAMO DEL VINO

Scritto da

Raramente se ne parla ma è giusto sapere che esistono due tipi di vino: vino vivo e vino morto. Chi sta scrivendo preferisce quello vivo pur ammettendo che non necessariamente questo è migliore o più buono di quello morto.

VIVO O MORTO? PARLIAMO DEL VINO

Sono semplicemente due cose diverse. Tra i due tipi di vino c'è la stessa differenza esistente fra il latte fresco e quello a

...
Giovedì, 24 Luglio 2014 20:00

DATEMI UN VINO ONESTO

Scritto da

Datemi un vino onesto... dice il titolo. Che sia anche pieno di tutte le porcherie elencate nella foto sopra ma che almeno abbiano la faccia di scriverlo sull'etichetta!

DATEMI UN VINO ONESTO

Sarebbe facile saperlo se la legislazione sull'etichettatura del vino fosse simile a quella di TUTTI gli altri alimenti. Sfortunatamente non lo è, per cui nel vino si può cacciar d

...
Mercoledì, 24 Giugno 2015 00:00

JANNACCI A RICHIESTA

Scritto da

 

Ci è stata richiesta una canzone dello "Jannacci prima maniera" che raccontava la vita e le storie semplici della sua Milano. Questa narra la storia di un amore nato all'uscita della fabbrica e finito alla fiera di Rogoredo... Traduzione per i non milanesi

  • Quest ca sunt dré a cüntavv, l'è 'na storia vera,
  • de vün che l'è mai stà bún de de di de no
  • I s'era conossü visin la Breda,
  • lee l'era d' Ruguréd e lü... su no!
  • Questa che vi sto raccontando è una storia vera,
  • di uno che non è mai stato capace di dire di no;
  • Si erano conosciuti vicino alla Breda,
  • lei era di Rogoredo e lui... non so!
   
  • Un dì lü l'era menada a vidè la Fera,
  • la gh'eva un vestidin color trasú;
  • disse: "vorrei un krapfen... non ho moneta"
  • "Pronti!" El gh'ha dà dés chili... e l'ha vista pü!
  • Un giorno l'aveva portata a veder la fiera
  • lei aveva un vestitino color vomito,
  • gli disse: “vorrei un krapfen... non ho moneta”
  • “Pronti!” le ha dato 10.000 £ e non l'ha vista più!
.  
  • Andava a Rogoredo, cercava i suoi danée;
  • girava per Rogoredo e vosava come un strascée:
  • "No, no, no no, non mi lasciar
  • “No, no, no no, non mi lasciar, mai, mai, mai!"
  • Andava a Rogoredo a cercare i suoi quattrini
  • girava per Rogoredo e urlava come uno stracciaio
  • "No, no, no no, non mi lasciar,
  • “No, no, no no, non mi lasciar, mai, mai, mai!"
   
  • Triste è un mattin d'Aprile senza l'amore!
  • Gh'era vegnü anca in ment d'andà a 'negass
  • là dove el Navili l'è pussé negher,
  • dove i barcún i poeden no 'rivà..
  • Triste è un mattino d'Aprile senza l'amore!
  • Gli era venuto anche in mente di annegarsi
  • là dove il Naviglio è più nero (profondo)
  • dove anche i barconi non arrivano
   
  • E l'era bel fermott de giamò un quart d'ura,
  • e l'era passà anca el temp d'andà a timbrà:
  • "...mi credi che d'massàmm, ghe poeuss pensar süra,
  • 'dess voo a to' i mè dés chili... poi si vedrà!"
  • Ed era li immobile da un quarto d'ora
  • era passata anche l'ora di timbrare (il cartellino)
  • "...credo che di ammazzarmi posso pensarci sopra,
  • adesso vado a cercare il mio “deca” poi si vedrà!"
   
  • Andava a Rogoredo, cercava i sò danée;
  • girava per Rogoredo e vosava come un strascée:
  • "No, no, no no, non mi lasciar,
  • “No, no, no no, non mi lasciar, mai, mai, mai!"
  • Andava a Rogoredo a cercare i suoi quattrini
  • girava per Rogoredo e urlava come uno stracciaio
  • "No, no, no no, non mi lasciar,
  • “No, no, no no, non mi lasciar, mai, mai, mai!"

 

 

Domenica, 28 Settembre 2014 00:00

LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI

Scritto da

Per i credenti fu un grande miracolo, per i non credenti, gli atei e gli agnostici è una barzelletta che fa ridere da 2.000 anni e più.

 

Ma non tutti ridono: le banche hanno preso esempio da Gesù Cristo e ripetono il "miracolo" ogni giorno. Vediamo di capire dove sta il trucco:
Considerate il caso ipotetico di una piccola città con una sola banca .
Vendi la tua casa per 100.000 Euro e li depositi sul tuo conto corrente.
La banca è autorizzata legalmente a prestare il 90% di questa somma e concede un mutuo di 90.000 Euro al Sig Bianchi per acquistare la casa del Sig. Neri. La banca incasserà dal Sig Bianchi sia il capitale su questo prestito che l'interesse. Si supponga che il tasso di interesse medio sia del 6,25%.
In 30 anni il Sig. Bianchi darà alla banca 199,490 Euro.
Il Sig. Neri ora deposita i 90.000 Euro sul suo conto corrente presso l'unica banca cittadina che potrà legalmente prestare 81.000 Euro (il 90% di 90.000) che in 30 anni diventeranno 179.541
Il processo continua fino a quando la banca avrà "prestato" 900.000 €, (che non aveva e che non ha) sul quale raccoglierà 900.000 € in capitale e 985.410 € di interessi , per un totale di 1885,41 Euro.
Tutto partendo dai 100.000 € che tu hai versato e tenuto sul tuo C/C per 30 anni.
In questo periodo la banca ti avrà dato (se va bene) 35.000 € di interesse incassandone 985.000 con un utile netto di 950.000 €.
Creati dal nulla... perché i 100.000 iniziali non erano suoi ma i 950.000 € netti finali sono suoi.
Creati dal nulla perché, avendo in cassa solo i tuoi 100.000 €, ne ha prestati ben 900.000.
E senza correre rischi perché i mutui erano garantiti da ipoteche.
Per 30 anni la banca è stata l'effettiva proprietaria dei beni ipotecati e, se qualche mutuo non è stato rimborsato, ne è diventata anche la definitiva proprietaria.

La cosa strana e che, nel caso di Gesù, bisogna credere ai miracoli mentre nel caso delle banche è tutto perfettamente normale e credibile! 

Venerdì, 04 Luglio 2014 21:27

Il grande ubriacone

Scritto da

Il più grande ubriacone - dopo l'uomo - è il Ptilocerco dalla coda piumata della Malesia, iPtilocercus lowii.


E' un animale delle dimensioni di un topo con la coda a forma di penna d'oca, passa le sue notti a scolarsi l'equivalente di nove whisky (o cinque pinte di birra ).
La sua dieta base è il nettare dei fiori della palma Bertram, che fermenta a causa di lieviti naturali contenuti nei suoi fiori.
Il nettare dell palma Bertram è il più alcolico fra gli alimenti naturali con circa il 4% di alcool - più o meno come una buona birra - e il ptilocerco passa una media di due ore per notte a svuotare i calici dei fiori.
L'analisi del sangue del ptilocerco ha rivelato livelli di alcol che sarebbero pericolose per la maggior parte dei mammiferi, ma lui non si ubriaca mai.
Se così fosse, la specie si sarebbe già estinta da un pezzo.
Già essere piccoli e indifesi porta ad una vita difficile, ma essendo piccoli, indifesi e permanentemente confusi dall'alcool sarebbe stato fatale.
Il ptilocerco ha in qualche modo evoluto un antidoto per abbattere l'alcool senza restarne intossicato, e può anche avere beneficiato del cosiddetto "effetto aperitivo".
Già osservato negli esseri umani, è il fatto che l'alcol stimola l'appetito, e spinge a mangiare di più.
Con un maggiore apporto calorico l'animale ha più energia e più probabilità di sopravvivere.
Sembra strano ma Il ptilocerco e l'uomo hanno avuto un antenato in comune che visse tra i 55 ei 80 milioni di anni fa.
E' questo il motivo degli studi sul ptilocerco: Si cerca di capire perché gli piace tanto l'alcool ma, a differenza dell'uomo, non si ubriaca mai.
Studiosi di una Università tedesca ipotizzano che la passione per gli alcoolici possa essere stata ereditata dal nostro passato pre-umano.

La prima notizia di esseri umani che bevono alcool risale a 9000 anni fa, quando la birra fu inventata in Mesopotamia.
La più antica opera di letteratura - 4.000 anni - L'Epopea di Gilgamesh - racconta che Shamhat, una prostituta del tempio, "addomestica" Enkidu, un uomo selvaggio peloso allevato dagli animali, tenendolo nel suo letto per una settimana e "addomesticandolo" con sette barili di birra.
Col risultato che Enkidu comincia a lavarsi, indossare vestiti e abbandona i suoi ex amici animali.
La birra gli aveva "donato la la saggezza".

Martedì, 24 Giugno 2014 11:33

LO SAPEVI CHE...

Scritto da

...se vuoi fare qualcosa di utile per l'ambiente devi eliminare il tuo cane?

Un cane di medie dimensioni può avere lo stesso impatto ambientale di una grossa automobile.
Un cane di grosse dimensioni, come un pastore tedesco, ha circa la stessa "impronta ecologica" di due Toyota Landcruiser. Questo accade perché mangiano tanta carne.
L'impronta ecologica è la quantità di risorse che è ogni attività umana consuma.
Che vi piaccia o no, che ci crediate o no, i valori delle "impronte ecologiche" dell'umanità sono calcolate dalle Nazioni Unite,

Ci vogliono 43 metri quadrati di suolo per produrre 1 chilogrammo di pollo (e molto di più per altri tipi di carne), ma solo 13 metri quadrati per 1 chilo di cereali.
Immaginiamo un Landcruiser alimentato a biodisel per 10 mila chilometri l'anno: questo avrebbe un eco-footprint, una "impronta ecologica" di 0,41 ettari. 
Per alimentare un cane di medie dimensioni servono 0,84 ettari mentre per i cani di grossa taglia, come i pastori tedeschi, si va fino a 1,1 ettari.
I gatti hanno circa la stessa impronta ecologica di una Volkswagen Golf.
Possedere due criceti ha circa lo stesso impatto di un televisore al plasma.

Per alimentare tutti i cani e i gatti presenti negli Stati Uniti serve un territorio coltivato grande come la Germania. Se non siete convinti, se non ci credete, non prendetevela con chi scrive ma con gli ambientalisti delle Nazioni Unite. Pagati da noi con le nostre tasse.

 

 

Pagina 11 di 11