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Venerdì, 22 Aprile 2016 13:34

BENEFATTORI E PATRIOTI

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Luigi Einaudi, primo Presidente eletto della Repubblica Italiana) era un economista conosciuto in tutto il mondo.
Milton Friedman Premio Nobel per l'economia nel 1976 era forse anche più conosciuto.
Due storie diverse, due mondi diversi, due modi di vedere l'economia che più distanti non si può!
Ma,stranamente, tutti e due d'accordo nel dire che, in Italia, gli evasori sono eroi... 

Mercoledì, 30 Marzo 2016 07:37

COME SCHIAVIZZARE UNA NAZIONE

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Ci sono tre modi per conquistare e schiavizzare una nazione:

con la spada,

 

 


con la religione

 

 


con il debito.

 

Conquistare con la spada è il modo più costoso perché la nazione conquistata tende a ribellarsi ed è necessario un continuo sforzo militare per tenerla a freno.
La conquista con la religione dura finché le menti più aperte mettono in discussione i dogmi, “scoprono il trucco” e l'incastellatura comincia a scricchiolare...
Conquistare col debito è il modo più difficile da contrastare.
Accade così silenziosamente e insidiosamente che i conquistati non riescono ad accorgersi di avere dei nuovi padroni.
In superficie, nulla è cambiato. Il paese, semplicemente, ha cambiato gestione.
La ricchezza viene “risucchiata” sotto forma di interessi sui debiti e con tasse che la gente crede che di pagare in cambio di  servizi.
Di volta in volta, i nuovi padroni si mascherano da "amici", “benefattori” , “protettori”, "rappresentanti", "leaders"...

Senza che i conquistati se ne rendano conto le leggi cambiano (oggi una delle giustificazioni più usate è "LO VUOLE L'EUROPA ) diventando strumenti per trasferire ricchezza dalle loro tasche a quelle dei “nuovi padroni”
Questa è la conquista mediante il debito.
Quando vi propongono un iPhone7 o un Samsung Galaxy senza sborsare 1.000 Euro ma a rate comprese nel canone… sappiate che, anche questo, fa parte della strategia!

Venerdì, 25 Marzo 2016 09:12

IL DEBITO CHE NON C'E'

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Una volta lo stato faceva debiti solo in circostane eccezionali: calamità naturali, guerre, grandi opere pubbliche... in ogni caso mai si sarebbe pensato di far debiti per acquistare carta stampata travestita da moneta.
I suoi quattrini lo Stato se li stampava da solo senza intermediari... come la banconota sottostante che fu l'ultima appartenente allo Stato Italiano e, pertanto, a noi tutti... ai cittadini italiani.
L'ultima banconota "nostra" perché da quel momento le banconote italiane furono emesse da un Istituto Bancario appartenente a un pool di banche private che, per non dare nell'occhio, si chiamava Banca d'Italia.
Da quel momento lo stato iniziò a farsi prestare soldi pagando fior di interessi. Mentre prima l'unico costo era quello, insignificante, della carta e della tipografia.
Erano i primi anni '80 e l'Italia, uscita stremata da una guerra disastrosa,  aveva "rimesso insieme i cocci" riuscendo a raggiungere un periodo di boom economico che aveva stupito il mondo. E riuscendo a indebitarsi solo di una cifra pari a 115 miliardi degli attuali €uro.
Oggi i miliardi di debito sono 2.272 pari a oltre il 130% del PIL nazionale.
Le spiegazioni che vengono date al fenomeno sono le più disparate e fantasiose, per il "popolo bruto" la più gettonata è il costo della politica, per altri l'evasione fiscale, per altri ancora il costo esagerato di uno stato burocrate e sprecone.
Hanno ragione un po' tutti ma ancora più ragione hanno quei pochi che, dopo essersi fatti quattro conticini, hanno scoperto la verità: dal 1982 a oggi abbiamo pagato oltre 3.500 milioni di interessi sul debito pubblico. Per cui il debito pubblico attuale è costituito ESCLUSIVAMENTE dagli interessi pagati dallo stato alle banche per farsi prestare quei quattrini che, fino agli anni '80, venivano stampati A COSTO ZERO!

Meditate gente... meditate! 

Martedì, 19 Gennaio 2016 12:09

L'UOMO CHE VISSE TRE VOLTE, TSUTOMU YAMAGUCI

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"...Ma, se succede qualcosa, il territorio sarà contaminato per i prossimi secoli e, a migliaia di  chilometri di distanza, si avranno gli effetti delle radiazioni!"... 

In nome di questa teoria l'Italia ha rinunciato a quell'energia nucleare - presente in Francia, Svizzera, Ungheria, Slovenia, Germania... - che viene prodotta nei paesi che ci circondano.
Questo e milioni di commenti simili si sono ripetuti all'infinito dopo gli incidenti di Chernobyl e di Fukushima. Ma cosa è successo, realmente, in questi due casi che hanno scosso il mondo?
A Fukushima c'è stato un terremoto-maremoto di una tale potenza che, dicono gli esperti, si è verificato solo un'altra volta nella storia dell'umanità. Se fosse successo all'Aquila un evento di quella intensità avrebbe raso al suolo tutto fino a Roma. Il maremoto ha causato 20.000 morti. E il nucleare quanti morti ha fatto?? Zero! Quanti feriti? Zero! Nessuno è stato sottoposto a terapie per sovradosaggio di radiazioni. Tre lavoratori della centrale sono stati ricoverati in osservazione e dimessi dopo qualche giorno. Probabilmente se la diga intorno alla centrale fosse stata più alta di qualche metro di Fukushima non avremmo mai sentito parlare.
Dopo Chernobyl, dove ci furono 65 morti nell’esplosione, Greenpeace ipotizzava 6 milioni di morti in Europa. Statistiche successivamente redatte da UNSCEAR (United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic - Comitato scientifico delle Nazioni Unite sugli effetti delle radiazioni atomiche) hanno dimostrato che le morti per patologie collegabili alle radiazioni di Chernobyl sono 100.000 volte inferiori alle morti causate in Europa dai virus influenzali stagionali.
E oggi? L'impianto nucleare più grande d'Europa, la centrale di Zaporižžja, è  in Ucraina dove altre 11 centrali saranno costruite entro il 2030. Per arrivare, con quelle esistenti, a coprire la totalità del loro fabbisogno energetico.
Intanto i Giapponesi hanno ripreso a costruire centrali nucleari...
Ma giapponesi e Ucraini si sa... sono dei coglioni!

Nel 1945, a Hiroshima e Nagasaki, furono effettuati due “test di durata dell'inquinamento nucleare”. All'epoca le due città avevano circa 500.000 abitanti, oggi ne hanno quasi 2.000.000 più altri 10.000.000 nel circondario. Le due foto sottostanti testimoniano quale deserto vi sia a 70 anni di distanza dalle due bombe atomiche. Ma, è risaputo, i giapponesi vivono in zone contaminate perché sono un popolo di fessi e incoscienti!
Rapportando la situazione odierna al 1945 cosa si può ipotizzare? Che non è successo nulla di quanto ipotizzato dai catastrofisti di professione... e che non succederà nulla!

Lo prova uno studio giapponese che dura da oltre sessant'anni.
Cinque anni dopo la fine della guerra, il governo giapponese avviò un monitoraggio capillare su 50.000 sopravvissuti alle bombe con la meticolosità tipica di questo popolo: tutti i 50.000 erano stati sottoposti  a dosi di radiazioni  circa 100 volte superiori  alla soglia di rischio comunemente stabilita all’epoca. (oggi la soglia di rischio è inferiore)
Dei 50.000 di allora 20.000 erano ancora vivi nel 2011. Dei 30.000 morti il 2%  (579) sono morti per patologie probabilmente(*) collegate alle radiazioni. Gli altri per cause naturali. Il 90% di chi aveva meno di 20 anni nel 45, era ancora vivo nel 1990 (vita media oltre i 75 anni). Oltre il 90% di chi aveva meno di 10 anni nel 45 era ancora vivo nel 2007 .
(*) probabilmente: Tutte le patologie comunemente associate a radiazioni possono insorgere anche per cause naturali. La statistica giapponese è volutamente peggiorativa in quanto tutti i casi sono stati attribuiti alle radiazioni assorbite al momento delle esplosioni.
Ma la storia che tappa la bocca a soliti catastrofisti d'accatto è quella dell'uomo che visse tre volte:Tsutomu Yamaguci

Tsutomu Yamaguchi era un ingegnere che nel 1945 lavorava per la Mitsubishi Heavy Industries. Era nato a Nagasaki il 16 marzo 1916 e all'epoca non aveva ancora trent'anni. Yamaguchi era a Hiroshima il 6 agosto 1945 per un viaggio di lavoro per conto della Mitsubishi. Stava scendendo dal tram quando la prima bomba atomica, all'uranio e denominata Little Boy, fu sganciata sulla città ad appena 3 km di distanza. L'esplosione gli provocò notevoli lesioni, distrusse i suoi timpani, lo accecò temporaneamente e gli lasciò severe ustioni sulla metà superiore sinistra del suo corpo. Fu avvolto in bendaggi per le sue ferite e divenne completamente calvo. Yamaguchi restò per tutta la notte successiva al 6 agosto in un rifugio antiaereo prima di tornare alla sua città natale, Nagasaki. Il giorno successivo Yamaguchi stava raccontando lo scampato pericolo ai suoi superori, quando, fu sganciata la seconda bomba, Fat Man (stavolta al plutonio). Non si può dire che il povero Tsutomu si sia fatto mancare qualcosa in fatto di radiazioni, eppure...
Tsutomu Yamaguci è morto nel 2010 alla bella età di 94 anni!!! 

 

Domenica, 02 Novembre 2014 14:39

Todo se convierte, todo se recupera.

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Todo se convierte, todo se recupera.
E' il motto che caratterizza la vita dei cubani costretti dalla miseria all'arte di arrangiarsi.
Se circolano ancora auto americane degli anni '50 non è perché i cubani siano amanti delle auto d'epoca ma perché ad un cubano benestante servirebbero 30 anni di risparmi per acquistare un'auto moderna di piccola cilindrata. Ammesso che venisse importata.Va di moda nei concerti notturni di spegnere l'illuminazione e accompagnare la musica con le fiammelle degli accendini. Quando sono esauriti vengono raccolti (dai centri sociali sinistri) e spediti a Cuba dove vengono ricaricati e venduti ai turisti.
Todo se convierte, todo se recupera.
Ma nell'antichità questo motto è stato applicato anche in campo religioso.
La triade babilonese Nimrod-Semiramide-Tammuz si trasformò nella triade egizia Osiride-Iside-Horus e, più tardi in Israele, Giuseppe-Maria-Gesù.
Se si confrontano le vite di Tammuz , Horus e  Gesù le somiglianze sono strabilianti:
Il Dio Babilonese Tammuz fu crocifisso con un agnello ai suoi piedi, e deposto in una grotta.
Dopo tre giorni, la pietra che ostruiva l’ingresso della grotta fu trovata rimossa e il suo corpo non fu mai più ritrovato.
Todo se convierte, todo se recupera.
Horus nasce il 25 dicembre –  quanto il sole inizia pian piano a risalire l’orizzonte nell’emisfero boreale, dando la sensazione di rinascere. La sua nascita  è annunciata dalla stella d’oriente, e tre uomini saggi gli recano i loro doni (I tre saggi rappresentano tre stelle della cintura di Orione che, il 25 dicembre, assistono alla nascita del sole).
Horus è battezzato a 30 anni da Anup il battista (Giovanni) nel fiume Eridanus.
Horus combatte nel deserto per 40 giorni contro il demone Set.
Horus ha 12 discepoli.
Horus resuscita Al-Azaurus e cioè Lazzaro tre giorni dopo la sua morte.
Horus viene crocifisso insieme a due ladroni e dopo tre giorni resuscita.
Vi ricorda qualcosa questa storia? 

Venerdì, 17 Ottobre 2014 12:55

ITALIANS DO IT BETTER - La Ferrari

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A volte non è la più veloce di tutte, qualche altra sportiva ha più tenuta in curva, altre sono più affidabili, altre ancora costano di più... ma "La Rossa" è sempre la più desiderata: la FerrariNon basta avere il portafoglio pieno per averla, se ne vuoi una su misura devi metterti in coda e aspettare il tuo turno... anche se sei un Emiro arabo con i petrodollari che ti escono dalle orecchie! Che sia il marchio più amato nel mondo lo dimostra la vendita di un Ferrari 250 GTO dei primi anni '60, venduta alla cifra record di oltre 38 milioni di Euro (52 milioni di $ ) L'automobile più costosa di tutti i tempi. Altro modello indimenticabile e indimenticato di quel periodo è la Ferrari Testarossa Un nome che venne riproposto negli anni '80-90 con un modello che stupisce ancora oggi per la sua modernitàTantissime le cilindrate ma il simbolo autentico della Ferrari è il V12 - 12 cilindri a V. Oggi è il motore più potente che sia mai stato montato su un'auto di serie: LA FERRARI800 cavalli dal V12 e 150 dal Kers, il motore elettrico che utilizza l'energia elettrica accumulata nelle frenate e nelle decelerazioni. Parente stretto di quello montato sulle vetture di Formula 1

Mercoledì, 08 Ottobre 2014 21:46

SINISTRO - dal dizionario della lingua italiana

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SINISTRO E DERIVATI. Dal vocabolario della lingua italianaSinistro - aggettivo figurato
Infausto, sfavorevole, avverso [per il prevalere, nelle antiche tradizioni popolari, della credenza che gli auspìci provenienti da sinistra fossero di cattivo augurio]: presagi sinistri, tempi sinistri; che fa presagire sventure e danni, lugubre: un uomo sinistro., una luce sinistra, [gli pareva d’aver negli occhi que’ sinistri tocchi a martello (Manzoni)]; [egli ha la sensazione di essere al centro di una trama poderosa di infamie mirabili (Giorgio Manganelli)]; bieco, torvo, minaccioso: un’occhiata, una risata sinistra; sguardo sinistro; un sinistro figuro.

Sinistro - sostantivo  maschile
Incidente grave, disastro, sciagura (specie con riferimento a mezzi di trasporto e alle persone e alle cose trasportate): accertare le responsabilità di un sinistro; sinistro ferroviario, sinistro stradale, sinistro aereo, sinistro marittimo; nel linguaggio delle assicurazioni, l’evento che corrisponde al rischio assicurato: in caso di sinistro, la società assicuratrice risponde ...; con riferimento a infortuni marittimi: sinistro maggiore, sinistro minore, a seconda che si tratti di naufragio o di semplice avaria.

sinistraménte - avverbio
in modo sfavorevole, infausto: la beffa si concluse sinistramente; in modo torvo e cattivo, che esprime odio e minaccia, o con sinistro presagio, con malaugurio: ridere sinistramente; guardare qualcuno sinistramente; [il passo di due alti carabinieri risuonò sinistramente sul lastrico del Corso (Grazia Deledda)]; malamente, con grave danno:[sinistramente sì l’altro percosse, che la spalla e la schiena insieme ruppe (Ariosto)]

sinistrare - verbo intransitivo e transitivo [derivato da  sinistro]. (v. aus. avere)
Andare a traverso, anche nel significato figurato di andare male, prendere una brutta piega, avere un esito sfavorevole. Colpire, danneggiare con un sinistro: l’alluvione ha sinistrato centinaia di famiglie.

sinistrato – aggettivo  e sostantivo maschile [participio passato di sinistrare].
Come aggettivo: colpito, danneggiato da un sinistro, specie per eventi bellici o per calamità pubbliche: famiglie, case sinistrate da bombardamenti aerei; una zona sinistrata dall’alluvione;
come sostantivo: il governo ha approvato una serie di provvidenze per i sinistrati

sinistrosità - sostantivo femminile [derivato da sinistro (nel significato di «infortunio, incidente»)].
Nel linguaggio statistico, sinistrosità delle strade, la maggiore o minore pericolosità che le singole strade urbane o extraurbane presentano, in rapporto agli incidenti stradali che in esse si sono verificati in un determinato periodo. Analogamente, nel linguaggio delle assicurazioni, il numero di sinistri denunciato da un assicurato in un dato periodo di tempo, in relazione al quale può variare il premio di assicurazione.

sinistròsi - sostantivo femminile [derivativo di sinistro, nel suo valore sostantivato («incidente» e simili), col suffisso medico -osi].  
Nel linguaggio medico, sindrome di tipo nevrotico, osservabile in soggetti che hanno subito un trauma in seguito a un infortunio, determinata dall’aspirazione a un congruo indennizzo; si manifesta con una sintomatologia varia (essendo in rapporto con il tipo di infortunio sofferto), tendente ad accreditare la supposta menomazione subita.

I saggi lo dicono in tutti i modi e in tutte le salse: votare  i "sinistri" porta sfiga!

Domenica, 05 Ottobre 2014 19:55

ITALIANS DO IT BETTER - Alfa Romeo

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Ancora oggi è il marchio più conosciuto negli Stati Uniti. Ricordi di quando l'Alfa era una delle auto tecnologicamente più avanzate nel mondo. Il suo peccato originale era di essere un'industria pubblica e, come tale, aveva fatto una brutta fine.  Era diventato un carrozzone dove non c'era il problema costi/ricavi da risolvere. Il costruire uno stabilimento (Alfasud) a Napoli era stata una decisione di politica clientelare fatta senza nessuna considerazione economica... una cattedrale nel deserto. Dopo un lento declino era stata regalata a FIAT e le sue auto avevano perso classe, personalità, prestazioni e tecnologia innovativa. Questa una delle ultime Alfa Romeo DOC:Con FIAT il marchio produceva auto assolutamente anonime come questa:Dopo essere stata sull'orlo del fallimento FIAT, con la guida del genio Marchionne, ha cambiato marcia e anche il marchio Alfa Romeo ha ripreso nuova vita. Uno dei risultati più ammirati nel mondo è la nuova coupé supersportiva Alfa Romeo 4C che segna il ritorno del glorioso marchio sul mercato degli Stati Uniti.Un'auto che fa letteralmente impazzire gli americani...

 

 

Sabato, 04 Ottobre 2014 10:52

A RADDRIZZAR BANANE

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E' risaputo che gli inglesi hanno la "puzzetta sotto il naso" e non ci tengono troppo a mescolarsi con noi "continentali". Non c'è da meravigliarsene visto che la Commissione Europea si occupa principalmente del diametro dei piselli, della lunghezza delle zucchine, e altre fesserie simili! Duemila anni fa i Legionari Romani, mentre attraversavano l'Europa a piedi, si mangiavano il "pecorino di fossa". Oggi i fessi di Bruxelles pretendono di regolamentare quel capolavoro gastronomico o addirittura di vietarlo perché nelle grotte di maturazione mancano i ripiani di acciaio inox!. Nessuna meraviglia se poi, sui giornali inglesi, quei commissari vengono elegantemente prese per il... Tempo fa sulla stampa inglese girava  la notizia che la Commissione Europea voleva, per legge, “raddrizzare le banane"… ma non era vero!

Il Regolamento (CE) 2257/94 decreta solo che le banane messe in commercio non devono avere  malformazioni o "anormali curvature". Stranamente tale normativa definisce la lunghezza minima - 15 cm - ma non dice quando la curvatura diventa "anormale".
Molto più precisa è la normativa del Regolamento (CEE) 1677/88 dove si specifica che la curva massima ammissibile per i cetrioli può arrivare a 10 mm ogni 10 cm. Chissà come ci sono arrivati?, avranno fatto dei test? Chi si è sacrificato per trovare la curvatura giusta? la più "ergonomica" e più adatta allo scopo?

Ma forse l'esempio di un Regolamento AUTENTICAMENTE Europeo, che incarna al meglio lo spirito delle delibere di quella massa di idioti, è l'ambiguo messaggio "provoca il cancro" stampato su scatole di tabacco da fiuto:

EEC Council Directive (992/41/EEC)

CAUSES CANCER

Direttiva del Consiglio CEE (992/41/EEC)

PROVOCA IL CANCRO

Come dire che è la stessa Direttiva Europea ad essere cancerogena e mortale, non il tabacco da fiuto. Non serviva scriverlo...è opinione condivisa da tutti i cittadini europei di buon senso!

Mercoledì, 01 Ottobre 2014 20:17

GLI EUROBISCHERI

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Se in quel di Bruxelles si limitassero a fare i fancazzisti come i colleghi romani, l'Unione (non ridete!) Europea sarebbe un paradiso.

Invece no! Pur di far vedere che lavorano si inventano le cose più allucinanti.
Come la pretesa di regolamentare la raccolta delle albicocche:
«Devono essere raccolte con cura»... dice il Regolamento Europeo 1108/91
E i meloni?
«Non devono avere i parassiti»... stabilisce il Regolamento Europeo 1615/2001


L'anno scorso invece hanno partorito un esaustivo Regolamento Europeo sugli scaldabagni (boiler o scalda-acqua).
Il 2 agosto 2013, prima della chiusura estiva, esce il Regolamento Europeo 814/2013 che attesta con ferma euro-decisione:
«il serbatoio dell’acqua calda è un serbatoio in cui si immagazzina acqua calda».  
«per consumo quotidiano di energia elettrica si intende il consumo di energia elettrica nelle 24 ore»
«per consumo settimanale di energia elettrica si intende il consumo di energia elettrica in una settimana»
(articolo 2 comma 12, 13e 18 dell'allegato tecnico - 22 pagine)
Il massimo però l'hanno raggiunto con il "Preservativo Europeo":


Hanno iniziato nel 1996 (EN 600) a codificare materiali, dimensioni, colori...
Ma i francesi ( si sa, la solita "grandeur transalpina" ) volevano poterli fare tricolori...
E i tedeschi si lamentavano che erano troppo piccoli. Furono travolti dall'eurorisata delle loro signore e di tutti i bagnini della costiera romagnola che li convinse a lasciar perdere...
Ci vollero altre 2 normative - UNI EN ISO 4074:2002 e EC 2-2009 UNI EN ISO 4074 - e 13 anni di discussioni per metterli tutti d'accordo. Tradotte nelle 24 lingue - traduttori da 10.000 €/mese - le normative hanno dato dato una certezza assoluta: anche se gli "oggetti" vengono fatti in Cina siamo certi che i "membri" europei possono "lavorare" in ambiente confortevole e con "indumenti" certificati a norma EU.
Le battute e le barzellette si sono sprecate ma a Bruxelles, con sovrano sprezzo del ridicolo, hanno risposto che: «dopo aver uniformato i piselli… si dovevano uniformare anche le "bucce"»