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MANGIA&BEVI

MANGIA&BEVI (4)

Martedì, 23 Dicembre 2014 01:07

Aria di Natale, profumo di panettone

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Aria di Natale...tempo di panettone!
Ne scriviamo in questa zona dedicata alla cucina principalmente per sfatare due miti molto diffusi. Il primo mito racconta che tutto il "fatto in casa" è il meglio che si può avere in tavola. Il secondo mito dice che "artigianale" è sempre meglio di "industriale".
Il primo mito è sempre falso quando si parla di panettone.
Il secondo lo è molto più spesso di quanto si possa credere perché "farsi in casa" un buon panettone è impresa assolutamente irrealizzabile.
Manca tutto il necessario. Le farine "da panettone" sono praticamente introvabili  per il cuoco/pasticcere domestico.
Se anche ci riuscisse, "per grazia ricevuta", gli mancherebbe un'impastatrice seria, professionale. Scordatevi di impastare il panettone in un robot da cucina.
I veri professionisti del settore usano fino a tre impastatrici diverse nelle varie fasi di impasto. E quando anche riusciste ad avere tutto questo vi mancherebbe "l'anima" del panettone: il lievito madre. Non il comunissimo lievito di birra, che si trova dal fornaio o al supermercato, ma un prodotto tanto semplice e naturale quanto sofisticato: un pezzo di pasta acida che viene amorevolmente "rinfrescato" tutti i giorni dell'anno con la cura che si può dedicare ad un neonato. Niente lievito madre niente panettone! O almeno...non quello vero!
L'elenco di ciò che manca comprenderebbe tante altre cose, a cominciare da un vero forno, ma penso che ormai avrete rinunciato all'idea. E sarete già partiti alla ricerca di un "grande panettone artigianale".
Quelli veramente buoni sono pochissimi e a prezzi astronomici. In molti casi vengono venduti come "artigianali" panettoni industriali di buona qualità semplicemente "cambiando il vestito"... e raddoppiando il prezzo!
Questo nel migliore dei casi perché tante, troppe, volte il panettone viene fatto “in diretta”.  In poche ore invece che nei tradizionali tre giorni. Emagari usando lievito di birra (da pane) invece che con il lievito madre naturale.
C'è anche chi usa dei mix preconfezionati simili ai preparati per torte che si trovano al supermercato. Hanno anche un risultato paragonabile: commestibili se mangiati entro poche ore, rifiutati perfino dal cane dopo due giorni.
A questo punto, se volete seguire il consiglio di chi, per professione, conosce bene questo mondo, potete fare due scelte:

  1. Se avete tempo e soldi mettetevi in caccia del “grande panettone artigianale. Prima o poi lo troverete e forse ne sarà valsa la pena. Ma di delusioni ne avrete avute tante!
  2. Scegliete fra i migliori prodotti industriali, leggete accuratamente gli ingredienti e capirete al volo come orientare la vostra scelta.

Quando avrete trovato quello che vi piace di più evitate di cambiare.
Un buon panettone di marca fatto con cura sarà sempre uguale a se stesso.
Tutti gli anni lo stesso sapore e lo stesso profumo.

Il profumo del Natale!

Venerdì, 28 Novembre 2014 22:37

Una fiaba e una torta

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Considerato che oggi sono in vena di una classica ricetta di montagna, mi son detta : “perché non accompagnarla con una bella fiaba tipica” ?! 
Allora, tutti a sedere ad ascoltare la fiaba davanti ad una bella fetta di Torta di grano saraceno!! Una fiaba e una torta...
I Monti Pallidi
C’era una volta, a Sud delle Alpi, un regno ricco, fortunato e suoi abitanti vivevano tutti felici.
Solamente uno, il figlio del re, era tormentato da un ardente desiderio: voleva andare sulla luna.
Un giorno, durante una caccia, il principe si smarrì nel bosco.
A sera inoltrata si distese su di un prato coperto da rossi rododendri ed ebbe uno strano sogno: su di un prato coperto di fiori a lui sconosciuti, incontrò una bellissima fanciulla - la figlia del re della Luna -; lui le regalò un mazzo di rossi rododendri.
Svegliatosi sentì una immensa gioia per questo sogno.
La luna era alta nel cielo e la sua luce argentea ricopriva le vette delle montagne.
Ad occhi aperti continuò a sognare e a immaginare di incontrare la figlia del re della Luna.
Incominciò a raccogliere rododendri fino a formarne un bel mazzo.
Improvvisamente gli parve di sentire da lontano delle voci. Queste provenivano da una bianca nuvola in cima ad una vetta. Il principe si avvicinò e all’interno della nuvola incontrò due uomini molto vecchi - due abitanti della Luna -.
Il principe raccontò loro che il suo desiderio più grande era quello di potere andare sulla luna.
I due uomini esaudirono il suo desiderio e portarono il principe sulla luna. Qui tutto era bianco – la terra, le montagne, i prati -. Questo candore era accentuato da strani fiori bianchi che ricoprivano tutto il paesaggio. Anche le case, i campanili e le torri della città erano bianche. Il principe teneva ancora in mano il mazzo di fiori rossi e con immenso stupore gli fu chiesta la provenienza di fiori così belli. Quando disse di essere un abitante della Terra, fu subito portato dal re della Luna. Il re era un uomo vecchio con una lunga barba bianca; al suo fianco vi era sua figlia. Il principe riconobbe in lei la bellissima fanciulla del suo sogno; come nel sogno regalò a lei il mazzo di rossi rododendri.
Il principe abitava ormai da molto tempo sulla Luna, però si accorse che di giorno in giorno l’intensa luce argentea della luna danneggiava la sua vista. Temendo di diventare completamente cieco, si sentì costretto a ritornare sulla Terra. Portò con se, come sua sposa, la bella figlia del re della Luna. Questa si distingueva dalle donne della Terra per il fatto che il suo corpo emanava un leggero splendore e una tenue luce.
Molto stupore destarono anche i bianchi fiori portati dalla sposa sulla Terra.
Questo fiore si diffuse con il tempo su tutte le Alpi: ancora oggi le sue lucenti stelle si possono ammirare sulle alte vette; il fiore fu chiamato STELLA ALPINA.
La principessa provava immenso piacere nella ricchezza variopinta dei prati, nell’intenso blu dei laghi di montagna e nel fresco colore verde dei prati. Però il colore scuro e tetro delle alte vette, che si ergevano come bui mostri verso il cielo, incombevano sull’animo della principessa come pesanti pensieri. Così accadde che lei si ammalò gravemente per la forte nostalgia verso il bianco paesaggio lunare e dovette tornare sulla Luna. Nella sua patria subito guarì, ma la nostalgia per il suo amato sposo sulla Terra la portò in fin di vita. Anche il principe, rimasto da solo sulla Terra non trovava pace per la dolorosa lontananza della sua sposa: da solo vagava come un selvaggio per i boschi e nelle notti di luna piena restava sveglio, assorto in una instancabile contemplazione della Luna.
Una notte incontrò nel bosco uno gnomo – il re dei Salvans – che gli raccontò del suo crudele destino: il suo popolo era stato combattuto a lungo e sconfitto da genti straniere. Adesso vagava con il suo popolo, senza trovare dimora, di vallata in vallata. Anche il principe aprì al re degli gnomi il suo cuore e gli riferì del suo crudele destino. Appena ebbe finito di parlare, il re degli gnomi gridò ad alta voce:“Principe rallegrati, perché entrambi abbiamo trovato fine al nostro crudele destino!” Spiegò al principe che i gnomi sarebbero stati in grado di dipingere le montagne, che tanto avevano rattristato la principessa, con il colore della luna, così che lei non avrebbe mai più provato nostalgia della sua patria. In compenso il principe avrebbe dovuto dare il permesso al popolo degli gnomi di prendere dimora nel suo regno.
Così accadde che gli gnomi si stabilirono nel regno del principe e nella prima notte di luna piena questi si misero al lavoro: sette gnomi, disposti a cerchio, iniziarono una strana danza: le loro piccole mani si agitavano nell’aria come mosse da forti onde; iniziarono così a filare la luce della luna. Dopo un pò di tempo si poté intravedere nel mezzo del cerchio un gomitolo che emanava una tenue luce. Altri gnomi iniziarono a tirare i fili lucenti di questo gomitolo dalle cime verso il basso, da poi attorno alle montagne così da avvolgerle in una rete di luce.
Scomparve il colore scuro e le vette brillavano di una bianca-argentea luce lunare.
Il principe riportò la sua sposa sulla Terra; lei non ebbe mai più nostalgia della sua patria, poiché ormai il paesaggio dei Monti Pallidi era molto più bello di quello bianco-lunare della sua patria.
I Monti Pallidi si possono ammirare ancora oggi e sono denominati DOLOMITI.
Il regno del principe ormai non esiste più, ma i Salvans dimorano tutt’ora nelle rocce e nei boschi di questa incantevole terra.
( tratto da: K.F. Wolf, Dolomitensagen )

Torta di grano saraceno - ingredienti:

- 250 gr mandorle spellate e frullate
- 250 gr zucchero
- 250 gr farina di grano saraceno
- 4 uova
- 250 gr di burro
- un pizzico di sale
- 1 bustina di lievito
- marmellata di mirtilli rossi o di more
- zucchero a velo

Per prima cosa frullate le mandorle con 100 gr di zucchero riducendole in farina.
In un recipiente lavorate il burro ( a temperatura ambiente) con 150 gr di zucchero e, uno alla volta, unite i tuorli d’uovo mescolando fino ad ottenere un composto liscio e spumoso.
Aggiungete la farina di grano saraceno, la farina di mandorle ed un pizzico di sale. Montate a neve, ben ferma, gli albumi ed incorporateli delicatamente all’impasto precedentemente ottenuto.
Imburrate e infarinate una tortiera a cerniera del diametro di 24/26 cm, versateci il composto e infornate (forno già caldo) per 35/40 minuti a 170° C.

Scritto da Ares

Domenica, 29 Settembre 2013 20:00

BLOODY MARY all'italiana.

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C'era una volta il Bloody Mary e basta ma oggi ogni barman che si rispetti propone una propria variante di un cocktail classico come questo. Il cocktail nasce a New York nel 1939 ad opera del barman francese George Jessel.

 

Inizialmente era solo da una miscela 50-50 di succo di pomodoro e vodka. Nel tempo sono stati aggiunti ingredienti e aromi come la Salsa Worcester, Tabasco, pepe nero o pepe di cajenna, consommé, rafano, limone per giungere alla ricetta odierna. La versione che vi proponiamo rifiuta tutti questi ingredienti, a partire dal succo di pomodoro pastorizzato contenuto in bottiglia, e da tutti quegli aromi che poco si accordano col gusto italiano. Il succo rosso viene ottenuto centrifugando o frullando dei pomodori freschi e maturi. Se viene usato il frullatore è necessario passare tutto al setaccio per eliminare le bucce. Usando la centrifuga si ottiene direttamente il risultato desiderato.

  • INGREDIENTI PER DUE DOSI
  • 3-4 pomodori ben maturi - vedi foto
  • 1 fetta di limone
  • 1 rametto di basilico (più uno per la guarnizione del calice)
  • 1 bicchierino di vodka ghiacciata a testa
  • 1 cucchiaino di infuso di peperoncino (vedi descrizione) (*)
  • 1 cucchiaino di sale da cucina
  • I pomodori vengono tagliati, salati e centrifugati (o frullati) insieme alla fetta di limone e al rametto di basilico. (*) (l'infuso di peperoncino si ottiene mettendo 50 g di piccoli peperoncini di Soverato in una bottiglia o in un vasetto con 250 g di Vodka) Prestare la massima attenzione al dosaggio di questo ingrediente. In certi casi il cucchiaino consigliato può portare ad un cocktail che ustiona la bocca! Nella foto a fianco si nota l'effetto emulsionante della centrifuga che fa galleggiare il pomodoro sopra la Vodka. Usando un frullatore succederebbe l'inverso perché il pomodoro è più pesante della Vodka. Aggiungere del ghiaccio in cubetti e mescolare direttamente nel bicchiere.
Martedì, 25 Agosto 2015 00:00

ARANCE DI SICILIA, ADDIO!

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Il Parlamento europeo ha approvato l’accordo bilaterale col Marocco, che abbatte i dazi doganali sui prodotti agricoli, dagli agrumi agli ortaggi, diretti concorrenti dei prodotti delle aziende siciliane. Arance in primis.

Abbattere i dazi doganali vuol dire aprire le porte d'Europa a prodotti di cui non sappiamo nulla perché nell'accordo non sono espressi criteri di controllo qualità. Quello che arriva arriva!... basta che costi poco!
Già le arance marocchine entravano “travestite” da arance spagnole, ora entreranno dalla porta principale ancora più a buon mercato non dovendo passare dai grossisti spagnoli.
Fra gli europarlamentari italiani c'è una numerosa pattuglia di traditori che ha votato a favore del Marocco e, di conseguenza, contro la Sicilia. Ecco chi sono:

FAVOREVOLI ALL’ACCORDO UE-MAROCCO

P D:
Salvatore Caronna, Leonardo Domenici, Roberto Gualtieri, Antonio PanzeriI, Gianni Pittela, Debora Serracchiani, David Sassoli, Francesca Bazzani, Luigi Berlinguer, Sergio Cofferati, Vittorio Prodi, Silvia Costa, Gianluca Susta, Patrizia Toia, Francesco De Angelis, Guido Milana.
FLI:
Salvatore Tatarella, Cristiana Muscardini.
UDC:
Tiziano Motti
PdL:
Gabriele Albertini, Antonio Cancian, Vito Bonsignore
SVP:
Herbert Dorfmann

CONTRARI ALL’ACCORDO UE-MAROCCO

PdL-UDC:
Roberta Angelilli, Carlo Fidanza, Mario Mauro, Erminia Mazzoni, Lia Sartori, Marco Scurria, Raffaele Baldassarre, Paolo Bartolozzi, Sergio Berlato, Elisabetta Gardini, Salvatore Iacolino, Giovanni La Via, Barbara Matera, Alfredo Pallone, Enzo Rivellini, Sergio Silvestris, Iva Zanicchi. Antonello Antinoro, Clemente Mastella, Gino Trematerra
PD:
Pino Arlacchi, Rosario Crocetta, Mario Pirillo
Lega Nord:
Francesco Speroni, Mara Bizzotto, Mario Borghezio, Lorenzo Fontana, Claudio Morganti, Fiorello Provera, Oreste Rossi, Giancarlo Scottà,
IDV:
Vincenzo Iovine (ApI, eletto nell’IdV), Giommaria Uggias, Gianni Vattimo  Andrea Zanoni

ASTENUTI

PdL:
Licia Ronzulli, Laura Comi PD: Paolo De Castro

ASSENTI

UDC:
Carlo Casini, Ciriaco De Mita, Giuseppe Gargani, Magdi Cristiano Allam  
PdL:
Alfredo Antoniozzi, Aldo Patriciello,
FLI:
Potito Salatto  
PD:
Rita Borsellino, Andrea Cozzolino
IDV:
Sonia Alfano, Niccolò Rinaldi
Lega Nord
Matteo Salvini (segretario)
I parlamentari siciliani assenti alla votazione sono stati Sonia Alfano, di Italia dei Valori, e Rita Borsellino del Pd.
Prendere nota e non dimenticare i nomi dei traditori f. d. p.