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Martedì, 19 Gennaio 2016 12:09

L'UOMO CHE VISSE TRE VOLTE, TSUTOMU YAMAGUCI

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"...Ma, se succede qualcosa, il territorio sarà contaminato per i prossimi secoli e, a migliaia di  chilometri di distanza, si avranno gli effetti delle radiazioni!"... 

In nome di questa teoria l'Italia ha rinunciato a quell'energia nucleare - presente in Francia, Svizzera, Ungheria, Slovenia, Germania... - che viene prodotta nei paesi che ci circondano.
Questo e milioni di commenti simili si sono ripetuti all'infinito dopo gli incidenti di Chernobyl e di Fukushima. Ma cosa è successo, realmente, in questi due casi che hanno scosso il mondo?
A Fukushima c'è stato un terremoto-maremoto di una tale potenza che, dicono gli esperti, si è verificato solo un'altra volta nella storia dell'umanità. Se fosse successo all'Aquila un evento di quella intensità avrebbe raso al suolo tutto fino a Roma. Il maremoto ha causato 20.000 morti. E il nucleare quanti morti ha fatto?? Zero! Quanti feriti? Zero! Nessuno è stato sottoposto a terapie per sovradosaggio di radiazioni. Tre lavoratori della centrale sono stati ricoverati in osservazione e dimessi dopo qualche giorno. Probabilmente se la diga intorno alla centrale fosse stata più alta di qualche metro di Fukushima non avremmo mai sentito parlare.
Dopo Chernobyl, dove ci furono 65 morti nell’esplosione, Greenpeace ipotizzava 6 milioni di morti in Europa. Statistiche successivamente redatte da UNSCEAR (United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic - Comitato scientifico delle Nazioni Unite sugli effetti delle radiazioni atomiche) hanno dimostrato che le morti per patologie collegabili alle radiazioni di Chernobyl sono 100.000 volte inferiori alle morti causate in Europa dai virus influenzali stagionali.
E oggi? L'impianto nucleare più grande d'Europa, la centrale di Zaporižžja, è  in Ucraina dove altre 11 centrali saranno costruite entro il 2030. Per arrivare, con quelle esistenti, a coprire la totalità del loro fabbisogno energetico.
Intanto i Giapponesi hanno ripreso a costruire centrali nucleari...
Ma giapponesi e Ucraini si sa... sono dei coglioni!

Nel 1945, a Hiroshima e Nagasaki, furono effettuati due “test di durata dell'inquinamento nucleare”. All'epoca le due città avevano circa 500.000 abitanti, oggi ne hanno quasi 2.000.000 più altri 10.000.000 nel circondario. Le due foto sottostanti testimoniano quale deserto vi sia a 70 anni di distanza dalle due bombe atomiche. Ma, è risaputo, i giapponesi vivono in zone contaminate perché sono un popolo di fessi e incoscienti!
Rapportando la situazione odierna al 1945 cosa si può ipotizzare? Che non è successo nulla di quanto ipotizzato dai catastrofisti di professione... e che non succederà nulla!

Lo prova uno studio giapponese che dura da oltre sessant'anni.
Cinque anni dopo la fine della guerra, il governo giapponese avviò un monitoraggio capillare su 50.000 sopravvissuti alle bombe con la meticolosità tipica di questo popolo: tutti i 50.000 erano stati sottoposti  a dosi di radiazioni  circa 100 volte superiori  alla soglia di rischio comunemente stabilita all’epoca. (oggi la soglia di rischio è inferiore)
Dei 50.000 di allora 20.000 erano ancora vivi nel 2011. Dei 30.000 morti il 2%  (579) sono morti per patologie probabilmente(*) collegate alle radiazioni. Gli altri per cause naturali. Il 90% di chi aveva meno di 20 anni nel 45, era ancora vivo nel 1990 (vita media oltre i 75 anni). Oltre il 90% di chi aveva meno di 10 anni nel 45 era ancora vivo nel 2007 .
(*) probabilmente: Tutte le patologie comunemente associate a radiazioni possono insorgere anche per cause naturali. La statistica giapponese è volutamente peggiorativa in quanto tutti i casi sono stati attribuiti alle radiazioni assorbite al momento delle esplosioni.
Ma la storia che tappa la bocca a soliti catastrofisti d'accatto è quella dell'uomo che visse tre volte:Tsutomu Yamaguci

Tsutomu Yamaguchi era un ingegnere che nel 1945 lavorava per la Mitsubishi Heavy Industries. Era nato a Nagasaki il 16 marzo 1916 e all'epoca non aveva ancora trent'anni. Yamaguchi era a Hiroshima il 6 agosto 1945 per un viaggio di lavoro per conto della Mitsubishi. Stava scendendo dal tram quando la prima bomba atomica, all'uranio e denominata Little Boy, fu sganciata sulla città ad appena 3 km di distanza. L'esplosione gli provocò notevoli lesioni, distrusse i suoi timpani, lo accecò temporaneamente e gli lasciò severe ustioni sulla metà superiore sinistra del suo corpo. Fu avvolto in bendaggi per le sue ferite e divenne completamente calvo. Yamaguchi restò per tutta la notte successiva al 6 agosto in un rifugio antiaereo prima di tornare alla sua città natale, Nagasaki. Il giorno successivo Yamaguchi stava raccontando lo scampato pericolo ai suoi superori, quando, fu sganciata la seconda bomba, Fat Man (stavolta al plutonio). Non si può dire che il povero Tsutomu si sia fatto mancare qualcosa in fatto di radiazioni, eppure...
Tsutomu Yamaguci è morto nel 2010 alla bella età di 94 anni!!! 

 

Letto 1075 volte Ultima modifica il Martedì, 09 Febbraio 2016 23:15