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Lunedì, 16 Maggio 2016 09:50

VEDIAMO IL BLUFF

“Fatte er nome, poi fai qello che te pare!” recita un antico detto romano.
Detto che i tedeschi di “Crande Cermania” hanno fatto proprio e che è diventato il loro abituale “modus operandi”.
Ma i crucchi non sono così virtuosi come vorrebbero far credere.
Ma i crucchi non stanno così bene in salute come i mercati e lo spread cercano di dimostrare.
Perché i crucchi imbrogliano sui conti e nascondono sotto il tappeto l'immondizia dei loro conti truccati.
Qualche esempio? Il debito pubblico. Il loro debito pubblico “ufficiale” è il terzo del mondo dopo USA e Giappone.
Quasi 2.200 miliardi di €uro. Oltre l'85% del loro prodotto interno lordo annuo (PIL).
Quando l'Italia è al 130% circa. Ma questa differenza è apparente perché i crucchi sono autorizzati a truccare i conti.
L'Italia ha una specie di Banca pubblica (Cassa depositi e prestiti) i cui debiti sono conteggiati nel debito pubblico nazionale.
La Germania ha lo stesso tipo di banca (Kreditanstalt für Wiederaufbau – KfW -) che ha debiti per oltre 650 milioni di €uro che, stranamente, non sono conteggiati nel debito pubblico tedesco.
Se lo fossero, come in tutte le altre nazioni europee, il debito schizzerebbe a un molto meno virtuoso 110% rispetto al proprio PIL.
Ma è solo l'inizio. Fra le banche di tutto il mondo, Deutsche Bank è la banca che ha “in pancia” la maggior quantità di titoli derivati: 55.650 miliardi di €uro pari a 21 anni di PIL tedesco attuale e di 33 anni di PIL italiano.
Di questi (dicono gli esperti) almeno 1.000 miliardi di titoli sicuramente “tossici”... più o men carta straccia.  
Se la Germania dovesse correre in aiuto alla SUA banca il suo debito salirebbe a percentuali italogreche rispetto al suo PIL.
Circa il 133%. In prospettiva futura la situazione tedesca è drammaticamente peggiore di quella italiana.
Uno studio (tedesco, non italiano!) dell'Università di Friburgo ha certificato che nel tempo la Germania starà sempre peggio rispetto alla nostra “Italietta”.
Il Prof. Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie all’Università di Friburgo, guarda i debiti pubblici dell'area €uro attuali dividendoli fra “ESPLICITI” (i titoli di debito pubblico emessi) e "IMPLICITI"
"IMPLICITI" sono i debiti futuri, conseguente all'invecchiamento della popolazione ed al conseguente maggior costo per pensioni e assistenza sanitaria.  
E qui - chi l'avrebbe mai detto!  - l'Italia risulta di gran lunga lo stato più virtuoso dell'area €uro e fra i primi al mondo.
I valori riportati in tabella sono riferiti all'anno 2011 ma le proporzioni sono rimaste sostanzialmente invariate
Il buon professore, per carità di patria, si guarda bene dal citare i trucchi contabili e tutti i vari rischi del "sistema Germania” altrimenti il debito totale tedesco sarebbe nell'ordine del 250% del PIL!
Come si evince dalla tabella, in prospettiva futura la nostra “Italietta” starà molto meglio di tutte le nazioni dell'area €uro.
Perché dunque sottostare alle imposizioni di austerity imposte da questa Europa “germanocentrica” ?
Perché non fanno loro politiche di austerity senza imporre a noi le misure recessive che ci stanno dissanguando e mettendo in ginocchio?
La risposta è facile: perché non abbiamo una classe politica all'altezza della situazione.
La differenza fra Germania e Italia è semplicemente questa: La Germania perde sempre le guerre ma vince sempre la pace.
Noi siamo capaci a volte di vincere la guerra e di perdere poi la pace che ne segue.
Ma siamo in una situazione in cui l'Italia ha tante carte favorevoli da giocarsi:

    1 – Risparmi privati di oltre 4 volte il debito pubblico (oltre 8.000 miliardi- dati Bankitalia)
    2 – Ricchezza pubblica in immobili, partecipazioni societarie, scorte auree (3.000 mld)
    3 – Il debito pubblico di oltre 2.000 miliardi (ma "coperto" da un patrimonio di 3.000 mld)

Non ridete! Non siamo impazziti! Un debito di questa entità è un'arma micidiale perché, per un debito  piccolo, la preoccupazione è del debitore; ma se il debito è troppo grande sono i creditori a doversi preoccupare!
Ci manca solo una classe politica che prenda coscienza di questi nostri punti di forza, che vada in Europa e giochi la “partita della vita” andando a vedere il bluff degli Anglo-franco-tedeschi.
ALL IN!!!... e il piatto è nostro! 

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Mercoledì, 30 Marzo 2016 07:37

COME SCHIAVIZZARE UNA NAZIONE

Ci sono tre modi per conquistare e schiavizzare una nazione:

con la spada,

 

 


con la religione

 

 


con il debito.

 

Conquistare con la spada è il modo più costoso perché la nazione conquistata tende a ribellarsi ed è necessario un continuo sforzo militare per tenerla a freno.
La conquista con la religione dura finché le menti più aperte mettono in discussione i dogmi, “scoprono il trucco” e l'incastellatura comincia a scricchiolare...
Conquistare col debito è il modo più difficile da contrastare.
Accade così silenziosamente e insidiosamente che i conquistati non riescono ad accorgersi di avere dei nuovi padroni.
In superficie, nulla è cambiato. Il paese, semplicemente, ha cambiato gestione.
La ricchezza viene “risucchiata” sotto forma di interessi sui debiti e con tasse che la gente crede che di pagare in cambio di  servizi.
Di volta in volta, i nuovi padroni si mascherano da "amici", “benefattori” , “protettori”, "rappresentanti", "leaders"...

Senza che i conquistati se ne rendano conto le leggi cambiano (oggi una delle giustificazioni più usate è "LO VUOLE L'EUROPA ) diventando strumenti per trasferire ricchezza dalle loro tasche a quelle dei “nuovi padroni”
Questa è la conquista mediante il debito.
Quando vi propongono un iPhone7 o un Samsung Galaxy senza sborsare 1.000 Euro ma a rate comprese nel canone… sappiate che, anche questo, fa parte della strategia!

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Venerdì, 25 Marzo 2016 09:12

IL DEBITO CHE NON C'E'

Una volta lo stato faceva debiti solo in circostane eccezionali: calamità naturali, guerre, grandi opere pubbliche... in ogni caso mai si sarebbe pensato di far debiti per acquistare carta stampata travestita da moneta.
I suoi quattrini lo Stato se li stampava da solo senza intermediari... come la banconota sottostante che fu l'ultima appartenente allo Stato Italiano e, pertanto, a noi tutti... ai cittadini italiani.
L'ultima banconota "nostra" perché da quel momento le banconote italiane furono emesse da un Istituto Bancario appartenente a un pool di banche private che, per non dare nell'occhio, si chiamava Banca d'Italia.
Da quel momento lo stato iniziò a farsi prestare soldi pagando fior di interessi. Mentre prima l'unico costo era quello, insignificante, della carta e della tipografia.
Erano i primi anni '80 e l'Italia, uscita stremata da una guerra disastrosa,  aveva "rimesso insieme i cocci" riuscendo a raggiungere un periodo di boom economico che aveva stupito il mondo. E riuscendo a indebitarsi solo di una cifra pari a 115 miliardi degli attuali €uro.
Oggi i miliardi di debito sono 2.272 pari a oltre il 130% del PIL nazionale.
Le spiegazioni che vengono date al fenomeno sono le più disparate e fantasiose, per il "popolo bruto" la più gettonata è il costo della politica, per altri l'evasione fiscale, per altri ancora il costo esagerato di uno stato burocrate e sprecone.
Hanno ragione un po' tutti ma ancora più ragione hanno quei pochi che, dopo essersi fatti quattro conticini, hanno scoperto la verità: dal 1982 a oggi abbiamo pagato oltre 3.500 miliardi di interessi sul debito pubblico. Per cui il debito pubblico attuale è costituito ESCLUSIVAMENTE dagli interessi pagati dallo stato alle banche per farsi prestare quei quattrini che, fino agli anni '80, venivano stampati A COSTO ZERO!

Meditate gente... meditate! 

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Venerdì, 30 Gennaio 2015 12:36

LA FUGA DEI CAPITALI

L'esportazione illegale di capitali non è un fenomeno nuovo per il nostro Paese.

Prima, durante e dopo l'ultima guerra mondiale vi fu una fuga in massa di capitali che venivano “messi al sicuro” in banche estere. Una delle motivazioni principali, nell'immediato dopoguerra, era il terrore di finire sotto una dittatura comunista. Ecco cosa pensava del fenomeno un grande economista e primo presidente (eletto) della neonata Repubblica Italiana: Luigi Einaudi

"Gli esportatori illegali di capitale sono dei benefattori della Patria, perché i capitali scappano quando i governi dissennati e spendaccio­ni li dilapidano, e allora, portandoli altro­ve, li salvano dallo scempio e li preservano per una futura utilizzazione, quando sarà tornato il buon senso..."

Meditate, gente... meditate! 

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Martedì, 09 Dicembre 2014 12:33

ACCADDE A CIPRO MA... occhio ai risparmi!

La confisca dei fondi dei depositanti a Cipro è stata definita la "nuova normalità". Stanno apparendo in diversi paesi strategie per sottrarre al fallimento banche TBTF* mediante la trasformazione in capitale della banca dei fondi dei "creditori chirografari". Compresi i depositanti ordinari.
ACCADDE A CIPRO MA....                     
I derivati hanno lo status di "super-priorità" in caso di rischio di fallimento. L'onda d'urto ha fatto il giro per il mondo, quando il FMI, la UE e la BCE  hanno non solo approvato ma comandato la confisca dei fondi depositati in due banche in fallimento a Cipro. Mettere le mani nei conti correnti è un salto di qualità rispetto ai normali salvataggi.
Quando i governi non sono più disposti a usare i soldi dei contribuenti per salvare le banche, che si sono “giocate” il capitale in speculazioni sbagliate, queste sono ora autorizzate a "ricapitalizzare" trasformando il debito in azioni, o fondi.
Fra i "creditori" che non verranno pagati sono inclusi i depositanti che hanno messo i loro soldi in banca pensando che fosse il luogo più sicuro per proteggere i propri risparmi.
Invece di lasciar fallire le banche per salvare i loro clienti, i clienti saranno mandati in fallimento per salvare le banche!  
Perché i derivati minacciano il vostro conto bancario? Nel caso di un crollo del mercato dei titoli derivati​​, può essere che non rimanga nessuna garanzia per i creditori che teoricamente dovrebbero essere privilegiati.
La politica, già folle di per se, di proteggere a tutti i costi le strutture economiche TBTF * si sta espandendo al mercato dei titoli derivati. Quei titoli che erano nati per assicurarsi contro il rischio di perdite sono oggi diventati la causa prima di questo rischio per l'intero sistema bancario.
Il rischio che in caso di default del sistema “titoli derivati” questi vengano considerati privilegiati rispetto ad altri creditori, depositanti compresi, è estremamente reale.
Se pensate che quello che è accaduto a Cipro non succederà altrove, è meglio che ci ripensiate! Le politiche economiche nella CEE, in USA, UK, Canada, Australia e altri paesi stanno andando in quel senso. Ricordatevi che in questi casi qualcuno paga sempre! Sarete voi? Se avete dei risparmi depositati in banca...la risposta è si!

TBTF = too big to fail = troppo grandi per fallire

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"Vile, tu uccidi un uomo morto!" disse il moribondo Franceso Ferrucci a Maramaldo che lo stava finendo con una pugnalata.Oggi si dice anche "è come sparare sulla Croce Rossa" e lo si fa parlando di azioni vigliacche verso esseri indifesi che non possone né reagire né fuggire. Due frasi fatte su misura per le tasse più infami e vigliacche che colpiscono una cosa immobile, in bella vista senza alcuna possibilità di fuga. Sono le tasse più facili da applicare: le tasse sulla casa.
Chi compra una casa lo fa con risparmi accumulati che naturalmente sono stati già tassati. Oppure la pagherà a rate con  i risparmi futuri, avanzati da quello che lo stato gli lascerà in tasca dopo averlo spremuto come un limone. Anche in questo caso si tratta di quattrini già tassati. Ma appena questi risparmi già tassati diventano mattoni, muri e tetti diventano oggetto di nuove tasse. Lo capisce anche un bambino che la casa in cui si abita  è più fonte di costi che di reddito ma lo stato non capisce. O fa finta di non capire e tassa brutalmente. Immaginiamo qualcuno che abbia speso 200.000 € per acquistare una casa con soldi risparmiati negli anni e tenuti in banca. Su quei soldi avrà già pagato altri 200.000 € di tasse. Se li ha tenuti in banca ed è riuscito ad incassare il 5% annuo di interesse  avrà pagato 2.700 € di tasse ogni anno. Oltre il 70% degli italiani preferisce non avere soldi in banca ma vivere fra quattro mura proprie da  padrone in casa propria. Ma allo stato non si sfugge! Arrivi dal nnotaio e paghi l'imposta di registro. Se hai chiesto un prestito ad una banca paghi anche un'imposta catastale proporzionale al valore dell'immobile. Se acquisti da una impresa costruttrice paghi anche l'IVA con percentuali dal 4 al 22%. Paghi tutto e finalmente entri in casa tua. Se però hai la pretesa di entrare in garage con la tua auto devi pagare la tassa sul passo carraio. Spera di non avere una tenda che faccia ombra sulla pubblica via perché altrimenti scatta la tassa sull'occupazione di suolo pubblico (tassa sull'ombra! ) Se tu avessi tenuto i tuoi 200.000 €uro sotto il materasso non sarebbero costati un centesimo ma avendoli trasformati in abitazione ti sei messo in bella vista e ti becchi l'IMU-TASI-TARES... ECC. Poi si aggiunge un'altra tassa infame: la tassa sui rifiuti. In altra sede abbiamo scritto di come, per applicarci sopra l'IVA (22%), l'abbiano ribattezzata servizio. Ma se fosse un servizio dovrebbe essere proporzionale al peso/volume dell'immondizia prodotta. Invece è proporzionale alla superficie dell'appartamento. Col risultato che un anziano pensionato che vive in 100 mq paga come una famiglia di 6 persone che abita un appartamento identico. Peggio ancora un appartamento vuoto che non produce immondizia paga come se fosse abitato da una grossa famiglia. Alle tasse e imposte sulla casa non sfugge nessuno. Nelle zone di frontiera qualcuno ha pensato di comprarsi la casa all'estero, qualche kilometro più in la. Appena lo stato se ne accorge pretende una tassa pari allo 0,76% annuo sul valore della casa. Roba da morire di invidia per gli zingari che con 200.000 € si comprano un camper grande come un appartamento e non pagano un cent di tasse!
Alcune delle innumerevoli tasse che gravano sulle nostre case:
IVA - L'IVA si paga allo Stato se si acquista l'immobile da una impresa.
Esistono varie aliquote, a seconda che si acquisti come prima o seconda casa.
L’aliquota a carico dell'acquirente è del 4% per la prima casa, del 10% per le altre abitazioni non di lusso e del 22% per cento per quelle di lusso.
Imposta di registro - L'imposta di registro si paga allo Stato al momento dell'acquisto dell'immobile ed è proporzionale al valore dell'immobile, secondo certi coefficienti stabiliti dallo Stato. Esistono varie aliquote variabili, a seconda che si acquisti da imprese o da privati e se l'immobile è prima o seconda casa.
Imposta ipotecaria e catastale  - È una tassa che si paga allo Stato in seguito a volture catastali e trascrizioni, iscrizioni e variazioni nei pubblici registri immobiliari, in proporzione ad aliquote stabilite dallo Stato. Se si acquista da un privato, entrambe le imposte corrispondono a 168 € (se si puo’ godere delle agevolazioni, per la prima casa). Senza agevolazioni l’imposta ipotecaria corrisponde al 2% del valore catastale e quella di registro costa un altro 7%
Tassa sui passi carrabili - Tassa che si paga al Comune per accedere dalla proprietà privata alla strada comunale con l'automobile. Tipica tassa medioevale: sei libero di avere una casa ma devi pagare per poter entrare e uscire!
IVIE - Imposta sul valore degli immobili all'estero - Chi possiede un immobile all'estero deve pagare ogni anno una tassa corrispondente allo 0,76% del suo valore, in concomitanza col saldo dell'Irpef ed usando il modello Unico per dichiararla.

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Mercoledì, 08 Ottobre 2014 21:46

SINISTRO - dal dizionario della lingua italiana

SINISTRO E DERIVATI. Dal vocabolario della lingua italianaSinistro - aggettivo figurato
Infausto, sfavorevole, avverso [per il prevalere, nelle antiche tradizioni popolari, della credenza che gli auspìci provenienti da sinistra fossero di cattivo augurio]: presagi sinistri, tempi sinistri; che fa presagire sventure e danni, lugubre: un uomo sinistro., una luce sinistra, [gli pareva d’aver negli occhi que’ sinistri tocchi a martello (Manzoni)]; [egli ha la sensazione di essere al centro di una trama poderosa di infamie mirabili (Giorgio Manganelli)]; bieco, torvo, minaccioso: un’occhiata, una risata sinistra; sguardo sinistro; un sinistro figuro.

Sinistro - sostantivo  maschile
Incidente grave, disastro, sciagura (specie con riferimento a mezzi di trasporto e alle persone e alle cose trasportate): accertare le responsabilità di un sinistro; sinistro ferroviario, sinistro stradale, sinistro aereo, sinistro marittimo; nel linguaggio delle assicurazioni, l’evento che corrisponde al rischio assicurato: in caso di sinistro, la società assicuratrice risponde ...; con riferimento a infortuni marittimi: sinistro maggiore, sinistro minore, a seconda che si tratti di naufragio o di semplice avaria.

sinistraménte - avverbio
in modo sfavorevole, infausto: la beffa si concluse sinistramente; in modo torvo e cattivo, che esprime odio e minaccia, o con sinistro presagio, con malaugurio: ridere sinistramente; guardare qualcuno sinistramente; [il passo di due alti carabinieri risuonò sinistramente sul lastrico del Corso (Grazia Deledda)]; malamente, con grave danno:[sinistramente sì l’altro percosse, che la spalla e la schiena insieme ruppe (Ariosto)]

sinistrare - verbo intransitivo e transitivo [derivato da  sinistro]. (v. aus. avere)
Andare a traverso, anche nel significato figurato di andare male, prendere una brutta piega, avere un esito sfavorevole. Colpire, danneggiare con un sinistro: l’alluvione ha sinistrato centinaia di famiglie.

sinistrato – aggettivo  e sostantivo maschile [participio passato di sinistrare].
Come aggettivo: colpito, danneggiato da un sinistro, specie per eventi bellici o per calamità pubbliche: famiglie, case sinistrate da bombardamenti aerei; una zona sinistrata dall’alluvione;
come sostantivo: il governo ha approvato una serie di provvidenze per i sinistrati

sinistrosità - sostantivo femminile [derivato da sinistro (nel significato di «infortunio, incidente»)].
Nel linguaggio statistico, sinistrosità delle strade, la maggiore o minore pericolosità che le singole strade urbane o extraurbane presentano, in rapporto agli incidenti stradali che in esse si sono verificati in un determinato periodo. Analogamente, nel linguaggio delle assicurazioni, il numero di sinistri denunciato da un assicurato in un dato periodo di tempo, in relazione al quale può variare il premio di assicurazione.

sinistròsi - sostantivo femminile [derivativo di sinistro, nel suo valore sostantivato («incidente» e simili), col suffisso medico -osi].  
Nel linguaggio medico, sindrome di tipo nevrotico, osservabile in soggetti che hanno subito un trauma in seguito a un infortunio, determinata dall’aspirazione a un congruo indennizzo; si manifesta con una sintomatologia varia (essendo in rapporto con il tipo di infortunio sofferto), tendente ad accreditare la supposta menomazione subita.

I saggi lo dicono in tutti i modi e in tutte le salse: votare  i "sinistri" porta sfiga!

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Martedì, 07 Ottobre 2014 08:15

EUROPECORE

Le dichiarazioni di Biden, Vicepresidente degli USA, hanno fatto il giro del mondo, una gaffe diplomatica con pochi precedenti: Nel corso di una conferenza all'Università di Harvard ha raccontato, papale papale, che è stata l’America a costringere l’Europa a punire Putin imponendo le note sanzioni economiche.“Abbiamo dato a Putin una scelta semplice: rispetta la sovranità ucraina o avrai di fronte gravi conseguenze.
E questo ci ha indotto a mobilitare i maggiori Paesi più sviluppati al mondo affinché imponessero un costo reale alla Russia."
“E’ vero che non volevano farlo. E’ stato il presidente americano Obama ad insistere talmente tanto da mettere in imbarazzo l’Europa costringendola ad applicare le sanzioni economiche, nonostante i costi”.
Germania e Italia sono i maggiori fornitori della Russia e la Zona Euro esporta merci per 150 miliardi di Euro.
Per contro importa 240 miliardi principalmente in gas, petrolio e materie prime.
In questo periodo di vacche magre sono cifre da paura, ma i pecoroni europei chinano il capo e dicono "signorsi" all'abbronzato che se la ride soddisfatto per aver fatto, una volta di più, il frocio col culo degli altri.
E le Europecore (tosate) belano e pascolano tranquille e beate...

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Sabato, 04 Ottobre 2014 10:52

A RADDRIZZAR BANANE

E' risaputo che gli inglesi hanno la "puzzetta sotto il naso" e non ci tengono troppo a mescolarsi con noi "continentali". Non c'è da meravigliarsene visto che la Commissione Europea si occupa principalmente del diametro dei piselli, della lunghezza delle zucchine, e altre fesserie simili! Duemila anni fa i Legionari Romani, mentre attraversavano l'Europa a piedi, si mangiavano il "pecorino di fossa". Oggi i fessi di Bruxelles pretendono di regolamentare quel capolavoro gastronomico o addirittura di vietarlo perché nelle grotte di maturazione mancano i ripiani di acciaio inox!. Nessuna meraviglia se poi, sui giornali inglesi, quei commissari vengono elegantemente prese per il... Tempo fa sulla stampa inglese girava  la notizia che la Commissione Europea voleva, per legge, “raddrizzare le banane"… ma non era vero!

Il Regolamento (CE) 2257/94 decreta solo che le banane messe in commercio non devono avere  malformazioni o "anormali curvature". Stranamente tale normativa definisce la lunghezza minima - 15 cm - ma non dice quando la curvatura diventa "anormale".
Molto più precisa è la normativa del Regolamento (CEE) 1677/88 dove si specifica che la curva massima ammissibile per i cetrioli può arrivare a 10 mm ogni 10 cm. Chissà come ci sono arrivati?, avranno fatto dei test? Chi si è sacrificato per trovare la curvatura giusta? la più "ergonomica" e più adatta allo scopo?

Ma forse l'esempio di un Regolamento AUTENTICAMENTE Europeo, che incarna al meglio lo spirito delle delibere di quella massa di idioti, è l'ambiguo messaggio "provoca il cancro" stampato su scatole di tabacco da fiuto:

EEC Council Directive (992/41/EEC)

CAUSES CANCER

Direttiva del Consiglio CEE (992/41/EEC)

PROVOCA IL CANCRO

Come dire che è la stessa Direttiva Europea ad essere cancerogena e mortale, non il tabacco da fiuto. Non serviva scriverlo...è opinione condivisa da tutti i cittadini europei di buon senso!

Pubblicato in CURIOSITA'
Sabato, 04 Ottobre 2014 07:23

DE MAGISTRIS NON RIDE PIU'

Per i napoletani: se questa è la vostra abilità nel puntare sui cavalli giusti... meglio restare lontani dalle sale corse e dall'ippodromo di Agnano!

Lo slogan della sua campagna elettorale - In 5 giorni ripulirò Napoli! - gli fece vincere le elezioni. Ovviamente era una buffonata ma i napoletani, stufi della puzza nelle strade e dello sputtanamento mediatico, fecero un atto di fede. Sarebbe stato meglio chiedere un miracolo a San Genaro...c'erano più possibilità! Perché il personaggio è tipicamente un "tanto fumo e niente arrosto" Specializzato in comparsate televisive, osannato dai giornalisti sputtanatori (Travaglio in primis), il suo motto era: “Sono considerato uno straordinario magistrato”.
Non è vero! Lo certifica un atto ufficiale dello Stato. Documentato, “cartabollato”, protocollato e archiviato.

Relazione  del Consiglio Giudiziario di Catanzaro.
18 giugno 2008 relatore Bruno Arcuri:

“Prendendo possesso del mio Ufficio di Procuratore Generale, iniziavo la mia esperienza in Calabria con vivo interesse per il Dr. De Magistris.
Dopo avere letto di lui sulla stampa e averlo visto in televisione, fui subito colpito dalle notizie che andavo apprendendo presso i colleghi tutti: i procedimenti da lui istruiti, di grande impatto sociale perché istruiti contro i cosiddetti “colletti bianchi”, erano quasi tutti abortiti con provvedimenti di archiviazione, sentenze di non doversi procedere, sentenze ampiamente assolutorie.
Voci che mi stupirono perché in contrasto con la rappresentazione che ne davano i media. Tutta l’attività di De Magistris era contrassegnata da: “Una serie numerosissima di insuccessi, l’omessa indicazione dei reati e delle fonti di prova, il perseverare nell’adozione di provvedimenti immotivati”.
“De Magistris è del tutto inadeguato, sul piano professionale e sul piano dell’equilibrio e sul piano dei diritti delle persone solo sospettate di reato, a svolgere quantomeno la funzione di Pm. Le tesi accusatorie sono cadute spesso per errori evitabili ed evidenziati dall’organo giudicante. Sono emersi rilievi negativi per l’anomalia di molti provvedimenti adottati. I procedimenti di rilevante impatto sociale hanno trovato clamorose smentite. Nei provvedimenti si configurano violazioni manifeste di legge (addirittura violazione di diritti costituzionali) ovvero si radicano prassi senza fondamento normativo”. 
Le voci capacità e preparazione presentano evidenti deficit, gravi vizi o lacune; tecniche di indagine discutibili; procedimenti fondati su ipotesi accusatorie che non hanno trovato conferma, attività carente nell’approfondimento e nella preparazione”. Giudizio finale: NEGATIVO.
Per queste ragioni, il Consiglio giudiziario di Catanzaro “bocciò” De Magistris, in merito alla possibilità di essere promosso a giudice di Corte d’Appello. Certificando quello che i suoi avversari politici e le persone di buon senso avevano sempre detto: E'un buffone.

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