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Giovedì, 19 Maggio 2016 09:18

L'HITLER CHE NON TI RACCONTANO

Premessa: in questo scritto non c'è la minima intenzione  di emettere giudizi morali o politici sul nazismo ma solo di raccontare fatti storici dei quali non parla mai nessuno... ma che restano comunque certi, documentati e indiscutibili.
Dopo la prima guerra mondiale la Germania fu costretta a ripagare le spese di guerra e il paese, pochi anni prima il più ricco d'Europa, precipitò nella miseria. Fu il periodo ricordato come Repubblica di Weimar che gli economisti citano come esempio da manuale di quello che può andare storto quando i governi hanno il potere illimitato di stampare denaro. Questo è ciò che citano ma come spesso accade è solo una mezza verità. La mezza verità che fa comodo ai signori del denaro e dell'interesse usuraio. L'iperinflazione portò alla follia di stampare banconote come quelle sotto che pagavano si e no una cena familiare.Dopo 12 anni di questa situazione il popolo tedesco era in condizioni così disperate che nel '33 fu facile cedere il controllo del paese a un dittatore, dando ad Adolf Hitler il controllo totale sullo stato, la politica e sull'economia tedesca. Una situazione economica simile l'aveva affrontata  Abramo Lincoln dopo la guerra di secessione americana. Come Lincoln, Hitler si trovò a un bivio: sottostare alla schiavitù del debito usuraio internazionale o creare una propria moneta. Come Lincoln, anche Hitler scelse la seconda soluzione e, come Lincoln, fece poi una brutta fine.
Hitler sosteneva che: "Il bisogno aiuta gli esseri umani a vedere più chiaramente e perciò ha messo il popolo tedesco in grado di aprire gli occhi. Sotto la costrizione di questa necessità in primo luogo ci siamo resi conto che prima del capitale c'è una cosa ancora più essenziale per una nazione: la sua capacità di lavorare e di produrre. Non servono riserve in oro e valuta estera se c'è un'industria ben pianificata ed efficienza nelle risorse umane. E nel sistema produttivo nazionale tedesco questi due fattori esistono."
A quel punto il governo tedesco decise di emettere moneta e assumere il controllo del credito. Un milione di nuovi marchi di Credito dello Stato furono emessi per finanziare opere pubbliche. I progetti previsti per il finanziamento andavano dal controllo delle inondazioni, riparazione di edifici pubblici e residenze private, costruzione di nuovi edifici, strade, ponti, canali, strutture portuali a quella che, nel mondo, era la più lunga autostrada dell'epoca.
I banchieri profetizzarono un rapido fallimento  ma la profezia si rivelò completamente sbagliata: in quattro anni la Germania raggiunse la piena occupazione e divenne la più efficiente potenza produttiva del mondo.
Tutto questo sotto gli occhi preoccupati del mondo finanziario internazionale. Entro due anni , il problema della disoccupazione era stato in gran parte risolto, il paese aveva una moneta stabile ed era di nuovo in piedi.
In quel momento, dopo la crisi del '29, milioni di persone negli Stati Uniti e in altri paesi occidentali erano ancora senza lavoro e vivevano nella miseria.
La Germania fu sottoposta a boicottaggi e ad un embargo perché la sua moneta “non era ben vista” ma riuscì a ripristinare il commercio estero utilizzando un sistema di baratto: beni e servizi venivano scambiati direttamente con gli altri paesi, aggirando le banche internazionali, senza creare debito, senza movimento di capitali e senza deficit commerciale.
I nazisti erano arrivati al potere nel 1933 con l'economia al collasso totale, con i debiti di guerra da pagare e nessuna prospettiva di investimenti o di crediti  esteri. Ma nel giro di quattro anni, attraverso una politica monetaria indipendente e di credito sovrano, ottenne la piena occupazione. In soli quattro anni il Terzo Reich era riuscito a trasformare la Germania in bancarotta nella più forte economia d'Europa!
Per pagare i costi della guerra di secessione anche Abramo Lincoln aveva scelto la strada di emettere moneta di carta, garantita dallo stato e non vincolata al valore dell'oro, per non sottostare al ricatto e all'usura delle banche inglesi.
L'esperimento stava dando i suoi frutti quando Lincoln fu ucciso. Settantacinque anni dopo la Germania di Hitler ci riprovò con successo e sappiamo come è finita. Cent'anni dopo anche Kennedy provò a fare qualcosa di simile e fece la stessa fine... Evidentemente a qualcuno questi stati che si stampano la propria propria moneta non vanno proprio giù!
Si racconta che nel 1936 Winston Churchill abbia detto al generale USA Robert E. Wood : "La Germania sta diventando troppo forte e dobbiamo distruggerla"... Poi,nel primo dopoguerra, scriveva a Lord Robert Boothby: ”Il crimine imperdonabile della Germania di Hitler è stato il suo tentativo di staccare la sua potenza economica dal sistema commerciale internazionale e di creare il proprio meccanismo di scambio impedendo al mondo finanziaro la possibilità di profitto”... Il successo economico della Germania era, per la finanza internazionale, un fenomeno da ostacolare ad ogni costo prima che "l'epidemia" si diffondesse. Il successo era stato mostrato al mondo in occasione delle Olimpiadi del 1938 ed è tutt'ora un fenomeno economico senza precedenti nella storia: La Germania finanziò per 12 anni l'economia interna e 6 anni di guerra senza oro e senza debito  e ci vollero tutto il mondo capitalista e e quello comunista messi insieme per distruggere il potere tedesco e riportare la Germania sotto il tallone dei banchieri. Questa storia non compare in nessun libro di testo delle scuole odierne. Ciò che appare nei libri di testo moderni è l'inflazione disastrosa della Repubblica di Weimar per giustificare l'ascesa del nazismo. Ma nulla si dice dei successi delle politiche economiche naziste. La scusa è che il nazismo - il male assoluto - è un periodo da dimenticare e guai a evidenziarne i lati positivi!

Ancora una volta  la storia è scritta dai vincitori che ti raccontano solo la parte di verità che fa comodo ai signori del denaro e dell'usura bancaria! 

Pubblicato in RACCOLTA
Venerdì, 25 Marzo 2016 09:12

IL DEBITO CHE NON C'E'

Una volta lo stato faceva debiti solo in circostane eccezionali: calamità naturali, guerre, grandi opere pubbliche... in ogni caso mai si sarebbe pensato di far debiti per acquistare carta stampata travestita da moneta.
I suoi quattrini lo Stato se li stampava da solo senza intermediari... come la banconota sottostante che fu l'ultima appartenente allo Stato Italiano e, pertanto, a noi tutti... ai cittadini italiani.
L'ultima banconota "nostra" perché da quel momento le banconote italiane furono emesse da un Istituto Bancario appartenente a un pool di banche private che, per non dare nell'occhio, si chiamava Banca d'Italia.
Da quel momento lo stato iniziò a farsi prestare soldi pagando fior di interessi. Mentre prima l'unico costo era quello, insignificante, della carta e della tipografia.
Erano i primi anni '80 e l'Italia, uscita stremata da una guerra disastrosa,  aveva "rimesso insieme i cocci" riuscendo a raggiungere un periodo di boom economico che aveva stupito il mondo. E riuscendo a indebitarsi solo di una cifra pari a 115 miliardi degli attuali €uro.
Oggi i miliardi di debito sono 2.272 pari a oltre il 130% del PIL nazionale.
Le spiegazioni che vengono date al fenomeno sono le più disparate e fantasiose, per il "popolo bruto" la più gettonata è il costo della politica, per altri l'evasione fiscale, per altri ancora il costo esagerato di uno stato burocrate e sprecone.
Hanno ragione un po' tutti ma ancora più ragione hanno quei pochi che, dopo essersi fatti quattro conticini, hanno scoperto la verità: dal 1982 a oggi abbiamo pagato oltre 3.500 milioni di interessi sul debito pubblico. Per cui il debito pubblico attuale è costituito ESCLUSIVAMENTE dagli interessi pagati dallo stato alle banche per farsi prestare quei quattrini che, fino agli anni '80, venivano stampati A COSTO ZERO!

Meditate gente... meditate! 

Pubblicato in RACCOLTA